Dal "corriere" di oggi.
Le conseguenze saranno devastanti.Come se non fosse già drammatica, la situazione demografica, qualora passassero le posizioni fondamentaliste di Bush e compagnia, nel terzo mondo diventerà insostenibile, con ovvia emigrazione qui da noi.Non solootrà la terra, l'ambiente, sfamare miliardi di persone o le risorse naturali già scarse, produrranno catastrofi "umanitarie"il cui costo sarà a carico come al solito degli europei?Ma come è possibile se non ricorrendo ad una dose di ignoranza incredibile, applicare gli stessi schemi occidentali anche a popoli diversissimi da noi come gli africani che non riuscirebbero nemmeno a capire il concetto stesso di castità o di astinenza.Certo che fa riflettere questa alleanza fra islamici, vaticano e cristiani fondamentalisti in nome della "moralità", della "famiglia" e dei "valori".La terra è alo stremo, la nave affonda e le stesse elites occidentali gioiosamente tirano la corda che stringe il collo delle popolazioni bianche.

Bush: no all’educazione sessuale

Gli Usa vogliono bloccare i progetti Onu nel Terzo Mondo: meglio la castità


DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
NEW YORK - Aria di tempesta sul summit delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo che si apre questa settimana a New York. Secondo indiscrezioni raccolte dal quotidiano inglese The Guardian , l’Amministrazione Bush - spalleggiata da Vaticano e Paesi islamici - si prepara a uno scontro con i partner Ue sul tema dell’educazione sessuale per i minori.
Dopo aver dirottato ben 135 milioni di dollari dalle casse federali verso i cosiddetti «true love waits programs» (i programmi statali che invitano ad arrivare casti al matrimonio) ora il presidente Bush minaccerebbe di non firmare la dichiarazione Onu sui diritti dell’infanzia - sottraendo gli Usa ai propri oneri finanziari - a meno che non venga eliminato qualsiasi riferimento alla contraccezione, in favore di una campagna pro castità. «Il miglior metodo per prevenire gravidanze indesiderate e malattie veneree è l’astinenza», dice Bush. Deciso a bloccare la campagna sull’educazione sessuale svolta per decenni dai Paesi del Terzo Mondo, che tra i piani di sviluppo prevedono spesso la distribuzione di profilattici. Il «ricatto Usa» - massimo contribuente Onu - allarma gli esperti, preoccupati che l’atteggiamento «moralista» degli americani possa avere un impatto catastrofico su milioni di giovani, soprattutto nei Paesi poveri devastati dall’Aids.
Secondo le statistiche Onu, ogni minuto cinque ragazzi al di sotto dei 25 anni vengono contagiati dal mortale virus, mentre 10 ragazze minorenni abortiscono di nascosto. «La posizione Usa è scandalosa», punta il dito Françoise Girard della International Women’s Health Coalition , che la paragona all’impasse creata due anni fa dal Vaticano - durante il summit sulla salute della donna - sulla cosiddetta «pillola del giorno dopo». Dopo aver introdotto leggi che limitano l’uso di tale pillola in America, bloccando i fondi alle organizzazioni internazionali che forniscono assistenza sull’aborto, Bush ha fatto della promessa elettorale sull’astinenza il cavallo di battaglia del suo disegno di riforma della società Usa. Ciò ha scatenato una valanga di critiche da parte di insegnanti, assistenti sociali, medici e psicologi che paragonano l’«emergenza giovani» in patria a quella del Terzo Mondo.
Secondo il Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, due terzi dei teen-ager americani ha già avuto un rapporto sessuale prima della maturità, mentre ogni anno uno su 4 contrae una malattia venerea. Eppure numerosi studi su questo tema - l’ultimo dell’ex ministro della salute David Satcher - dimostrano come il metodo migliore per ridurre sia le gravidanze che le malattie sessuali tra i giovani è insegnare loro come proteggersi. «L’astinenza, da sola, non basta - spiega Deborah Roffman, autrice di "Sesso e sensibilità: guida su come parlare di sesso per genitori intelligenti" -, il 50% dei nostri ragazzi ha già avuto un rapporto completo».

Alessandra Farkas