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  1. #1
    I Have a Dream
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    Predefinito Dove il Comunismo sembra funzionare...

    La Cina scommette su telefonini e chips


    Nonostante rimanga uno Stato comunista, la Cina continua a registrare tassi sostenuti di crescita economica e soprattutto ad integrare la sua struttura industriale al mercato mondiale.

    In questo panorama Hong Kong e Shanghai si stanno contendendo lo "status" di polo commerciale più avanzato del Paese. Dall'inizio degli anni Novanta, Shanghai ha costruito un distretto finanziario, Pudong, dove troneggiano grattacieli che sfidano quelli della Malaysia e degli Usa per altezza e imponenza.

    La città si è anche dotata di un aeroporto internazionale. La crescita
    è dunque stata rapida e la prospettiva continua ad essere tale: progetti già in cantiere prevedono la costruzione di grattacieli che raggiungano vette mai toccate e di un ponte lungo 30 km che attraversi il mare sino ad un'enorme isola, in parte costruita artificialmente, che ne sarà il capolinea. A Pudong è in oltre in via di completamento una linea ferroviaria a lievitazione magnetica, operativa probabilmente dal prossimo anno.

    Hong Kong, ex colonia britannica, parte da una condizione di sviluppo superiore ed è ben decisa a mantenere questa posizione. Tuttavia deve fronteggiare una serie di problemi interni. Tra questi, un eccessivo aumento della popolazione a cui si è risposto con rigide restrizioni sul flusso migratorio che tuttavia impediscono ai lavoratori qualificati di affluire nella città. La meta di questi ultimi si sposta quindi verso Shanghai che rimane il posto migliore per far carriera.


    L'ex protettorato inglese deve inoltre fare i conti con il polo di Shenzen, collocato nella vivace area del fiume Yangtze, che attira numerosi investimenti. Il porto di Shenzen già oggi gestisce circa un quarto del traffico mercantile da e verso l'ex città britannica e se ne pianifica una massiccia espansione.

    Il recente ingresso della Cina nel WTO (Organizzazione del Commercio Mondiale) è certamente un segnale di grande importanza circa lo sviluppo del Paese, ma forse ancor più significativo è quanto sta avvenendo nei settori chiave dell'Alta Tecnologia: produzione di dispositivi a semiconduttore (i cosiddetti chips), crescita dell'elettronica di consumo e sviluppo del settore telecomunicazioni.

    Tradizionale punto di forza della Cina è la disponibilità di manodopera a basso costo, una forza lavoro che si è dimostrata non solo a buon mercato ma anche in grado di apprendere rapidamente e di saper operare con efficienza. A questo tuttavia si aggiungono fattori altrettanto potenti che sono l'ampiezza del mercato interno e la locale disponibilità di tecnici ed ingegneri qualificati.

    Nel settore dei semiconduttori lo Stato comunista si è ormai da alcuni anni affermato nell'assemblaggio dei chips, la parte finale del ciclo di fabbricazione nella quale è maggiore l'incidenza del costo del lavoro. Ma ora c'è ben di più: la stessa diretta lavorazione sulle fette di silicio, la più tecnologicamente sofisticata, si appresta a migrare verso la Cina. La giapponese NEC e l'americana Motorola già hanno in Cina degli stabilimenti di lavorazione realizzati attraverso joint ventures. A fine marzo Mitsui, Toshiba-Ceramics e Japan's Ferrotech hanno annunciato un'impresa congiunta per l'avvio presso
    Shanghai di una fabbrica di microchip che diverrà in prospettiva la più grossa del Paese. Anche Taiwan si prepara ad investire nel Paese "rosso" per la produzione di chips. La questione se consentire o meno il passaggio nella Cina comunista di tecnologie così sofisticate è stata oggetto di dibattito in sede parlamentare e ha quasi portato ad una crisi di governo. Tuttavia la tendenza appare irreversibile.

    Nel settore dell'elettronica di consumo il gigante giapponese Matsushita (meglio conosciuto con il marchio commerciale Panasonic) già opera in territorio cinese attraverso circa 40 fabbriche ed ha in programma di sviluppare ulteriormente questa politica di allocazione esterna delle attività manifatturiere (outsourcing).

    Nel campo delle telecomunicazioni il dato più impressionante è che la
    Cina risulta essere il Paese con un maggiore numero di abbonati alla
    telefonia cellulare e che tale numero è destinato a crescere fortemente. Per questo le maggiori compagnie produttrici di telefonini e di attrezzature di rete (Ericsson, Nokia, Alcatel, Siemens, ecc.) puntano al mercato cinese. Ad esempio, la Sony-Ericsson Mobile Communications progetta di aprire una filiale a Pechino per puntare all'enorme mercato del gigante asiatico che oggi conta 140 milioni di abbonati. Da parte sua, la francese Alcatel, in collaborazione con un fondo di capitale a rischio cinese, New Margin Ventures, parteciperà ad un investimento di 18 milioni di dollari per l'innovazione nelle telecomunicazioni.

    Questo conduce all'ultima più sorprendente constatazione: fioriscono in Cina laboratori e attività di R & D (Ricerca e Sviluppo), certamente finalizzati alla creazione di prodotti per il mercato cinese ed al sostegno di attrezzature ed impianti installati nel Paese, ma con un'enorme potenziale di crescita, anche autonoma, associata all'arricchimento di know-how della Cina stessa.

    La già menzionata Matsushita ha investito 6 milioni di dollari per un
    centro di R & D in Cina e conta di passare dagli attuali 100 ricercatori a circa 1750 ingegneri, assunti localmente entro il 2006.

    IBM (già presente con un centinaio di persone nel proprio laboratorio
    a Pechino), Intel (oggi oltre 200 addetti), Generale Electric, Motorola e Microsoft contano di avviare o ampliare la ricerca in Cina. Telcomunicazioni, IT (Information Technologies), sviluppo di software sono i temi dominanti di queste attività di innovazione.

    Ricerca e creatività è il programma degli investitori high tech in Cina, ma tale ricetta è stata recepita e fatta propria dai ricercatori cinesi. E' forse il segno più avanzato di una mentalità che sta cambiando e di una modernizzazione che ormai coinvolge ampi strati della popolazione. Basta pensare che oltre 56 milioni di persone nel Paese "rosso" hanno l'accesso a Internet in casa propria. La Cina è diventata così il più grande "user" del Web in Asia. Seconda a livello
    mondiale dopo gli Stato Uniti la Cina conquisterà il primo posto entro quattro anni.

    Un Abbraccio.
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

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  2. #2
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    Funziona (per il momento) perchè non è più comunsmo.
    Da una dittatura comunista si è passati a una dittatura punto e basta. un miglioramento, perchè alemno i cinesi hanno riacquistato il diritto alla propietà privata.
    saluti padani

  3. #3
    I Have a Dream
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    Ragionamento del tutto condivisibile...
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

  4. #4
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    quindi il titolo e' da cambiare

  5. #5
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    Il mio straordinario atlante geografico Konemann recita: "Nel 1978 la dirigenza iniziò ad allontanarsi dalla pianificazione centralizzata di impronta sovietica. In campo agricolo la gestione a livello familiare prese il posto della collettivizzazione, con un immediato aumento della produttività. Nell' industria si diede maggior potere ai manager dei singoli stabilimenti e alle autorità locali, venne ammessa la piccola impresa privata e incoraggiati gli investimenti stranieri e il commercio con l' estero. In conseguenza di ciò la produzione agricola raddoppiò negli anni '80 e l' industria realizzò grandi profitti. Il P.I.L. è oggi pari al triplo del valore del 1978 e la crescita della produzione aggregata avviene a tassi tra il 7 e il 10 per cento.
    Tuttavia l' attuale sistema combina alcuni peggiori aspetti del comunismo ( burocrazia, inerzia e corruzione) e del capitalismo (profitti aleatori e alta inflazione)."

  6. #6
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    far uscire un gigante come la Cina dalla situazione attuale richiederà tempo e risorse. Bisogna essere felici che questo stia avvenendo per gradi e non in maniera potenzialmente destabilizzante.

  7. #7
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    Originally posted by Cantolibero

    Quando verrà il "grado" delle migliaia di detenuti politici e condannati a morte? Viva il microchip, ultima tutela dei dirtti umani della società girotondista.
    Saludos amigos
    Sen.Cantolibero
    mi aspettavo un intervento come il tuo: comunque, per completezza, quello che ho scritto è quello chepensava Montanelli. E come lui ogni persona intelligente, visto che uscire in tre giorni da una condizione dittatoriale, per un paese da un miliardo di persone, spesso porta a conseguenze drammatiche.

  8. #8
    Claude74
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    La Cina è e rimane uno stato totalitario. Il fatto che operi una politica economica capitalista non toglie nulla a questo dato incontrovertibile. E la popolazione, in uno stato totalitario, è trattata come un tutto unico, come un unico corpo alla cui testa risiede il potere politico, cristallizzato in una burocrazia o in un partito. Questo vuol dire che ora la Cina è capitalista. Niente ci assicura che lo rimarrà, o che il capitalismo non possa essere che un mero mezzo per una futura pratica di dominio. Se alla frammentazione degli interessi, inevitabile conseguenza delle libertà economiche, non segue una frammentazione delle opinioni, delle fedi e, ovviamente, la costruzione di istituzioni atte a preservare e tutelare il pluralismo, quel che accade è che una elitè autocefala ed autoreferenziale giunge a possedere un potere economico e militare enorme, e sempre crescente. Speriamo in bene.....

  9. #9
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    Predefinito

    Originally posted by PINOCCHIO
    Funziona (per il momento) perchè non è più comunsmo.
    Da una dittatura comunista si è passati a una dittatura punto e basta. un miglioramento, perchè alemno i cinesi hanno riacquistato il diritto alla propietà privata.
    saluti padani
    Infatti. Ma per comodo c'è chi ne approfitta, cantando i pregi dell'isola felice comunista.

  10. #10
    I Have a Dream
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    quindi il titolo e' da cambiare
    E perchè??? Il "Sembra dubitativo", credo sia molto riuscito, anche in seguito all'evolvere della discussione...
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

 

 
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