Patto di Stabilità kaputt/ I massimi economisti tedeschi si scagliano contro i vincoli fissati dal Trattato di Maastricht
5 settembre 2002
Il capo degli economisti di Deutsche Bank, Norbert Walter, chiede la sospensione del Patto di Stabilità ed esorta i capi dei Paesi Ue a concordare di non dover attenersi al criterio fissato sul deficit per quest'anno e il 2003. In un'intervista a Die Welt Walter afferma che un tale atteggiamento potrebbe comportare un superamento del tetto del deficit/Pil per Germania, Francia e Italia, ma "se contemporaneamente ci si accorderà di registrare un bilancio senza disavanzo a metà del decennio, un simile approccio lo ritengo non solo non dannoso, ma assolutamente necessario".
Anche il capo dell'Istituto di ricerca Diw, Klaus Zimmermann, definisce "necessaria e probabile" una riforma del Patto di Stabilità, mentre il presidente dell'Istituto di ricerca economica di Halle, Ruediger Pohl, ha detto qualche giorno fa al Financial Times Deutschland che il Patto è "morto" e prevede in futuro un allentamento delle regole.
Il Patto di stabilità? "Prima della prossima recessione, va ripensato". Così la pensa Hans-Werner Sinn, presidente dell'istituto economico Ifo di Monaco di Baviera, famoso in tutto il mondo per i sondaggi mensili sulle aspettative congiunturali degli imprenditori. Troppo permissivo quando l’economia accelera e troppo punitivo nelle fasi di frenata, il funzionamento dell’accordo europeo va comunque rivisto. Ma, spiega Sinn, il primo scoglio riguarderà il passivo nei conti pubblici tedeschi, che nei primi sei mesi ha raggiunto il 3,5% del prodotto lordo




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