Risulterebbe - utilizzo il condizionale per ragioni ginecastrologiche - che oggi, in coincidenza con l'interstizio d'Inverno - cade la festività della Imperturbabile Concezione.
Chi - come me - non ama la consueta e banale concelebrazione di canonici genetliaci ed onomastici (esclusi i miei), potrà elevare i meritati auguri anche in codesta ingiustamente desueta ricorrenza.
Ave Signor.
Perdona se il mio gergo
Si lascia un po' da tergo
Le supreme teodie del paradiso;
Perdona se il mio viso
Non porta il raggio
Che inghirlanda i crini
Degli alti cherubini;
Perdona se dicendo
Io corro rischio
Di buscar qualche fischio.
Signore mie, signori
Or che ho citato il Boito
Un plauso ai genitori
Pel frutto di tal coito.
ah, per una rima venderei l'anima al Diavolo,
se ce l'avessi.
(dal Pcaust di Ghette)




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