Grillini: "Fortuyn era un libertario"
Dichiarazione choc del presidente dell'Arcigay sulla morte del leader xenofobo: "Criticava gli immigrati islamici per difendere le libertà, in Olanda c'è un brutto clima per noi gay, la sinistra mediti".
di Mario Lavia
ROMA - "In Olanda per noi è suonato un campanello d'allarme, altro che storie. E diciamolo che il problema degli immigrati è reale, sennò perderemo sempre...". Le revolverate contro Pym Fortuyn inducono Franco Grillini, leader dell'Arci gay e deputato diessino, ad aggredire un problema che per la sinistra è nevralgico: "Lì a Rotterdam i miei amici omosessuali mi dicono che non possono uscire liberamente di sera, hanno paura. Di chi? Degli immigrati. Non so più quanti ne hanno ammazzati, di nostri. E' chiaro che l'Occidente non è rosa e fiori ma dobbiamo avere il coraggio di dire che gli immigrati non possono pretendere di calpestare i nostri valori e le nostre leggi. Se non diciamo queste cose noi e le lasciamo ad un individuo come Bossi perderemo sempre".
Ma a sinistra non la pensano tutti così. Le parole di Grillini difficilmente potrebbero essere sottoscritte da Rutelli o da Fassino, meno che mai da Bertinotti e neanche da D'Alema, tutta gente oggi stranamente silenziosa. "Eppure sto avendo messaggi di solidarietà, poco fa quattro deputati diessini mi hanno detto: hai ragione", fa Grillini. L'impressione, piano piano, è che da parte del centrosinistra non si voglia lasciare il tema dell'informazione in mano a Bossi o a Fini dato che il capo dei lumbard si è precipitato al volo sul caso Fortuyn, osservando che questi "era dentro il sistema, non era contro l'Europa, dicendo che 'l'Olanda è piena di immigrati dava risposte giuste alle domande giuste che venivano dai ceti popolari, dall'opinione pubblica".
"In Olanda- ha aggiunto Bossi significativamente- c'è voglia di cambiamento, dopo anni di regimi bloccati e di una classe politica sorda a quello che veniva dal basso...". Insomma, Fortuyn era dei nostri, è il messaggio bossiano. Con la "Padania" di oggi che titola a nove colonne "Hanno ucciso in culla un movimento nato nel popolo": più o meno come il Carroccio, viene da aggiungere. Alla vigilia di amministrative importanti, la Lega punta a rimpinguare il proprio consenso, che l'anno scorso non ha raggiunto il 4 per cento, intercettando umori xenofobi. Finora Berlusconi e Fini tacciono, troppo scottante è la materia: "Noi abbiamo presentato una buona legge, la Bossi-Fini, che può essere ancora migliorata", dicono gli uomini dell'Udc, sempre pronti a rintuzzare le "sparate" di Bossi e ansiosi di presentarsi come quelli del rigore dal volto umano.
Nel Polo, le posizioni di Bossi danno fastidio a molti, questo è certo e infatti ogniqualvolta che il consiglio dei ministri discute di queste cose scoppia una polemica, protagonisti Bossi da una parte e Buttiglione e Giovanardi dall'altra. Ma anche la sinistra è impigliata con un problema che sta scuotendo il Vecchio continente. Per ora solo Grillini corregge la linea ufficiale: "Alt, Fortuyn non era un razzista- dice ancora Grillini- noi lo seguivamo da sei mesi, non è possibile che nella tollerante Olanda un partito xenofobo alla Le Pen prenda il 30 per cento. E infatti non era Le Pen, nè Haider. Era un demagogo, certo, che però poneva un problema vero. Non è possibile che gli immigrati musulmani vengano qui e si permettano di aggredire gli omosessuali o di praticare l'infibulazione. Queste cose con la solidarietà non c'entrano nulla, diciamolo anche noi di sinistra. Il campanello d'allarmne è suonato, bisogna cambiare linea".
(7 MAGGIO 2002, ORE 16:40
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