…andata e ritorno.
Il 17 marzo del 2001 la sinistra no global ha fatto la sua prima prova di guerriglia urbana a Napoli. Aggredita, la polizia ha picchiato duro. L’ordine pubblico era affidato a Enzo Bianco e Giuliano Amato, ulivisti. Tutto fu rubricato alla voce: scontri a Napoli tra dimostranti e polizia. Qualche giornalista militante denunciò abusi, raccogliendo testimonianze in un libro: “Zona rossa”. Fu archiviato frettolosamente: denuncia di parte.
Quattro mesi dopo era cambiato il governo. Nel luglio a Genova la sinistra no global ha fatto la seconda prova di guerriglia urbana. Aggredita, la polizia ha picchiato duro. L’ordine pubblico era affidato a Claudio Scajola e Silvio Berlusconi. Gli scontri furono equiparati a una rivoluzione di anime belle, benedette dalla Chiesa, stroncata da un nuovo Bava Beccaris, e la sinistra mise i panni della resistenza a un “potere cileno”. Con l’assistenza, che non manca mai, di un ceto giornalistico che divora e risputa bufale senza vergognarsene. Possiamo credere a certe testimonianze da horror show dopo che per giorni è stata data per verosimile, sui giornali e in tv, la cialtronata di Agnolotto sulle centinaia di giovani desaparecidos a Genova? E’ dura. (cialtronata di Agnoletto o dei troppi giornalisti che l’hanno “venduta” ai lettori?)
Ora un gruppo di magistrati e giudici ideologizzati, uno dei quali aveva portato il pupo a manifestare a fianco dei giovani con passamontagna (proibito, signor magistrato) che aggredirono la polizia, mentre altri partecipano a convegni pensosi sul diritto al dissenso, decide di arrestare un manipolo di poliziotti napoletani e di scoperchiare il bubbone di una polizia che userebbe metodi criminali. Il tutto in un palazzo di Giustizia percorso, fin dai tempi di Enzo Tortora, da tensioni corporative avvelenate e oscure.
Cosa dobbiamo pensare? La solita banalità ovvero che gli abusi possono sempre esserci e vanno puniti? Che i magistrati hanno il diritto di lavorare in pace e accertare le illegalità 2senza guardare in faccia nessuno”?
Via, ci vergogneremmo di tanta scipita saccenza liberale. Pensiamo cose mortali ma forti, invece.
La sinistra italiana ha contratto un male serio.Se vince, vuole la pacificazione con i ragazzi di Salò e reprimere senza rimorsi la guerriglia, imponendo il black out nell’informazione. Se perde le elezioni, abroga la pacificazione (Luciano Violante), ristabilisce i diritti della guerra civile, e, processa in vari modi il “potere cileno” dei suoi avversari, con grande strepito della stampa girotondina.
Scusateci. Siamo bipartisan e moderati. Critichiamo Scajola e Berlusconi quando ci pare e piace. Detestiamo gli abusi di polizia, sia quelli a cui sono affezionati certi magistrati da tintinnio delle manette sia quelli sui quali altre doghe indagano, arrestano la gente quattordici mesi dopo il fatto e senza avvisi di garanzia. Ma soprattutto non ci piace la brutale faziosità civile di cui i poliziotti di Napoli sono con ogni evidenza le ultime vittime designate.
Per giudicare il loro comportamento aspettiamo una sentenza di Cassazione.
Ma per giudicare il comportamento ipocrita della sinistra politica e della stampa liberal, abbiamo già giudicato. Poco meno di un anno fa.
E lo faremo ancora tra poco più di tre anni.
separare...separare...separare.
saluti




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