Visto l’interesse suscitato dai commenti di Oneto sulla sparizione di Baron Litron – Bosio, serve raccontare alcuni antefatti che sono ignoti ai non piemontesi.
Quando era venuto fuori che Bosio “doveva” diventare Segretario nazionale del Piemonte, Oneto si era candidato in alternativa precisando di farlo solo per fermare l’ascesa di un personaggio già molto chiacchierato per via di strani rigiri (finiti sui giornali) di terme e di alberghi, e per il suo ambiguo sodalizio con Comino. Al Congresso, nel gennaio del 2000, Oneto era arrivato con le firme di sostegno della maggioranza assoluta dei delegati: Bossi nel suo discorso si era apertamente schierato definendo Bosio “uomo solido, emanazione del Movimento” e Oneto “professorino che impara le date a memoria”.
Ma non bastava: dopo i discorsi dei due candidati, quando era piuttosto chiaro come sarebbe andata a finire (è rimasto memorabile l’appello di Oneto: “Io, capo dei secessionisti sono pronto a ritirarmi per non dividere il Movimento, tu capo dei cadregari sei disposto a fare altrettanto?”) Bossi ha intimato di annullare il Congresso se Bosio non fosse stato eletto. Oneto sale sul palco, dice: “Viva la democrazia” e se ne va. Il silenzio e la censura sugli organi della Lega sono stati totali. Il movimento autonomista in Piemonte è entrato in coma quel giorno e da allora non ha fatto che peggiorare. Oggi l’uomo “solido” (nel frattempo silurato e sostituito con un ancora più “solido” avvocato pugliese) viene cacciato dalla Lega perché ha presentato una sua lista alternativa. Il suo vice è già finito in galera e la magistratura gli gira attorno. Troppo anche per la Casa delle libertà, che pure a queste cose ci è molto abituata.




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