La notte del 14 aprile 1987, il professore Federico Caffè, che nella storia del pensiero economico viene stimato come uno dei più autorevoli rappresentanti dell'economia intesa come sistema di valori , scompare dalla sua casa nel suo quartiere di Monte Mario a Roma. Il film liberamente ispirato al libro omonimo di Ermanno Rea che analizza tutte le possibili ipotesi su questa scomparsa, racconta del gruppo dei suoi allievi e colleghi e delle intense ricerche di cui furono protagonisti.
Fu un incidente? Un rapimento? Un suicidio? Le ricerche cui collaborarono studenti e membri dello staff universitario, la costante vigilanza su ritrovamenti e decessi di individui senza identità, l'indagine presso homeless e barboni di strada per raccogliere notizie o informazioni, non diedero alcun esito. Perfino l'ipotesi, fantasiosa, che il professore avesse deciso di ritirarsi in contemplazione presso il monastero dei frati certosini in Calabria, a Serra San Bruno (seguendo una leggenda per la quale Majorana, il famoso fisico scomparso in circostanze altrettanto misteriose, avesse fatto altrettanto) fu verificata inutilmente.
Caffè aveva 73 anni, amava uscire per ultimo dalla facoltà di economia a sera inoltrata (era quello che chiudeva le luci) ed essere tra i primi ad arrivare alle 8,30. Era facile trovarlo nella sua stanza impegnato in studi e traduzioni mentre ascoltava da un mangianastri Mahler, Wagner e Bach.
Nell'Italia del rampantismo selvaggio degli anni Ottanta, sostenitore di un mercato corretto dalle istituzioni per mirare all'equità, Caffè, ebbe rapporti difficili anche con politici ed economisti che professavano un "viscerale liberismo". La personalità dell'economista, appare come quella di uno straordinario docente cui gli studenti si legavano come ad una sorta di guida spirituale o padre ideale, assediato da un mondo che non apprezza e condivide. un giovane ricercatore tentato dalla corruzione di un sistema contro il quale Caffè aveva eretto tutta la propria vita e la propria lezione. E se si può avere l'impressione che sullo schermo si suggerisca che Caffè volle togliersi di scena senza che qualcuno lo ritrovasse, non c'è traccia, sullo schermo, dell'indignazione, del fascino, della rabbia, che ad una tale ipotesi dovrebbero essere collegati.