Sbirri che manifestano, terroni che applaudono. Sbirri che attaccano magistrati, magistrati che non sanno l' abc di uno stato di diritto. Sbirri che si ammanettano e terroni di An che fanno manifesti in loro appoggio. Giornalisti terroni che si barcamenano nel dare le notizie di una situazione politica che poteva essere innescata solo da una società che terrona lo é nello spirito. Un governo di terroni nati e altri improvvisati che parla a spanne di cose che forse nemmeno conosce, o peggio, di cui non gli frega nulla. Una marea acefali sinistrorsi che scendono in piazza a ritmo di tamburi del Congo e tra sindacalisti senza onore. Lavoro, articolo 18, tolleranza, fratellanza...slogan di un' accozzaglia umana di imboscati e mantenuti che si autocandida a socirtà civile. Un Nord che si lacera i mille partiti e liste per amministrare comuni che oggi come domani dovranno pietire da Roma anche i soldi per le matite. Un Nord in cui la società che si crede civile, guarda e pensa: "Passerà anche questa". Jovanotti, Amendola, Cofferati: oggi gli abbiamo regalato le piazze.
Almeno i camerati si sono esaltati; Le Pen ha il suo momento di gloria, tutta decadente come la sua Francia Imperiale, ma sbraita il NO di tutti quei confusi su tutto, ma sicuri che almeno TUTTO CIO' non gli piace. Almeno questo. Noi no, stiamo qui alla finestra di casa o di un computer a cercare di analizzare, giudicare, mettere puntini sulle i, trovare scuse, difenderci, attaccarci, perdonare, giustificare, condannare, rivangare e ricordare. In parte forse é un brandello di rivoluzione anche questa. Forse é una marea che monta, forse é la strada dell' autocoscienza, forse é un germe di quella ribellione che spazzerà via tutto, giudici, sbirri, manette e farabutti. Forse é un' illusione senza attenuanti, se non quella del moribondo che cerca una fonte da cui poter respirare. Ma siamo gli attori tragici di una farsa tutta italiana, su un palco dove siamo estranei, nemmeno comparse. Non ci piangiamo addosso fondamentalmente, siamo eroici in ogni riga che poniamo appresso all' altra, siamo stoici nel vedere cose che conosciamo spesso nel profondo della loro natura codarda e le sopportiamo. Siamo bravi a nostro modo. A nostro modo epici e disgraziati. Non siamo "somari del Nord", credo che alla fine qualcosa abbiamo fatto, un' orma l' abbiamo lasciata. Abbiamo qualcosa da comunicare, un passato tutto nostro da ricordare, tante amarezze da rinfacciare certo, ma anche la riconoscenza verso qualcosa e qualcuno che un sogno ce l' ha conficcato nel cuore. Sì, ce l' ha conficcato, come uno strale appuntito che penetrato nelle membra, brucia, ma é troppo in profondità per toglierlo. E' stato un "regalo" bastardo, trovato forse e donato forse, per caso, ma che ora non si può restituire come un vuoto a rendere, o peggio, un vuoto a perdere. Ma noi in piazza non ci siamo più. Non siamo più nelle strade. Fortunati i camerati che almeno per oggi hanno la loro "Legio Patria Nostra", un po' di reduci riesumati e un vagone di slogan che, almeno oggi, gli altri ascolteranno. Spiritualmente oggi io sono con loro, con il loro entusiasmo, con la loro alternativa, con il loro carico di odio verso questo sistema inumano e ignorante, bolso e venduto. Oggi le piazze erano anche loro. Come lo erano della sbirraglia, dei comunisti che del Muro di Berlino hanno il cemento che gli intasa il cerebro, dei politici di questo governo che é talmente insulso che quasi non ti fa nemmeno incazzare. Vabbeh, basta così...ho rotto a sufficenza. Mi prendo qualche giorno di congedo...da sta insostenibile leggerezza.
Wotan




Rispondi Citando
) ben chiari in testa i principi su cui muoversi.