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  1. #1
    Qoelèt
    Ospite

    Lightbulb Reincarnazione, esperienze fuori dal corpo e proiezioni astrali......

    Prego il diacono Daniele e l'Archimandrita Silvano di aiutarmi in questa discussione che vorrei intraprendere,vorrei che per un pò fosse l'ultima discussione di questo genere per lasciare più ampio spazio a quella che è la vera natura del cristianesimo:l'esperenzialità, la pratica e la conversione del cuore sostenuta dalla Grazia di Dio.
    Dicevo che vorrei trattare della problematica della reincarnazione e di altre attuali "esperienze" esoteriche : lo farò suddividendo la discussione in vari interventi (che posterò in diversi giorni-datemi tempo dato che sono impegnato con delle sperimentazioni universitarie!sic!)ed aprendo non poche parentesi!
    Riporterò soprattutto gli studi di un padre a me particolarmente caro (dato che abbiamo entrambi un vissuto "comune" nell'inganno esoterico delle religioni orientali):Seraphim Rose .
    Tratterò inizialmente,prima di inoltrarmi nella problematica reincarnazionista,esperienze come le O.B.E. e le proiezioni astrali ,probabilmente parlerò brevemente anche delle varie esperienze di post-morte clinica (problematiche che alla fine si legano strettamente con l'idea reincarnazionista).
    E' ben noto a tutti i cristiani ortodossi che l'uomo può realmente essre innalzato al di sopra dei limiti della sua natura corporea e viaggiare verso mondi invisibili.L'esatta natura di tale viaggio qui non ci interessa.L'apostolo Paolo stesso non sapeva se era "con il corpo o senza il corpo" quando fu innalzato al terzo cielo (2Cor 12,2),e non è qui che facciamo congetture su come il corpo può acquistare in purezza abbastanza da poter entrare in cielo (se la sua esperienza è stata veramente con il corpo),o di quale tipo di corpo sottile l'anima possa essere rivestita durante un'esperienza senza il corpo-se queste cose si possono davvero conoscere in questa vita! Ci basta sapere che l'anima,in qualsiasi tipo di"corpo",può davvero essere innalzata per grazia di Dio e vedere il paradiso come pure il mondo aereo degli spiriti del sottocielo,il mondo degli spiriti caduti (in questo caso aprendo il "cancello" dei sensi di questo nostro corpo di " materia grossolana" dovuta alla caduta adamitica-di quest'apertura ne parla ampiamente la Scrittura,v.Nm22,31 , 2Re6,17-18 , Lc 24,16-31)(ci sono due modi per entrare in contatto con questo mondo in cui immagini di verità sono mescolate a immagini di falsità-Sant'Isacco il Siro,Discorso2,come in una terra in cui il bene è mescolato con il male,come nella terra di esilio di angeli caduti e di uomini caduti-Vescovo Ignazio :solo con gli occhi dei sensi,e questo porta sempre danno e perdizione, o con la percezione spirituale,accompagnata dalla Grazia) -e su questo discorso se ne potrebbe aprire un altro circa lo spiritismo!-e l'inferno.
    Spesso nella letteratura ortodossa tali esperienze sono descritte come "fuori dal corpo", come fu l'esperienza delle STAZIONI DI PEDAGGIO di Sant'Antonio mentre era in preghiera. Il vescovo Ignazio Brianchaninov menziona due asceti del XIX secolo le cui anime,come era accaduto a Sant'Antonio, abbandonarono i loro corpi mentre stavano pregando - Basilisco il Vecchio di Siberia e lo starec Ignazio .L'OBE (out of body experience,per dirla in un termine caro alla parapsicologia) più sorprendente nelle Vite dei Santi è probabilmente quella di Sant'Andrea il Folle per Cristo di Costantinopoli (X secolo),il quale,mentre il suo corpo giaceva con tutta evidenza nella neve in una strada della città,veniva innalzato in spirito a contemplare il paradiso e il terzo cielo;una parte di tale vicenda fu da lui descritta ai suoi discepoli (Vite dei Santi,2 ott.)
    Queste esperienze avvennero soltanto per grazia di Dio a prescindere dalla volontà e dal desiderio degli uomini.Ma la proiezione astrale è una OBE che può essere cercata e promossa tramite determinate tecniche.Essa è una forma speciale della sopraccennata "apertura dei sensi",ed è chiaro che-se il contatto con gli spiriti è proibito amorevolmente agli uomini eccetto che per l'azione diretta di Dio-il mondo che può essere raggiunto non è il cielo,ma soltanto il mondo aereo del sotto-cielo,il mondo cioè abitato dagli spiriti caduti.
    I testi teosofici sono così pieni di opinioni e interpretazioni occultiste da essere ampiamente inutili per darci un'idea delle reali esperienze di questo mondo.Nel XX secolo c'è stato un altro tipo di letteratura che si è interessata all'argomento;parallelamente al nascere della ricerca e della sperimentazione nel campo della parapsicologia,alcune persone hanno scoperto,sia per caso che per ricerca volontaria,di essere in grado di sperimentare la proiezione astrale, e hanno scritto libri che descrivono le loro esperienze in una lingua non occultistica; e alcuni studiosi hanno compilato e studiato resoconti di OBE e ne hanno scritto usando un linguaggio scientifico invece che occultistico.Il lato terreno di queste OBE è ben descritto nel volume O.B.E. dell'Istituto di Ricerca Psicofisica di Oxford in Inghilterra.In risposta a un appello fatto nel Settembre 1976 sulla stampa inglese e attraverso la radio,l'Istituto ricevette circa 400 risposte da persone che affermavano di avere avuto esperienze personali fuori dal corpo.Questa risposta indica sia che quest'esperienze non sono affatto rare ai nostri giorni sia che coloro che le hanno avute sono molto più disponibili che non negli anni precedenti a discuterne senza la paura di essere giudicati "pazzi". Il dr.Moody e altri studiosi hanno scoperto lo stesso per quanto riguarda le esperienze dopo la morte (che,in ultima analisi,vorrei dimostrare che in realtà altro non sono che particolari esperienze fuori dal corpo!).
    Le esperienze del volume sono quasi tutte esperienze involontarie che sono state provocate da varie condizioni fisiche : stress,affaticamento,malattia,incidente,anestesia, sono .Quasi tutte hanno avuto luogo in prossimità del corpo e non in qualche mondo dello spirito, e le osservazioni che gli intervistati fanno su di esse sono molto simili a quelle fatte da chi ha avuto esperienze dopo la mortel soggetto in questione vedeva il proprio corpo da "fuori",possedeva tutte le sue facoltà sensoriali (anche nel caso che fosse sordo o cieco),non era capace di toccare o interagire col suo ambiente,"fluttuava"nell'aria con estremo senso di piacevolezza e di benessere ,la sua mente era più lucida del solito Alcune persone descrivono incontri con parenti morto o viaggi verso paesaggi che sembrano non fare parte della realtà conosciuta.
    Queste esperienze sono pressochè identiche a quelle che il dr.Moody ha registrato per le esperienze di pre-morte in Life after Life .Ecco perché è improprio parlare di esperienze dopo la morte,esse sono piuttosto OBE che sono anticamere di altre esperienze molto più estese. Sebbene lo stato fuori dal corpo possa essere detto il primo momento della morte -se morte segue davvero- è davvero un errore madornale trarre da esso qualsiasi conclusione circa lo stato dopo la morte ,ad eccezione del puro e semplice fatto della sopravvivenza dello stato di coscienza dell'anima dopo la morte.
    Inoltre,poiché lo stato fuori dal corpo non è affatto necessariamente legato alla morte,dobbiamo essere molto prUdenti nel Vagliare le prove fornite da questo tipo di esperienze;in particolare,dobbiamo chiederci se le visionidel "cielo" (e dell'"inferno")che alcuni stanno sperimentando oggi abbiano qualcosa a che fare con l'esperienza cristiana del cielo e dell'inferno, o se non siano che l'interpretazione di una qualche esperienza puramente naturale ( o DEMONIACA!) nel mondo fuori dal corpo.Il "cielo" e l'"inferno"visti in molte di queste esperienze sono soltanto parti (o apparizioni)del mondo aereo degli spiriti (caduti!) e non hanno niente a che fare con i veri cielo e inferno della dottrina cristiana che sono le dimore ETERNE delle anime umane (e dei loro corpi quando saranno resuscitati incorruttibili) come pure degli spiriti immateriali.
    Le persone che si trovano nello stato fuori dal corpo non sono libere di vagabondare nel vero Cielo e nel vero Inferno,che sono aperti alle anime solo dalla ESPRESSA VOLONTA' DI DIO.Se alcuni cristiani alla "morte" vedono quesi immediatamente una "città celeste" con "cancelli ornati di perle" e "angeli",questo indica soltanto che ciò che è visto nel mondo aereo dipende IN QUALCHE MISURA anche dalle esperienze passate e dalle proprie attese,così come molti indù morenti vedono i loro templi e "divinità" indù.LE VERE ESPERIENZE CRISTIANE DEL CIELO E DELL'INFERNO SONO DI UNA DIMENSIONE TOTALMENTE DIFFERENTE.

    Per il moneto mi fermo qui, continuerò il prima possibile la discussione. Prego comunque di non rispondere già anticipando quanto verrà detto in sueguito(p.es.sulla reincarnazione )ma di attenersi solamente a quanto scritto.
    In Cristo
    Luca

  2. #2
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    Accolgo l’invito di Luca, visto che sul p. Seraphim sto scrivendo la Tesi di Laurea.
    Il sospetto che le esperienze descritte da R. Moody e da E. Kubler-Ross fossero di origine demoniaca sorse subito dopo la pubblicazione dei loro libri, e non venne soltanto dal p. Seraphim. R. Moody si difese in modo molto ingenuo: disse che le Out-of-Body-Experiences, portando effetti “buoni” sulla persona (cambiamento dello stile di vita, interesse per la religione), non potevano certo essere considerate di origine satanica, perché Satana avrebbe dovuto trasmettere secondo lui “sentimenti di odio e distruzione”. A p. Seraphim non rimase che constatare come il dott. Moody avesse una idea alquanto ingenua del demonio. Ci dice la Scrittura che Satana è un Angelo di Luce: “Come sei caduto dal cielo, Stella del mattino, figlio dell’aurora? Come sei stato reciso ed abbattuto a terra? Come sei caduto sopra le genti, tutto spossato? Eppure dicevi in cuor tuo: salirò al cielo, innalzerò il mio trono sopra le stelle di Dio!” (Is. 14, 12-13)
    L’inganno sta proprio nel fatto che le esperienze “fuori dal corpo”, come quelle di pre-morte hanno la piena apparenza di vere e proprie esperienze spirituali, se non mistiche. Ma l’albero, si sa, è riconosciuto dai frutti: il “cambiamento di vita” descritto da Moody, infatti, nella maggior parte dei casi non si era affatto verificato: nessuna Fede “interiorizzata” (diciamo così), solo puro e semplice sentimentalismo, esperienze di religiosità “epidermica”, superficiale, senza radici. Esperienze del genere sono in genere descritte dall’ascetica ortodossa come “prelest”, “inganno spirituale”. E l’illusione dello spirito è ben più grave dell’odio e della distruzione, che almeno sono esperienze palesemente “cattive”, il sentimentalismo non fa parte dell’esperienza spirituale genuinamente cristiana. La vera esperienza spirituale è, secondo i nostri mistici, “sobria”, non sentimentale, né scomposta (come può essere il caso di talune esperienze “carismatiche”). I monaci ortodossi pregano in genere di NON AVERE esperienze mistiche, per evitare il pericolo del “prelest”.
    Comunque lascio lo spazio a p. Silvano, se vuole aggiungere qualcosa.
    Diacono Daniele

  3. #3
    Qoelèt
    Ospite

    Cool Esperienze fuori dal corpo e dopo la morte ......

    Riprendo con alcune considerazioni tratte dallo studio del p.Seraphim sulle esperienze dopo la morte:

    1-Si tratta,puramente e semplicemente,di ESPERIENZE FUORI DAL CORPO,qualcosa di ben noto specialmente nella letteratura occultista,che è capitato con frequenza via via crescente negli ultimi anni a persone comuni che non sono per nulla coinvolte nell'occultismo-grazie soprattutto alle nuove ed efficacissime tecniche di rianimazione.Queste esperienze ,in reltà,non ridicono quasi nulla di ciò che avviene all'anima dopo la morte,eccetto che sopravvive e conserva la coscienza.

    2-Il mondo in cui l'anima entra immediatamente quando lascia il corpo e comincia a perdere il contatto con la "realtà materiale" (sia dopo la morte che in una semplice OBE) non è né il cielo né l'inferno,ma un mondo invisibile vicino alla terra chiamato in modi differenti : il "dopo la morte",il "piano del Bardo"(Libro Tibetano dei morti),il "mondo degli spiriti"(Swedemborg e spiritismo),il piano astrale (teosofia e la maggior parte dell'occultismo), "Locale 2 "(Monroe), o,nel linguaggio ortodosso,il mondo aereo del sotto-cielo,deove gli spiriti caduti vivono e agiscono per ingannare gli uomini per la loro dannazione.Questo non è l'"altro mondo" che attende l'uomo dopo la morte,MA SOLTANTO LA PARTE INVISIBILE DI QUESTO MONDO,attraverso la quale l'uomo deve passare per raggiungere il mondo veramente "altro" del cielo e dell'inferno.Per quelli che sono realmente morti e vengono condotti dagli angeli fuori della vita terrena, questo è il mondo DOVE HA INIZIO IL GIUDIZIO PARTICOLARE, NELLE "STAZIONI AEREE DI PEDAGGIO",dove gli spiriti dell'aria rivelano la loro vera natura e la loro ostilità verso l'umanità;per tutti gli altri,è un mondo di inganni demoniaci per mano di questi stessi spiriti.

    3-GLI ESSERI CON CUI SI ENTRA IN CONTATTO IN QUESTO MONDO SONO SEMPRE (O QUASI SEMPRE) DEMONI.Sia che vengano invocati per mezzo della medianità o di altre pratiche occulte,o che vengano incontrati in esperienze "fuori dal corpo",non sono angeli,perché questi dimorano in cielo e passano attraverso questo mondo solo come messaggeri di Dio . Non sono le anime dei defunti,perché essi dimorano in cielo o nell'Ade e passano attraverso questo mondo immediatamente dopo la morte sulla strada del loro giudizio per le azioni compiute in questa vita. Neppure i più esperti nelle esperienze fuori dal corpo possono rimanere a lungo in questo mondo senza rischiare di separarsi definitivamente dal corpo (la morte), e anche nella letteratura occultista si dà raramente il caso che questi esperti si incontrino tra di loro.

    4-NON SI DEVE PRESTAR FEDE A ESPERIENZE CHE VENGANO FATTE IN QUESTO MONDO, E CERTAMENTE NON DEVONO ESSERE INTERPRETATE SECONDO IL LORO VALORE APPARENTE.Anche coloro che possiedono una sicura conoscenza dell'insegnamento cristiano ortodosso possono essere facilmente ingannati dagli spiriti dell'aria caduti riguardo a qualsiasi visione che possono avere;ma coloro che entrano in questo mondo totalmente privi di questa conoscenza e accolgono con fiducia le sue rivelazioni non sono altro che miserevoli vittime degli spiriti decaduti.
    Ci si può chiedere: "E che ne è delle sensazioni di pace e di piacevolezza che sembrano essere QUASI sempre presenti nella condizione fuori dal corpo?Che ne è della visione di LUCE che tanti vedono? Sono anche questi nient'altro che inganni?
    In un certo senso,può essere che queste esperienze siano naturali per l'anima quando essa sia separata dal corpo.I nostri corpi fisici infatti IN QUESTO MONDO CADUTO sono corpi di DOLORE,CORRUZIONE E MORTE. Quando si distacca da un tale corpo,l'anima è immediatamente in uno stato che le è più naturale,più vicino allo stato voluto da Dio per essa;poiché il corpo spirituale risorto nel quale l'uomo dimorerà nel Regno dei Cieli ha più in comune con l'anima che con il corpo che conosciamo sulla terra.Anche il corpo con cui Adamo fu creato all'inizio aveva una natura diversa dal corpo di Adamo dopo la caduta,poiché era più perfetto e non soggetto a dolore e a fatica.
    In questo senso,la pace e la piacevolezza dell'esperienza extracorporea possono essere considerate reali e non un inganno.L'inganno si fa strada però nell'istante in cui uno inizia a interpretare queste sensazioni naturali come qualcosa di spirituale -come se questa pace fosse la vera pace della riconciliazione con Dio, e la piacevolezza fosse il vero piacere spirituale del Cielo!-.Questo è di fatto ilo modo in cui molti interpretano le proprie OBE e dopo la morte, a causa della loro carenza di vera esperienza e consapevolezza spirituali Che questo sia un errore può essere dimostrato dal fatto che anche i non credenti hanno la stessa esperienza di piacevolezza quando muoiono.
    Come esperienza sensoriale e naturale perciò sembra che la morte sia davvero piacevole.Questa piacevolezza potrebbe ugualmente essere provata da chi ha la coscienza pulita davanti a Dio e da chi non ha per niente fede in Dio e nella vita eterna e perciò non è consapevole di quanto può avere arrecato dispiacere a Dio durante la sua vita.Sperimentano tuttavia una brutta morte soltanto "COLORO CHE SANNO CHE DIO ESISTE E TUTTAVIA HANNO VISSUTO LA LORO VITA COME SE NON ESISTESSE"-coloro cioè cui il tormento della coscienza impedisce di godere il piacere naturale della morte fisica,La differenza tra credenti e non credenti avviene quindi non al momento della morte , ma più tardi, al giudizio particolare.La piacevolezza della morte può essere abbastanza effettiva,ma non ha nessuna necessaria connessione di sorta col destino eterno,che può essere un destino di tormento.
    Questo è ancora più vero per la visione della luce,che può trovare anch'essa una spiegazione puramente naturale - un riverbero del vero stato di luce per cui l'uomo è stato creato.Se è così,è un errore serio attribuirle un significato spirituale che coloro che non hanno esperienza spirituale invariabilmente le attribuiscono.La letteratura ascetica ortodossa è piena di ammonizioni che mettono in guardia dal credere a qualsiasi tipo di luce che possa apparire; e quando qualcuno comincia a interpretare questa luce come un angelo o addirittura Cristo, è chiaro che è già caduto in inganno (e ricordiamoci inoltre che anche Satana può apparire come un "angelo di luce"),costruendo con la sua immaginazione una realtà fittizia anche prima che gli spiriti caduti abbiano cominciato la loro opera di raggiro.E' anche naturale che l'anima che si è separata dal corpo abbia una consapevolezza accresciuta della realtà ed eserciti quella che ora si chiama ESP (percezione extra-sensoriale).E' un fatto scontato,registrato sia nella letteratura ortodossa che nelle ricerche scientifiche moderne,che l'anima subito dopo la morte (e spesso subito prima) vede cose che i presenti non vedono,conosce a distanza quando qualcuno sta morendo,ecc….Un riflesso di ciò si può vedere nell'esperienza che il dr.Moody chiama la "visione di conoscenza",quando l'anima sembra avere un'illuminazione e vedere tutta la conoscenza davanti a sé.
    San Bonifacio descrive così l'esperienza immediata dopo la morte del monaco di Wenlock: "Egli si sentì come un uomo che vedeva ed era totalmente sveglio, i cui occhi erano stati velati da uno schermo opaco e poi improvvismanete il velo era stato sollevato e tutto quello che prima era stato invisibile,velato e ignoto,ora fu fatto chiaro.Perciò,quando il velo della carne fu tolto,fu come se l'universo intero gli fosse messo sotto gli occhi così che egli vide in un unico quadro tutte le parti della terra, e tutti i mari e tutti i popoli".
    Alcune anime sembrano essere sensibili per natura a tali esperienze,anche mentre sono ancora nel corpo.San Gregorio Magno nota che "talvolta è attraverso un sottile potere da esse posseduto che le anime possono prevedere il futuro", diversamente da coloro che prevedono il futuro per rivelazione da Dio (Dialoghi,IV,26).Ma questi "psichici" cadono invariabilmente in inganno quando cominciano a interpretare e a sviluppare questo talento,che può essere usato correttamente solo da persone di grande santità e (naturalmente )di fede autentica.
    Le esperienze naturali dell'anima quando è particolarmente sensibile o è separata dal corpo-siano esperienze di pace e piacevolezza,di luce o ESP- sono perciò MATERIA PRIMA DELL'ACCRESCIUTA CONOSCENZA DELL'ANIMA,ma danno informazioni assai poco esatte circa lo stato dell'anima dopo la morte, e tutte troppo spesso portano a interpretazioni infondate sull'altro mondo e a un contatto diretto con gli spiriti caduti ai quali QUESTO MONDO APPARTIENE. Queste esperienze appartengono tutte al mondo astrale e non hanno nulla di spirituale o celeste in se stesse;anche quando l'esperienza in sé è reale,non si deve prestare fede alle interpretazioni che se ne danno.

    5-PER LA STESSA NATURA DELLE COSE, UNA VERA CONOSCENZA DEL MONDO AEREO DEGLI SPIRITI E DELLE SUE MANIFESTAZIONI NON SI PUO' ACQUISIRE SOLO CON L'ESPERIENZA. Il vanto di tutte le branche dell'occultismo che la loro conoscenza è sicura perché si basa sull'esperienza è esattamente il difetto fatale di tutta la conoscenza occulta. Al contrario quelle esperienze,poiché avvengono nel mondo aereo e sono spesso prodotte da demoni con l'intento di ingannare e portare alla rovina le anime degli uomini ,SONO PER LA LORO STESSA NATURA INTRECCIATE CON L'INGANNO, a parte il fatto che l'uomo,non essendo un abitante di questo mondo,non può orientarsi con sicurezza in esso ed essere certo della sua realtà come gli è dato nel mondo materiale. La dottrina buddista (come si legge nel Libro Tibetano dei morti) è certamente corretta quando parla della natura illusoria delle apparizioni del piano del Bardo;ma sbaglia quando da questo conclude,solo sulla base dell'esperienza,che non c'è alcuna realtà oggettiva dietro a tali apparizioni. La realtà di questo mondo invisibile non può essre conosciuta per quello che è in realtà,a meno che questo non sia rivelato da una fonte fuori e sopra esso.
    L'approccio contemporaneo a quel mondo mediante la sperimentazione personale e/o scientifica è,per la stessa ragione,destinato ad approdare a conclusioni fuorvianti e ingannevoli. Solo con l'idea che esiste una Verità rivelata che è al di sopra di ogni esperienza questo regno occultoi può essere illuminato,può essere riconosciuta la sua vera natura e può essere fatto un discernimento fra questo mondo più basso e il mondo più alto del cielo.

  4. #4
    Qoelèt
    Ospite

    Exclamation Alcune riflessioni sulla REINCARNAZIONE

    Fra le idee occultiste che ora sono ampiamente trattate e talvolta accettate da coloro che hanno OBE a anche da alcuni scienziati ,c'è l'dea della reincarnazione:l'anima dopo la morte non è sottoposta a giudizio particolare e quindi non dimora in cielo o nell'inferno in attesa della resurrezione del corpo e del giudizio finale, ma (evidentemente dopo una permanenza più o meno lunga sul piano astrale)ritorna sulla terra e occupa un nuovo corpo, di un animale o di un altro uomo.
    Questa idea era diffusa nell'antichità pagana in occidente,prima che fosse rimpiazzata dalle idee cristiane;ma la sua diffusione oggi è largamente dovuta all'influenza dell'induismo,del buddismo e del calderone esoterico New-Age dove è universalmente accettata. Oggi l'idea è di solito "umanizzata",in quanto la gente presume che le loro vite precedenti siano state vite di uomini mentre l'idea più comune tra gli indù e i buddisti è che è piuttosto raro ottenere l'incarnazione nel corpo di un uomo e che la maggior parte delle incarnazioni avvengono nel corpo di animali,insetti e perfino piante (e così la pensavano anche gli antichi greci e romani).
    Coloro che credono in questa idea affermano che essa rende conto delle numerose ingiustizie della vita terrena,come pure di fobie apparentemente inspiegabili:se uno nasce cieco o in condizioni di povertà,questa condizione è un giusto compenso per le azioni compiute iu una vita precedente (il cosiddetto cattivo Karma);se uno ha paura dell'acqua,è perché è annegato in una vita precedente.
    Coloro che credono nella reincarnazione non hanno nessuna filosofia seria sull'origine e sul destino dell'anima né possiedono alcuna prova convincente a sostegno della loro teoria;la principale attrattiva di questa teoria è quella piuttosto superficiale di sembrare capace di fare giustizia sulla terra,di spiegare alcuni misteri psichici,di fornire una qualche sembianza di immortalità a coloro che non la accettano secondo l'insegnamento cristiano.
    A una riflessione più approfondita,tuttavia la teoria reincarnazionista non fornisce affatto una spiegazione reale dell'ingiustizia:se uno soffre in questa vita a causa di peccati ed errori commessi in un'altra vita di cui non ha ricordo e dei quali nel caso sia stato precedentemente un animale non può essergli imputata responsabilità, e se l'IO non sopravvive da una incarnazione all'altra ,così che gli errori passati sono letteralmente di un altro, allora non si può riconoscere alcuna giustizia ma soltanto un cieco soffrire di mali la cui origine non è dato di individuare. L'insegnamento cristiano della caduta di Adamo che è all'origine di tutti i mali del mondo,offre una spiegazione esaustiva delle ingiustizie ;e la rivelazione cristiana della perfetta giustizia con cui Dio giudicherà gli uomini per la vita eterna in cielo o nell'inferno rende superflua e banale l'idea di conseguire la "giustizia" mediante successive incarnazioni in questo mondo.
    Negli ultimi decenni l'idea della reincarnazione ha ottenuto una notevole popolarità nel mondo occidentale;si sono verificati numerosi casi che hanno fatto pensare al "ricordo" di "vite passate",mentre molte persone reduci da OBE sono convinte che queste esperienze suggeriscano e insinuino l'idea della reincarnazione.Che cosa dobbiamo pensare di simili casi?
    Pochissimi di questi casi,VA NOTATO, offrono "prove" che siano più che vaghi indizi, e potrebbero essere il prodotto di pura immaginazione: un bambino che nasce con un segno sul collo e in seguito "ricorda" di essere stato impiccato come ladro di cavalli in una vita precedente;una persona teme le altezze e allora ricorda che nella sua vita passata è morta cadendo in un precipizio, e così via….La naturale tendenza umana a fantasticare rende questi casi inefficaci come prova di reincarnazione.
    In molti casi invece, queste vite precedenti sono state scoperte mediante una tecnica ipnotica nota come ipnosi regressiva,la quale in numerose circostanze ha dato risultati sorprendenti nel richiamare alla memoria eventi per lungo tempo dimenticati dalla mante cosciente,perfino risalendo all'infanzia. L'ipnotizzatore riporta il soggetto al tempo dell'infanzia e poi chiede:"e prima dell'infanzia?".Spesso ,in questi casi,il soggetto "ricorderà"la sua "morte" e anche un'intera vita diversa.Che cosa dobbiamo pensare di tali ricordi?
    Gli stessi ipnotizzatori esperti riconoscono le numerosissime insidie dell'ipnosi regressiva.Il dr.Arthur C.Hastings,uno specialista californiano di psicologia della comunicazione, nota che "la cosa più evidente che accade sotto ipnosi è che la persona è estremamente aperta a qualsiasi sottile,inconscia,non verbale,ma anche verbale suggestione esercitata dall'ipnotizzatore e che rispetto a questa suggestione si comporta con estrema condiscendenza.Se le chiedi di riandare a una vita passata, E NON HA UNA VITA PASSATA, ne inventerà una per te!Se le suggerisci che ha visto un ufo,avrà visto un ufo!".Un ipnotizzatore di Chicago,il dr.Larry Garrett che ha praticato lui stesso intorno a 500 regressioni ipnotiche,nota che queste regressioni sono spesso imprecise anche quando si tratta di ricordare un avvenimento passato di questa vita: "Molte volte la gente inventa,o perché crede vero quello che desidera,o perché da spazio alla fantasia e ai sogni o per altre ragioni simili….Chiunque pratica l'ipnosi e qualsiasi tipo di regressione scoprirà che molte volte le persone hanno un'immaginazione così vivida che siederanno là e inventeranno ogni sorta di cose unicamente per compiacere l'ipnotizzatore".
    Un altro studioso scrive su questo argomento: "Questo metodo è pieno di rischi,il maggiore dei quali è la tendenza della mente inconscia alla fantasia drammatica.Ciò che viene fuori nell'ipnosi può essere,in effetti,un sogno del tipo di esistenza precedente che il soggetto avrebbe voluto vivere o crede,in maniera più o meno corretta,di avere vissuto…Uno psicologo istruì un certo numero di soggetti ipnotizzati a ricordare un'esistenza precedente,ed essi lo fecero senza eccezione.Alcuni di questi resoconti erano pieni di dettagli coloriti e sembravano convincenti…Tuttavia,quando lo psicologo li riipnotizzò essi furono in grado,in trance,di far risalire ogni elemento dei resoconti dell'esistenza precedente a qualche fonte normale -una persona che avevano conosciuto nell'infanzia,scene da romanzi che avevano letto o films che avevano visto anni prima, e così via".
    Ma che cosa si deve dire di quei casi,di cui si parla molto ultimamente, nei quali c'è una "prova oggettiva" di una vita precedente -dove una persona ricorda dettagli di tempo e luoghi che non può assolutamente avere conosciuto,i quali possono essere controllati mediante documenti storici?
    Questi casi sembrano molto convincenti a coloro che sono già inclini a credere nella reincarnazione;ma tale tipo di "prova" non è diverso dalle informazioni standard fornite dagli spiriti nelle "sedute" (che possono anche essere di un tipo molto sorprendente), e non c'è ragione di pensare che la fonte sia diversa. Se gli spiriti nelle sedute sono evidentemente demoni,allora le informazioni di queste "vite precedenti"possono essere fornite da demoni.Lo scopo in entrambi i casi è lo stessoonfondere gli uomini con una esibizione abbagliante di una conoscenza apparentemente soprannaturale, e in tal modo ingannarli sulla vera natura della vita dopo la morte e lasciarli spiritualmente impreparati di fronte ad essa.
    Anche gli occultisti che in generale sono favorevoli all'idea reincarnazionista ammettono che la prova a favore della reincarnazione può essere interpretata in vari modi. Un divulgatore americano delle idee occultiste,Susy Smith,ritiene che "la maggior parte dei casi registrati che dimostrerebbero la reincarnazione potrebbero essere casi di possessione". La possessione,secondo tali occultisti, avviene quando una persona morta prende possesso di un corpo vivente e la personalità e la stessa identità di quest'ultimo sembrano mutare dando così l'impressione che uno sia dominato dalle caratteristiche della vita precedente di un altro.Questi esseri che possiedono gli uomini sono,naturalmente, demoni, non importa in qual modo riescano a mascherarsi da anime dei trapassati.Il famoso recente Twenty Cases Suggestive of Reincarnation del dr.Ian Stevenson sembra,in realtà,una raccolta di casi di questa possessione.
    La chiesa cristiana primitiva combattè l'idea della reincarnazione,che era entrata nel mondo cristiano attraverso gli insegnamenti orientali,come ad esempio quello dei manichei. La falsa dottrina di Origene della "preesistenza" delle anime era strettamente correlata a questi insegnamenti e nel quinto concilio ecumenico di Costantinopoli del 552 fu fermamente condannata e i suoi seguaci scomunicati. Molti Padri della Chiesa scrissero contro di essa,in maniera degna di nota Sant'Ambrogio di Milano in occidente (La fede nella resurrezione, libro II),San Gregorio di Nissa in oriente (L'anima e la risurrezione), e altri….
    Per il cristiano ortodosso di oggi che è tentato da questa idea o che si fa domande circa la presunta prova di essa è forse sufficiente riflettere su tre fondamentali dogmi cristiani che escludono in modo conclusivo la stessa possibilità della reincarnazione.

    1-La resurrezione del corpo.
    Cristo è risorto dai morti in quello stesso corpo che aveva sperimentato la morte di tutti gli uomini ed è divenuto la primizia di tutti gli uomini, i cui corpi saranno fatti risorgere nell'ultimo giorno e si ricongiungeranno alle loro anime per vivere in eterno in cielo o nell'inferno,secondo il giusto giudizio di Dio sulla loro vita in terra.Questo corpo resuscitato,come quello di Cristo stesso,sarà ben diverso dai nostri corpi terreni in quanto sarà più perfetto e più simile alla natura angelica,senza la quale non potrebbe dimorare nel Regno celeste,dove non c'è morte o corruzione;ma sarà ancora lo stesso corpo, miracolosamente restaurato,reso da Dio adatto alla vita eterna,come Ezechiele vide nella sua visione delle "ossa inaridite"(Ez 37,1-14).In cielo i redenti si riconosceranno l'un l'altro.Il corpo è così,pertanto,una parte inalienabile dell'intera persona che vivrà per sempre, e l'idea di molti corpi appartenenti alla stessa persona nega la natura stessa del Regno celeste che Dio ha preparato per coloro che lo amano.

    2-La nostra redenzione operata da Gesù Cristo.
    Dio ha assunto la carne e attraverso la sua vita,la passione e la morte in croce ci ha redenti dal dominio del peccato e della morte.Per mezzo della sua chiesa noi siamo salvati e fatti degni del Regno celeste,senza che dobbiamo pagare alcuna penalità per le nostre trasgressioni passate.Ma secondo l'idea della reincarnazione l'uomo non è salvato se non dopo che avrà vissuto molte vite per cancellare le conseguenze dei suoi peccati.Questo è il freddo e triste legalismo delle religioni pagane che fu totalmente abolito dal sacrificio di Cristo sulla croce;il ladrone alla sua destra ricevette la salvezza in un istante grazie alla sua fede nel Figlio di Dio,poiché il "cattivo karma" dei suoi misfatti fu annullato dalla grazia di Dio.

    3-Il giudizio.
    "E' stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio"(Eb 9,27).La vita umana è un unico,definito periodo di prova,dopo il quale non c'è alcuna "seconda opportunità", ma soltanto il giudizio (GIUSTO E MISERICORDIOSO) che Dio emetterà in base allo stato dell'anima alla fine stessa della prova stessa.

    In questi dogmi la rivelazione cristiana è del tutto precisa e definita,in contrasto con le religioni pagane che non credono né nella resurrezione né nella redenzione, e circa il giudizio e la vita futura sono vaghe. L'unica risposta a tutte le presunte esperienze o ricordi di "vite precedenti" è esattamente il chiaro e netto insegnamento del cristianesimo circa la natura della vita umana e i rapporti di Dio con gli uomini.

  5. #5
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    Predefinito

    Molti studiosi negli ultimi anni hanno messo in rilievo le notevoli somiglianze esistenti tra il cristianesimo, soprattutto nella sua versione gnostica, e il buddismo.
    La lettura del Vangelo di Tomaso e di altri testi analoghi richiama effettivamente alla mente alcuni dei più importanti testi della letteratura buddista.
    In realtà, questa sensazione ha una sua radice storica reale, nel senso che la religione cristiana dei primi secoli ha indubbiamente subito, soprattutto - ma non solo - per il tramite del manicheismo, una contaminazione più o meno profonda da parte delle correnti di pensiero, che si muovevano all'interno del buddismo occidentale, che in quel periodo storico era diffuso tra la Persia orientale, l'attuale Afghanistan e l'India occidentale.
    Tali correnti di pensiero facevano capo soprattutto alle opere del filosofo ed apologeta Asvaghosa.
    Il contatto culturale tra il cristianesimo primitivo e le religioni dell'India Occidentale, in particolare, ci è testimoniato da alcune opere gnostiche o manichee del II°-IV° secolo d. C., quali, ad esempio, gli Atti di Tomaso, che parlano esplicitamente di un viaggio dell'Apostolo, uno dei personaggi più importanti nella letteratura del cristianesimo gnostico a cui è attribuito addirittura un vangelo, proprio in quelle zone dell'India Occidentale dove le dottrine buddiste di Asvaghosa trovavano maggiore seguito.
    L'analisi degli Atti di Tomaso, in particolare, ci rivela anche alcune delle forme in cui tale contaminazione è avvenuta. Tomaso, infatti, negli Atti assume un atteggiamento nei confronti della sessualità, del problema della castità e più in generale dei piaceri della vita, che ricalca fedelmente la via che il Budda di Asvaghosa indicava come necessaria per giungere alla perfetta Illuminazione.
    Negli Atti di Tomaso si arriva persino a descrivere in maniera estremamente plastica, in un clima pungente carico di mistero e di una vis poetica tutta orientale, una scena in cui Tomaso, provocato dagli sguardi estremamente sensuali ed affascinanti di una danzatrice, è riuscito a resistere con decisione e forza sovrumane al fuoco della passione e a distogliere il suo sguardo dalla figura della ragazza.
    Le tracce di una influenza buddista nello gnosticismo dei primi secoli diventeranno un pilastro della dottrina della più grande delle chiese cristiane gnostiche: la Chiesa Manichea.
    Ma la Grande Chiesa preferì snaturare l'essenza del cristianesimo primitivo per avvicinarsi di più all'escatologia ebraica allontanandosi da quella aria.

    Eppure:
    "... In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio. Nicodemo gli disse: Come può un uomo nascere quand'è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre e nascere? Gesù rispose: In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di spirito non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne; e quel che è nato dallo Spirito è spirito. Non ti meravigliare se t'ho detto: Bisogna che nasciate di nuovo" (Evangelo di Giovanni 3,7).

    Effettivamente noi non siamo il nostro corpo, ma anima+spirito e quest'unità è sottoposta al miglioramento graduale.
    2010:

  6. #6
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    Predefinito Una piccola bibliografia

    Riservandomi di ritornare sul tema (le lettere che arrivano al forum sono - fortunatamente - talmente tante che se dovessi rispondere a tutti dovrei avere il dono della moltiplicazione del tempo...
    indico una biobliografia essenziale sull'argomento:
    Tra i padri la cosa mifliore è leggere "La vita di Antonio" scritta da San Atanasio, ove c'è la dottrina dei "telonia"; poi "L'anima e la resurrezionee" ed anche "L'uomo" di San Gregorio di Nissa.
    Tra i contemporanei il libro di p.Serafim va benissimo ma se qualcuno sa l'inglese lo prenda in quella edizione (ordinabile anche via internet) perchè quella italiana è priva dell'appensice e delle note che sono di grande interesse.

  7. #7
    Qoelèt
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    Red face Reincarnazione e Antico Testamento

    Caro Ichthys, pensavo di iniziare subito una breve analisi delle teorie reincarnazioniste alla luce della Sacra Scrittura (prima AT e in seguito NT ), ma il tuo accenno all'episodio giovanneo di Nicodemo mi obbliga a far subito un breve intervento (su questo episodio scriverò di più quando tratterò la reincarnazione alla luce dell Nuovo Testamento).
    L'episodio di Nicodemo (Gv 3,1-10) è un topos classico dell'interpretazione e della falsa propaganda reincarnazionista. La citazione che tu fai: "rinascere di nuovo" ,e che effettivamente può creare qualche ambiguità, nasce dalla non felice traduzione della Volgata latina,seguita da tante traduzioni in volgare : "renasci denuo", rinascere di nuovo. Se guardi invece il testo greco,comunemente accolto nelle edizioni critiche, ha GENNETHE ANOTHEN, ossia "nasce dell'alto" .Gesù perciò si rifà sia alla concezione giudaica che vede il passaggio alla vera religione come una rinascita,che alla nozione di rigenerazione da Dio -che considera appunto come cosa ovvia per un sapiente come Nicodemo-,concezioni che nulla hanno a che fare con la reincarnazione.
    E' evidente d'altra parte il riferimento al battesimo,perché dall'alto vuol dire "da acqua e Spirito". La rinascita in questo caso trascende il battesimo come rito perché trasforma l'uomo nell'Uomo Nuovo, rivestito dalla Grazia dell Spirito Vivificante.
    Chiudo pertanto questo accenno (che come ho già detto riprenderò prossimamente), per vedere cosa dicono le Antiche Scritture .
    Premessa fondamentale : nella letteratura cristiana troviamo il termine "incarnazione" (incarnatio) solo per indicare l'evento unico del Verbo di Dio che si è fatto carne. C'è però qualche eccezione,come in Agostino,quando il termine prende il significato di "congiungimento dell'anima con il corpo (es. Lettera 166 7,19).
    Per la reincarnazione invece frequenti sono i termini greci ensomatosis (che di per sé non indica la reincarnazione,ma presuppone solo la preesistenza dell'anima) , metensomatosis e metempsychosis con i corrispondenti latini incorporatio e transcorporatio.

    La reincarnazione presuppone necessariamente che ciò che trasmigra sia non solo separabile dal corpo, ma intrattenga con esso un legame accidentale,avventizio.L'uomo NON è il suo corpo.Ora,non c'è nulla di più anti-biblico di una antropologia che releghi il corpo dell'uomo fra le componenti accessorie della sua persona. Il termine BASAR, il cui significato principale è carne, ha molto spesso il significato di uomo. Quando leggiamo per esempio : "Che mi può fare basar?" (Sal 56,5) e "Che mi può fare adam?"(Sal 56,12),ci rendiamo conto che BASAR e ADAM(uomo) sono due sinonimi, così quando incontriamo le frequenti espressioni kol basar (ogni carne) e kol adam (ogni uomo).Anzi, questa evidenza ha portato alcuni teologi a delle conseguenze estreme (v. il libro: Immortalità dell'anima o resurrezione dei morti?): la teoria dello THNETOPSICHISMO ,che ritroviamo già in passato in Taziano e in alcuni eretici arabi (che si allontanavano dal pensiero della Chiesa) e ora, se non erro , tra sette cristiane come gli Avventisti, i TdG e altri……
    Qui abbiamo la contrapposizione speculare alla reincarnazione.
    Ciò che è sorprendente è che ora leggiamo le stesse tesi,semplicemente mutate di segno,nella letteratura reincarnazionista.
    Certamente l'antropologia biblica è più complessa di tutte queste semplificazioni.L'uomo non è certo un anima a cui è aggiunto un corpo, così come non è neppure soltanto un corpo animato.Nella Sacra Scrittura è sottolineata prepotentemente l'unità dell'uomo,senza escludere la sopravvivenza di "qualcosa" dopo la morte. Una sopravvivenza però che tende a reintegrare l'unità perduta,tende ossia alla RESURREZIONE "della carne",un evento che solo l'intervento di Dio può produrre.
    Così è innegabile che la concezione biblica più arcaica conosce una sopravvivenza dell'uomo . Ciò che sopravvive sono i REFRAIM, i "deboli".Si tratta di una visione delle cose molto simile a quella omerica. I REFRAIM stazionano nello SHEOL, che si divide in settori diversi,secondo il comportamento degli uomini in vita.Si tratta però sempre di un luogo sotterraneo . I REFRAIM sono inoperosi e incapaci conoscere qualcosa della vita terrena.Possono sì godere di una felicità naturale,ma troppo imperfetta.
    Nei testi dell'A.T. e nell'antropologia che riflettono non vi è dunque assolutamente posto per la reincarnazione.Sono i cabalisti che ve l'hanno trovata -usando però solo un metodo allegorico molto spinto- in un periodo lontanissimo da quello della redazione dei testi sacri.
    In tutta la tradizione giudaica non troviamo niente di sicuro a monte dell'VIII-X secolo, se si eccettua il caso di Filone d'Alessandria (20 a.C.-50 d.C.).
    "Non vi è assolutamente prova dell'esistenza della dottrina del GILGUL-"ruota"- nel giudaismo durante il periodo del Secondo Tempio. Nel Talmud non vi è riferimento a essa". I principali filosofi ebrei del Medioevo (p.es. Maimonide)l'hanno duramente respinta. In contrasto con la cospicua opposizione della filosofia, la trasmigrazione viene data per scontata nella Cabbala sin dalla sua prima versione letteraria: il Sefer ha-Bahir (tardo XII sec. Nella Francia meridionale) e da esso diventa una delle dottrine più importanti della Cabbala.
    Dal caso isolato di Filone non si può certo concludere a una reincarnazione diffusa in Israele come credenza popolare scontata.Un'affermazione categorica del genere sarebbe assolutamente gratuita,perché-come già detto-noi possiamo con certezza risalire, nella documentazione sulla reincarnazione in ambiente giudaico, a parte il caso di Filone, non oltre l'VIII - X secolo d.C.
    Sarebbe poi anche altamente inverosimile,come nota acutamente Hoheisel : "Simili fenomeni sono assolutamente noti alla storia di Israele. Così il culto sulle alture appartenne evidentemente per secoli,nell'Israele preesilico,a ciò che era ovvio e quindi non propriamente tramandato.Ciò non di meno era già,prima che la polemica dei profeti lo mettesse al centro dell'interesse,perlomeno un piccolo capitolo marginale nella storia religiosa di Israele", e comunque sempre degno di qualche menzione. Ma di una qualche testimonianza chiara su una credenza nella reincarnazione non c'è proprio la minima traccia.
    Nel periodo intratestamentario dobbiamo valutare tuttavia anche le testimonianze di Giuseppe Flavio .Questi attribuisce ai farisei la credenza alla "potenza dei virtuosi di ritornare in vita". Ma si tratta solo della credenza nella resurrezione dei corpi,come dimostra l'analogo termine di 2Mac7,9.
    Giuseppe Flavio dice che gli Esseni conducevano una vita simile a quella dei pitagorici.Ma anche qui non ci sono elementi per concludere a una credenza nella reincarnazione,soprattutto se si riflette sul fatto che le diverse fonti dirette degli esseni che possediamo dopo i ritrovamenti di Qumran non accennano minimamente a esistenze successive in corpi diversi,mentre sembra attestata la fede nella RESURREZIONE.

    Nel prossimo intervento parlerò di reincarnazione e Nuovo Testamento.
    In Cristo
    Luca

  8. #8
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    Predefinito

    Mi dispiace, caro Quoelet,
    ma la "reincarnazione" non era affatto creduta dalle tradizioni antiche e dall'induismo e vie orientali. Essa è di origine moderna, ed è frutto di contaminazione con idee di origine occidentale, sentimentale, socialista, spiritista. Gli orientali che le hanno propagate nell'ultimo secolo sono stati influenzati da questa temperie, per cui non è corretto attribuire tale falsa credenza alle tradizioni non-cristiane.
    Altra cosa è la "metempsicosi", in cui credevano effettivamente gli antichi, che è altra cosa rispetto a "reincarnazione".

    Ciao e scusa per la laconicità ma - per ora - ho poco tempo
    (ps. ti scrissi un p.m. tempo fa ...)

  9. #9
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    Predefinito Reincarnazione,metempsicosi,esoterismo etc.etc.

    Mi scuso con i forumisti se - nonostante chiamato in causa più volte - non sono intervenuto. Questi giorni delle festività pasquali sono. per un sacerdote ortodosso, di grande impegno: celebrazioni, confessioni, disponibilità ai fedeli...
    Vogliare scusarmi.
    A tutti ora dico: Cristo è risorto!
    E nella certezza della resurrezione di Cristo, costituito "Kyrios" Signore, al di spora di ogni Potestà e Dominazione, passso a puntualizzare alcune cose.
    1 - so bene che reincarnazione e Metempsicosi non sono sinonimi, ma ambedue sono estranee alla tradizione Cristiana che professa che "si muore una sola volta e poi viene il giudizio", e che segue "la resurrezione dei morti e la vita del secolo venturo" come si professa nell'ultimo articolo del Simbolo della fede, per il quale rimando al mio libro "Attualità del Simbolo".
    2 - Il padre protodiacono Daniele ha scritto cose che condivido pienamente specialmente questa che vorrei sottolineare:"Esperienze del genere sono in genere descritte dall’ascetica ortodossa come “prelest”, “inganno spirituale”. E l’illusione dello spirito è ben più grave dell’odio e della distruzione, che almeno sono esperienze palesemente “cattive”, il sentimentalismo non fa parte dell’esperienza spirituale genuinamente cristiana. La vera esperienza spirituale è, secondo i nostri mistici, “sobria”, non sentimentale, né scomposta (come può essere il caso di talune esperienze “carismatiche”). I monaci ortodossi pregano in genere di NON AVERE esperienze mistiche, per evitare il pericolo del “prelest”. "
    L'inganno spirituale è l'arma più potente che ha il diavolo. Egli si serve di esperienze apparentemente "religiose", "mistiche" per portare gli uomini alla perdizione. Non c'è peggior nemico dell'uomo dell'inganno spirituale. Tanti uomini "santi troppo santi", come li chiamo io, ne sono vittima. Oggi è addirittura nato un movimento che abbraccia tutto il mondo, detto "new age" che è interamente basato sull'inganno spirituale e pertanto è interamente satanico.
    3 - I miracoli spesso fanno parte di questo inganno. Alcuni specialmente, che sono collegati con eresie, come le stigmatizzazioni care ai cattolici romani, sono esempi di inganno spirituale. Cristo è glorificato, ed i santi sono divinizzati. Quando raggiungono le santità non può essere in loro segno di passione. Questo è puro e semplice nestorianesimo che separa l'aspetto umano dall'aspetto divino di Cristo. Ma il demonio si serve di questi fenomeni per ingannare l'uomo. Pensate alle folle che vanno a venerare Padre Pio da Pietralcina. La Chiesa cattolica ha relegato nel novero dei "cattivi" il suo figlio padre Agostino Gemelli, medico, psichiatra e psicologo di grande levatura scientifica, fondatore dell'Università Cattolica, che aveva ben capito l'origine patologica delle stigmate del frate e vi aveva redatto una perizia per il Vaticano. certo, un po' positivista qual era non aveva capito che dietro questa patologia c'era l'opera di Satana che se ne serviva per ingannare glli uomini. U impostore isterico ora è stato elevato agli altari. Non ci meravigliamo, ha detto il Signore "quando vedrete l'abominio della desolazione presente nel luogo santo"..... Perchè noi ortodossi non abbiamo il coraggio di dire a chi ci chiede come mai nell'eresia ed addirittura fuori del Cristianesimo, ci sono miracoli, la dottrina patristica dell'inganno sirituale.
    4 - Somiglianze tra gnosticismo cristiano e buddismo. Ci sono, sono d'accordo. Ma ho sempre sostenuto che lo gnosticismo tradisce il cristianesimo nella sua essenza. Quindi nessuna meraviglia da parte mia.

    Credo che dovremmo essere più attenti. Certamente al di fuori del cristianesimo ci sonbo germi di verità: i logoi spermatikoi, come li chiamava san Giustino il filosofo, ma essi si inverano pienam,ente solo nel Mistero di Cristo, e siccome chi ha la pienezza non ha bisogno dei germi non vedo perchè i cristiani, specie coloro che non devono fare i teologi di mestiere, devono andare a cercarli col fondatoi pericolo di inganno.

  10. #10
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    Predefinito

    Sulla visione Ortodossa delle esperienze dopo la morte, esiste uno splendido libro che consiglio caldamente a chiunque si interessi dell'argomento: " L'Anima dopo la Morte" di Seraphim Rose, ed. Servitium Interlogos- Servitium editrice, via Fontanella, 14 - 24039, Sotto Il Monte (BG) tel. 035/791227 - fax 035.792030- email servitium@spm.it

 

 
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