Vota Chirac.
Eric Halphen forse è un Don Chisciotte moderno che per lunghi sette anni ha lottato contro i mulini a vento azionati da Chirac: li ha definiti “sette anni di solitudine”. Ma ora dice: “Se si ha a cuore l’avvenire della Francia, tra un uomo politico che rappresenta il passato e che secondo me a livello morale non ha certo le carte tutte in regola, e un uomo che rappresenta l’odio, il rifiuto dell’altro, il razzismo, non si possono avere dubbi: è necessario votare contro Le Pen, e quindi per Chirac”.
Halphen ha debuttato in politica due mesi fa, e ha trovato subito difficoltà. Dapprima ha bussato alla porta dei socialisti, ma il segretario Hollande gli ha garbatamente detto di no. Spiegandogli che gli sembrava di mettere in discussione la credibilità del suo lavoro di giudice istruttore. Il magistrato non si è arreso e ha trovato “casa” nel costituendo” Polo repubblicano di Jean-Pierre Chevènement.
Oggi spiega: “Mi sono reso conto che in Francia non si può condurre a fondo una inchiesta sul potere. Uio sono stato spiato, il mio telefono è stato messo sotto controllo, sono entrati nella mia vita privata. Cambiare la giustizia dall’interno è impossibile. La cosa migliore che potessi fare era cercare di cambiarla dall’esterno”.
Alla domanda di cosa pensi sul controllo governativo sulle procure, risponde:”Ad essere indipendenti devono essere i giudici dei tribunali. Per questo, si dovrebbe riformare il Consiglio superiore della Magistratura. Chi è oggi in Francia il presidente del Csm? Il presidente della Repubblica. E chi è il vice presidente? Il ministro della Giustizia. Tutti i legami cnn il potere dei magistrati che giudicano andrebbero recisi. Al contrario i procuratori, che hanno il compito di perseguire, devono ricevere istruzioni dal governo, per poter seguire la stessa politica giudiziaria in tutta la Francia”.

Anni fa, qualcuno in Francia lo paragonava a Di Pietro.

Come suggeriva Caianiello…separare…separare…separare.
saluti