Le nuove norme approvate recentemente in Italia in tema di rogatorie e falso in bilancio sono state esaminate nei giorni scorsi in sede europea (Ocse) dal gruppo di lavoro responsabile del monitoraggio sullo stato d’attuazione della Convenzione sulla corruzione dei pubblici ufficiali nelle transazioni economiche internazionali, ratificata da 35 paesi.
Il gruppo di lavoro, in base a rapporti da un delegato britannico e da uno messicano, ha riconosciuto la piena conformità delle nuove norme ai principi posti dalla Convenzione, in particolare all’articolo 8 – che prevede principi e standard in materia di scritture contabili, procedure di auditing, trasparenza finanziaria, e connesso regime di reati e sanzioni penali – articolo 9 – che disciplina la cooperazione tra diversi ordinamenti in tale campo – e l’articolo 10 – in materia di norme e garanzie per l’estradizione dei funzionari pubblici indagati.
In particolare il nuovo regime do garanzia in materia di regolarità degli atti probatori, disposto dalla legge sulle rogatorie, è stato giudicato conforme ai commi 1-5 dell’articolo 10 della Convenzione Ocse.
Sotto i governi dell’Ulivo l’Ocse ci aveva già più volte richiamato per il ritardo della ratifica: la Convenzione è entrata in vigore il 13 febbraio del 2001.
Ora, le tanto strombazzate iniziative referendarie abrogative, volute da Rutelli e Di Pietro passando dalla Margherita, ai verdi (di rabbia) , ai diessini (rossi di vergogna) e mi pare pure i martelliani, estenderanno l’abrogazione anche all’Ocse?
Rimango in rispettosa attesa di leggere le reazioni provenienti dalla vicina Confederazione Elvetica.
Separare…separare…separare.
saluti




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