La manifestazione del primo maggio di Napoli è andato via tranquillo, senza incidenti. Era scontato. I no global non potevano permettersi un comportamento troppo estremista, mentre la polizia era ben consapevole di doversi trattenere mille volte prima di rispondere alle provocazioni, anche perché il pericolo che potenziali scontri potessero degenerare era molto elevato. Ma non tutto è filato come una pacifica ed allegra manifestazione, fatta dei consueti canti e balli degli “artistici” noglobal. In testa al corteo, infatti, un manifestante a volto coperto portava in bella mostra uno striscione: “Noi vi abbiamo già condannati”, con tanto di stella a cinque punte. In prossimità della questura, un gruppetto di manifestanti fuoriusciti dal corteo, si è prodigato nel lancio di uova contro la questura di via Medina. Gli insulti si sono sprecati, inutile dirlo.
Il rischio derivante dalla vicenda degli arresti dei poliziotti di Napoli di un disimpegno dei controlli da parte delle forze dell’ordine, inizia a divenire sempre più concreto: i no-global da oggi si sentono protetti e tutelati nelle forme di protesta, ed i simboli di morte e sangue che portano in bella mostra, sono una pericolosa conferma.




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