Due notizie prese così, quasi a caso, mentre sto leggendo ilnuovo.it:
Strage di cristiani alle Molucche
Una folla di islamici ha attaccato un villaggio alle porte di Ambon uccidendo 11 persone di religione cristiana, tra le quali vecchi e bambini. Non conoscono fine le violenze religiose che lacerano la zona dal 1999
JAKARTA – Strage di cristiani nelle isole Molucche. Una folla di musulmani ha attaccato e devastato una zona cristiana ad Ambon, capoluogo delle isole indonesiane, uccidendo almeno 11 persone.
L'attacco, secondo le prime testimonianze, è cominciato di prima mattina nel villaggio di Soya, alle porte della capitale. La folla ha attaccato usando bombe artigianali e ha appiccato fuoco ad alcune case.
Fra i morti, riferiscono fonti locali cristiane, vi sono due uomini anziani e un bimbo di nove mesi. Gli assalitori, armati con fucili M-16 e spade hanno fatto irruzione all'alba nel villaggio e hanno bruciato venti case e distrutto la chiesa.
Dalla fine del 1999, le Molucche sono lacerate da sanguinose violenze interconfessionali che, sino ad oggi, sono costate la vita ad almeno 5.000 morti.
(28 APRILE 2002, ORE 130)
Immigrati: da operai a titolari d'azienda
Aumenta il numero di extracomunitari-imprenditori, con una sorpresa: un quarto delle aziende sono guidate da donne. E le nuove società nascono in zone dove il trend economico è solitamente negativo.
ROMA - Hanno cominciato lavorando come manovali, e operai, ma gli extracomunitari stanno dimostrando di essere in grado di afferrare tutte le occasioni che la vita, e la particolare condizione economica nella quale si sono venuti a trovare in Italia, sembrano in grado di offrirgli.
Ecco perché, dati alla mano, si scopre che sono sempre di più i cittadini extracomunitari che diventano proprietari di aziende o di piccoli laboratori artigiani. Da operai a imprenditori, secondo una parabola che anche gli italiani hanno conosciuto nella loro storia di emigranti.
I numeri, parlano più chiaro di qualsiasi trattato di sociologia: sono 184 mila gli extracomunitari alla guida di aziende nel nostro Paese (con una crescita del 2,39 per cento rispetto al 2000). E l'analisi del dato, riserva altre sorprese: 48 mila di queste aziende infatti, almeno il 26 per cento del totale, è condotta da una donna.
Aziende "in rosa" quindi, in continua crescita all'interno di un sistema, quello delle società guidate da stranieri extracomunitari, a sua volta in continuo aumento. Eccone, come fornito dalla Cgia di Mestre, che ha condotto la ricerca, l'esame delle regioni più interessate dal fenomeno: la crescita più sostenuta è avvenuta nel Lazio (+ 25,44%, in termini assoluti pari a 604 imprese), a seguire la Sardegna (24,90% pari a 71) e la Campania (+23,49% pari a 577).
Tolte Liguria e Lombardia però, sono gli stessi responsabili della ricerca a sottolineare come siano proprio le regioni del centro sud, a far registrare il maggior numero di imprese passate di mano, o create da extracomunitari, e soprattutto guidate da donne. "A dimostrazione - scrivono gli studiosi - che le imprese multietniche crescono anche in quelle realtà dove è meno forte il trend di sviluppo".
La prova sembra fornita da uno dei dati più sorprendenti emersi dalla ricerca: non c'è nessuna corrispondenza, a livello geografico, tra la presenza di grandi masse di lavoratori dipendenti extracomunitari e di connazionali imprenditori. Un'ulteriore conferma che il fenomeno affonda le radici in un genuino spirito imprenditoriale dei neo-titolari di aziende, piuttosto che in una sorta di "occupazione" del territorio praticata da grandi masse di lavoratori immigrati.
(28 APRILE 2002, ORE 12.50)
NO ALL'IMMIGRAZIONE, NO ALL'ODIO RAZZIALE E RELIGIOSO, SALVAGUARDIAMO L'EUROPA DEI NOSTRI PADRI!


0)
Rispondi Citando




