Il vice manda un'e-mail a tutti gli iscritti ai Ds. E smonta i dati di Grisenti
IL FUTURO DEI TRASPORTI

di Enrico Pucci

TRENTO. «Se vogliono far cadere la giunta, non hanno che da mettere ai voti la Valdastico». Roberto Pinter avvisa Lorenzo Dellai: la sinistra non accetterà che nel Documento preliminare al Piano della mobilità, che sarà portato in giunta a fine meggio, sia inserita una decisione sulla Pirubi. Pena la crisi politica. Fa sul serio, il leader di Solidarietà. La riprova è che ha spedito a tutti gli iscritti ai Ds un'e-mail che spiega perché, a suo dire, i dati di Grisenti sul traffico sono un bluff.
Di Valdastico ieri non si è discusso in giunta provinciale. E Dellai è sempre abbottonato. E ben attento a non prestare il destro, con qualche dichiarazione, al fronte dei "no" al completamento dell'autostrada A31.
Chi non fa mistero della sua posizione è il suo vice, il diessino Pinter. Conversando "a braccio" con i giornalisti, ha ribadito di ritenere che lo studio sul traffico, presentato lunedì scorso, «è ben lontano dal portare a conclusioni favorevoli al completamento della Pirubi». Il leader di Solidarietà parla infatti di «impatto minino sul traffico in Valsugana». Superstrada che lui si dice favorevole a portare tutta a quattro corsie: «Mi pare che questa sia ormai una questione assodata». Per Pinter i dati di Grisenti sono incompleti: «Mancano certi scenari, andranno elaborati nei prossimi mesi». Chiara la tattica di guadagnare ulteriore tempo prima di un'eventuale decisione. Lo dice lo stesso Pinter: «Io mi aspetto da Dellai e Grisenti che nel Documento preliminare al Piano dei trasporti ci sia, al massimo, un impegno ad approfondire i collegamenti con il Veneto con questa regione». E se ci fosse un sì o un no alla Valdastico? «Se vogliono far cadere la giunta, facciano pure», è la risposta del vicepresidente.
La Valdastico messa ai voti dovrebbe significare un "sì" a questo progetto. Anche se bisogna stare attenti prima di dare per certa la cosa. In giunta, infatti, gli unici sicuri per il sì sono Dellai, Grisenti, Magnani, Muraro e Benedetti. Sicuri per il no: Pinter, Berasi, Andreolli e Leveghi. Cinque a quattro. Pallaoro, a ben vedere, non si è mai espresso a favore della Pirubi, della quale non è certo entusiasta. E un 5 a 5 finale, sia pure con il voto del presidente che vale doppio, sarebbe troppo debole per sostenere un progetto che spacca in modo così netto il Trentino.
E allora? Allora c'è anche chi, nella sinistra, come il socialista Mauro Leveghi, si dice convinto che «lo studio della Tps di Perugia abbia posto la parola fine sulla Valdastico». E che siamo di fronte all'«ennesima commedia».
L'e-mail di Pinter a iscritti e simpatizzanti si intitola "Cosa dicono i dati. Alcune riflessioni sui temi della mobilità". L'esponente di Solidarietà vi riprende molti dei temi già esposti, a caldo, nelle interviste dei giorni scorsi. Afferma, fra l'altro, che «il Trentino non ha soluzioni alternative, tranne il trasferimento su rotaia delle merci». E che «lo studio non offre alcun valore aggiunto al Trentino».
Come conciliare queste posizioni con quella di Grisenti che, ancor prima di presentare i dati sul traffico, disse: «Se la Valdastico serve, la faremo»? Il tutto si inquadra in un momento molto delicato per il rapporto fra Margherita e Ds, con la crisi latente a Rovereto e la "Casa dei Trentini" che non piace a buona parte della sinistra. Una tensione che attraversa anche i Ds. Pinter ne ha anche per Olivieri: «Studi i dati, prima di bacchettare gli altri».


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Non se ne può più di queste giunte di sinistra che fanno male solo alla regione, che litigano su tutto e sono sempre sull'orlo della crisi (di nervi).
Speriamo che dal 2003 le cose cambino.