La Santa Vehme fu una società segreta, fondata, secondo la leggenda, dallo stesso Carlomagno; altri dicono, invece, che fu fondata in Vestfalia verso la fine del 1200, dopo la morte di Federico II, e fanno risalire la parola Vehme all'olandese veem, che vuol dire corporazione, perché i primi membri della setta sarebbero stati reclutati fra le organizzazioni di mestiere. Essa aveva il compito di sostenere l'ordine, di lottare contro qualsiasi forma di eversione o di rivoluzione, di difendere il cattolicesimo e di opporsi alle riforme sociali, ragion per cui fu molto ben vista da ogni governo. Secondo la tradizione, i primi nemici furono proprio quei popoli germanici che rifiutavano di abbandonare i vecchi culti: il massacro di Externsteine fu un buon esempio di quello che si poteva fare contro gli avversari della Chiesa.
Il tribunale della Santa Vehme giudicava e colpiva senza rendere conto a nessuno. Per certi versi era persino peggio dell'Inquisizione, perché non aveva neppure bisogno di piegarsi ad una parvenza di processo: di notte veniva affissa una pergamena di condanna sulla porta della casa della vittima, fermata con un pugnale a forma di croce; non esisteva appello contro la decisione della setta. I piccoli reati come risse, turpiloquio, furtarelli e adulterio, venivano sanati con pesanti ammende pecuniarie; i reati gravi come l'omicidio, lo stupro, la rapina, il tradimento, l'eresia e la stregoneria, prevedevano sempre la condanna a morte mediante impiccagione. I membri venivano chiamati schoffen, scabini, cioè giudici; l'autorità più alta era l'imperatore, a cui spettava il titolo di Gran Giudice del territorio di Dortmund, città che era la sede principale della setta. Egli nominava i giudici dei vari territori, che a loro volta nominavano i capi dei tribunali dei distretti. Gli interrogatori della Santa Vehme avevano una fama terrorizzante; si diceva che per far confessare gli accusati venisse usata la "Vergine di Norimberga", una statua cava con l'interno dotato di lame affilate; quelli che ci finivano dentro venivano infilzati come tordi.





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