Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito La sinistra e i nuovi Hitler

    Dopo il successo di Le Pen di domenica scorsa, abbiamo assistito ad un ridicolo tentativo di demonizzazione del personaggio da parte della "sinistra" francese, italiana ed europea.
    Manifestazioni, cortei, preoccupate dichiarazioni di ministri, segretari di partito, burocrati d'ogni tipo, appelli all'unità delle forze democratiche contro il nuovo Hitler (ieri Haider, ora il leader del FN)...
    Sia chiaro, nessuno vuol difendere LePen, torturatore di patrioti algerini, prodotto del grande capitale, sciovinista e razzista!!
    Ma sono risibili questi intellettuali e politicanti di sinistra che gridano all'uomo nero, senza un briciolo di pudore, visto che in campagna elettorale hanno cavalcato le stesse tematiche del FN....
    L'uso di categorie metafisiche - Le Pen come il male assoluto, il razzista che è tale per intrinseca e soggettiva malvagità - è poi rivoltante; non vi è uno straccio di analisi del perchè a votare Le Pen siano stati proprio i proletari delle banlieues, mentre la sinistra perbene e politicamente corretta raccoglie i consensi dei borghesucci figli di papà ben pasciuti e che magari studiano alla Sorbona....i quali possono "permettersi" essere antirazzisti, in quanto non si vedono "fregare" il posto da un maghrebino (sappiamo che le cose non stanno così, ma se foste un qualunque ragazzo di 18 anni che non ha potuto studiare e lavora presso un industrialotto, soggettivamente come la pensereste?)
    Il fatto poi che la pericolosità di Le Pen sia esclusivamente nel suo antieuropeismo e nella xenofobia indica la malafede di chi adesso lo dipinge come l'Anticristo.
    Questo è il messaggio che i politicanti vogliono far passare, la pericolosità di Le Pen sta solo nel suo razzismo...non una parola sui contenuti economici del suo programma, che nei fatti sono analoghi a quelli di Chirac e in parte di Jospin..
    Immaginiamo ora di togliere a Le Pen questi due attributi (antieuropeismo e xenofobia)...secondo questa logica dovremmo avere una persona rispettabile, o no??? E invece troviamo Berlusconi e Fini

    Se la sinistra crede che basti differenziarsi dalla destra becera solo sul tema dei diritti civili e del razzismo per conquistare il voto delle masse popolari, beh allora siam proprio messi male!!!
    Ed è quanto effettivamente accaduto

  2. #2
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    La sinistra francese,e quella europea sono allo sbando:la criminalizzazione di un neonazista come Le Pen sulle sole basi dell'essere xenofobo e razzista, sono come te compagno hai detto, è il gesto più ridicolo che si poteva fare.
    Purtroppo anche la sinistra più radicale francese non riesce ad essere unita e nemmeno a raccogliere i consensi dei proletari e degli emarginati, che vengono risucchiati dalla demagogia populista e neonazista di un partito come il Front National.
    L'aspetto più grave che la parziale vittoria di Le Pen, ha dato un'ampio respiro alle forze neonaziste di tutta europa come in Gran Bretagna e Italia e che tali forze sono in stretto contatto, in maniera sotterranea con le forze di centro destra.
    La sinistra rivoluzionaria deve prendere atto di ciò e attaccare senza indugi queste forze reazionarie neonaziste e le forze della socialdemocrazia che rappresentano i nemici del popolo essendo le due faccie della stessa medaglia capitalista.

    Ora e sempre Resistenza!

  3. #3
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    Originally posted by bandiera roja
    La sinistra francese,e quella europea sono allo sbando:la criminalizzazione di un neonazista come Le Pen sulle sole basi dell'essere xenofobo e razzista, sono come te compagno hai detto, è il gesto più ridicolo che si poteva fare.
    Purtroppo anche la sinistra più radicale francese non riesce ad essere unita e nemmeno a raccogliere i consensi dei proletari e degli emarginati, che vengono risucchiati dalla demagogia populista e neonazista di un partito come il Front National.
    L'aspetto più grave che la parziale vittoria di Le Pen, ha dato un'ampio respiro alle forze neonaziste di tutta europa come in Gran Bretagna e Italia e che tali forze sono in stretto contatto, in maniera sotterranea con le forze di centro destra.
    La sinistra rivoluzionaria deve prendere atto di ciò e attaccare senza indugi queste forze reazionarie neonaziste e le forze della socialdemocrazia che rappresentano i nemici del popolo essendo le due faccie della stessa medaglia capitalista.

    Ora e sempre Resistenza!
    Hai ragione caro compagno, il problema non sono tanto queste forze neonaziste in sè, quanto la possibile saldatura tra esse e la destra "democratica", saldatura che si concreta in un blocco sociale reazionario, antipopolare e fascista, una sorta di egemonia di gramsciana memoria, naturalmente a sfavore delle masse popolari.
    E' quello che sta avvendendo in Italia, dove il neoduce Belrusconi ha riunito nel suo nero disegno il peggio della destra democristiana ultraclericale, i liberisti più reazionari, i neofascisti di AN e i razzisti della Lega. Un blocco sociale reazionario che ricorda il primo governo Mussolini ma ancor di più la coalizione riunita da Franco nel 1936.
    Liberismo ultrasfrenato in economia, totale negazione dei diritti conquistati col sangue in 150 anni di lotte, fascismo e stato di polizia, clericalismo e interventismo guerrafondaio: questo è il piatto avvelenato che i nemici del nostro popolo stanno preparando, siano essi favorevoli a Le Pen (Bossi) o strumentalmente contrari (Berluska e Fini).
    Per tutta questa serie di motivi credo che essi siano molto peggiori di Le Pen.

    saluti comunisti

  4. #4
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    Chi è causa del suo mal……



    Le recentissime elezioni presidenziali svoltesi in Francia hanno suscitato un terremoto politico in tutta Europa per l'approdo al ballottaggio del candidato dell’estrema destra francese Jean Marie Le Pen. Le reazioni a questo inaspettato successo di Le Pen rispecchiano il solito canovaccio dell’indignazione e dell’esecrazione ma non danno assolutamente nessuna spiegazione analitica di quanto è avvenuto.



    Penso che, invece, di evocare spettri e inesistenti ritorni al nazifascismo che semplificano le analisi e rendono tutto emotivamente "commestibile" si debba riflettere su quanto accaduto in Francia per carpirne gli elementi di novità.

    Le Pen non è un fascista, né un nazista. Sarebbe comodo e semplicistico dire il contrario, ma la sinistra dovrebbe anche uscire dall'infantilismo estremistico-analitico che la pervade per cercare, una volta tanto, di capire e di agire di conseguenza.

    Le Pen è il prodotto di vari fattori: il primo è la totale resa della sinistra europea al liberalismo ed al liberismo economico. Incapace di progettare e di proporre un modello alternativo di società, la sinistra si è auto-disintegrata in Europa ed ha lasciato spazio ad un populismo reazionario e sciovinista anch'esso di matrice liberale (Le Pen dice di essere economicamente un liberista) che interpreta molto meglio anche agli occhi dei lavoratori le insicurezze causate dalla globalizzazione capitalista.

    Un dato che emerge chiaramente dalle elezioni francesi e che è stato, per forza di cose, ampiamente sottaciuto è la grande disaffezione mostrata dai francesi verso i partiti tradizionali ed il sistema in generale. Il messaggio che i francesi inviano al sistema dei partiti di democrazia parlamentare, tanto da registrare un'astensione del 30% e di premiare la demagogia lepenista è quello di cambiare tutto e di voler buttare a mare centrodestra e centrosinistra. Se a questo sommiamo i voti presi anche dalle formazioni di estrema sinistra come la LCR e la LO , si può tranquillamente affermare che la maggioranza dei francesi detesta chi li ha governati sino ad ora, di destra o di sinistra, poco importa.

    Nel "coro unanime liberale" al quale si è ridotta la politica in Europa i discorsi di Le Pen non sono molto diversi, a parte i toni "gridati" da quelli dei tanti partiti di destra e di sinistra riformista che pullulano in Europa: sicurezza, lotta all’immigrazione islamica, la Nazione come baluardo contro i nemici dell'Occidente, massiccio ricorso all'autoritarismo in campo nazionale ed internazionale.

    In vari paesi europei, Francia, Olanda e Danimarca, illustri demagoghi improvvisano partiti xenofobi, fissati sul tema della sicurezza, anti-islamici, che arrivano in poco tempo a raccogliere moltissimi voti ed a mettere in crisi il vecchio ceto politico, erede del dopoguerra.

    Quest’ultimo, in preda a crisi isteriche, cerca rifugio negli appelli alla "democrazia" ed alla "libertà", alla "civiltà europea" trovando anche alcuni imbecilli di sinistra da mandare in piazza a far cagnara per salvare le loro poltrone di servi del capitale. I comunisti di Hue ed altri trotzkisti si prestano a salvare Chirac e i politici della borghesia in nome dell’Unità in difesa della democrazia… non pensavo di arrivare a vedere una cosa così abnorme.

    Al di là dello sconcertante comportamento della sinistra riformista europea appare nella sua nitidezza che l’onda populista e reazionaria che attraversa l’Europa ha avuto il suo primo successo in Italia con Berlusconi e FI, sta arrivando in Francia, arriverà anche in Germania prima o poi, anche grazie al tradimento della sinistra socialdemocratica.

    Il fenomeno al quale stiamo assistendo non è fascismo, è populismo autoritario di estrema destra che davanti all'incapacità dei partiti "tradizionali" di rendersi più "presentabili" grazie a decenni di malgoverno, di supina accettazione delle regole del capitalismo, di corruzione, di lottizzazione, ormai ridotti a "caste sacerdotali" di matrice burocratica, ha gioco facile ad accattivarsi simpatie e voti, spesso proprio tra le classi popolari.

    Potremmo chiamarla nazional-liberalismo, questa nuova tendenza in atto in Europa, che nuova poi non è se facciamo mente locale ai fenomeni dell'inizio del Novecento dove sciovinismo nazionalista, capitalismo liberale ed autoritarismo erano il mix preferito dalle oligarchie governanti in tutta Europa, compresa la tanto "democratica" Inghilterra.

    Stiamo tornando a quella fase storica in un'epoca incerta come quella della globalizzazione che complica ulteriormente le cose, ma la sinistra ha gravissime colpe in questo processo degenerativo, avendo praticamente abbracciato e sposato le tesi nemiche e non risultando più credibile davanti al popolo.

    C'è anche un interesse Usa al crescere ed al diffondersi di queste formazioni nazional-liberali: primo, questi movimenti minano il processo di costruzione dell'Europa politica unita, perché da Haider, a Le Pen , a Bossi sono per le "piccole patrie" o per il ritorno al micronazionalismo francese, austriaco, padano che potremmo definire "isolazionista" ed antieuropeo.

    Secondo perché introducono fattori di destabilizzazione in Europa da non trascurare.

    Quindi, ne vedremo altre di queste formazioni nazionaliste e liberali, è una carta che certi circoli vogliono giocarsi in questa fase declinante del capitalismo, per irreggimentare ancora meglio le opinioni pubbliche europee, togliendo di torno il vecchio ceto politico, sia esso di destra o di sinistra, condizionandolo con la presenza politica dei vari Le Pen , che sul piano dei contenuti, non della forma, non dice molto di diverso da Chirac o da Jospin.

    Chirac , ad esempio, ora dovrà rincorrere Le Pen sui temi della sicurezza, dell'immigrazione , del no all'Europa di Maastricht, ma se questi provvedimenti li prenderà Chirac con l’unita nazionale della sinistra socialdemocratica, non sentiremo alcuna voce indignata levarsi dalle prefiche "democratiche". C’è da scommetterci.

    In tutto questo dov'è la sinistra?

    Tranne che gridare stoltamente al "novello fascismo" che viene evocato per coprire le proprie vergogne sul piano dell'appiattimento agli Usa ed al capitale, cosa fa?

    La sinistra riformista è morta e sepolta ed ha sulla coscienza l'aver favorito, con la sua politica suicida e ambigua, l'emergere di questa marea montante ultra-conservatrice. Il Governo Jospin è stato l’alfiere delle privatizzazioni, della flessibilità a go-go, complice di tutte le guerre imperialiste combattute, in modo "umanitario", sulla pelle di paesi come la Jugoslavia e l’Afganistan.

    Invece di demonizzare e lanciare anatemi contro fette consistenti di elettori, spesso proletari, che scelgono questi partiti per dare sfogo al loro malcontento, una sinistra seria e fiera della propria identità marxista, dovrebbe capire e comprendere cosa sta succedendo in Europa ed approntare gli strumenti per sgombrare il campo dagli equivoci populisti e reazionari dei vari Le Pen, togliendo loro l’arma dell’identità nazionale, riproponendo l’anticapitalismo marxista come antidoto alle facili tentazioni xenofobe e scioviniste, dovrebbe proporre un coerente antimperialismo per evitare gli ambigui richiami alle "piccole patrie" o ai nazionalismi. Purtroppo una sinistra così non esiste ed allora cosa c’è di meglio che abbaiare alla luna per continuare a non voler fare i conti con la realtà?

  5. #5
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    Aggiungo che sentire i centro-sinistra vari dare del pericoloso e dello xenofobo a Le Pen, mi riempie solo di cinica ilarità!

    Chi è xenofobo, in realtà, i centro-sinistra (Jospin in testa) che hanno bombardato i popoli balcanici, o Le Pen contrario alla guerra?

    Chi è xenofobo, i centro-sinistra che hanno portato la disperazione in Afganistan o un Le Pen contrario?

    Chi è xenofobo, le sinistre che appoggiano il genocidio iraqueno o Le Pen, membro dell'associazione "SOS enfants iraquens"?

    Chi è xenofobo, le sinistre che creano i campi di reclusione per gli immigrati o Le Pen?

    Chi è xenofobo, le sinistre che tutto livellano in nome di un progresso neoliberista dappertutto uguale e distruttore, o Le Pen?

    Potrei continuare, ma mi fermo qui.

    In poche parole, Le Pen è un pezzo di merda, ma non arriva ai livelli dei centrisinistra europei. Le Pen è un pezzo di merda, ma almeno non lo nasconde....

    Saluti

  6. #6
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    La cosa peggiore è stato vedere giovani con la bandiera rossa celebrare la vittoria di Chirac!Vergogna ! Imbecilli ormai in preda all'idiozia piu' becera che si bevono tutte le scemenze della borghesia che ha solo difeso se' stessa ed i suoi interessi....

 

 

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