Il presidente di Confindustria minaccia di lasciare Napoli
"Se non cambia il contesto sociale non possiamo restare"
D'Amato: "Impossibile
fare impresa al Sud"
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NAPOLI - "Se non cambia l'attuale contesto sociale del Mezzogiorno, la mia impresa nel Sud non ci potrà stare più. Io competo sulla capacità di fare qualità e innovazione ma non riesco più a portare intelligenze nel Mezzogiorno". Lo sfogo non è di un imprenditore qualsiasi, ma del presidente di Confindustria - e titolare della Seda con stabilimenti ad Arzano (Napoli) - Antonio D'Amato.
Ospite di un convegno nel capoluogo campano, D'Amato si è lasciato andare a un atto di denuncia senza appelli contro la situazione in cui è costretta a lavorare un'impresa come la sua (la Seda è uno dei maggiori produttori europei di imballaggi per alimenti) e ha rilanciato l'allarme sulla criminalità. "Era più facile importare - ha detto - cervelli e trasferire intelligenze nel Sud venti anni fa, mentre oggi non ci vengono più a vivere. Se il contesto, la qualità della vita e dello sviluppo non cambiano, non abbiamo nessuna possibilità di fare quello che vorremmo e cioè competere sempre più a livelli elevati".
D'Amato ha sottolineato che "non c'è alcun dubbio che ci sia la necessità di fare riforme. Da presidente di Confindustria non ho nessuna remora ad impegnare il mondo industriale italiano sulla capacità di fare nuovo lavoro. Non ho paura a fare occupazione e sono impegnato ad attrarre investimenti soprattutto nel Mezzogiorno, ma dobbiamo renderci conto che abbiamo bisogno di giocare almeno con le stesse regole degli altri".
Regole che, secondo la più alta carica degli industriali nel Mezzogiorno non ci sarebbero. Anzi, D'Amato parla addirittura di "diritti negati". E conclude: "Ci metto molta passione in queste cose perché sono uno del Sud che crede nel Mezzogiorno e combatte per il Mezzogiorno ma che, se non cambia il contesto non potrà mantenere la sua azienda nel Sud".
(4 maggio 2002)
da www.repubblica.it
Eccolo il grande imprenditore, l'uomo della provvidenza confindustriale, che si lascia andare alle minacce e ai ricatti: se non fate quello che dico io, me ne vado! Embè, proprio ora che al governo siede il suo amico Berlusconi? Ma come mai: questo governo che lui ha sponsorizzato nemmeno lo soddisfa? Si è incaponito sull'articolo 18 e ora ci viene a dire che il Sud ha bisogno di una bonifica sociale e culturale e di infrastrutture. Ma non lo sapeva che i problemi partivano proprio da lì: dalla criminalità organizzzata, da un apparato statale inefficiente, dalla mancanza di infrastrutture al servizio dell'impresa e del cittadino, dalla scarsa formazione, dallo scarso senso di impresa degli stessi imprenditori, ai quali, adesso, con questa uscita, dimostra di essere organico e funzionale? Insomma, quest' uomo dall'aspetto così grintoso, è bravo a perseguitare solo i diritti dei lavoratori; ma a portare fino in fondo la sua missione di impresa, quant'anche in una realtà difficile come il Sud, proprio no!




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