Un gruppo di 247 professori di diverse università israeliane ha sottoscritto una petizione a sostegno dei loro studenti che, come riservisti, rifiutano di prestare servizio nei Territori palestinesi, impegnandosi ad aiutarli a far fronte ai problemi accademici, amministrativi e finanziari che potrebbero incontrare a causa della protesta. Lo ha reso noto ieri il sito internet dei "refusenik", i riservisti protestatari. Nella petizione, i professori esprimono apprezzamento per «il coraggio, l'integrità e il sacrificio degli obiettori di coscienza» e annunciano di voler «mostrare uguale coraggio, integrità e sacrificio per appoggiarli e difenderli». I firmatari della petizione affermano quindi che «per 35 anni, un intero popolo», quello palestinese, «è stato privato dei diritti umani basilari» e auspicano una «dichiarazione israeliana per la fine dell'occupazione» dei Territori, «accompagnata da un'azione appropriata, se necessario unilaterale». Riecheggiando la lettera sottoscritta dai 457 riservisti che hanno finora rifiutato di prestare servizio nei Territori palestinesi, i professori universitari dichiarano poi che «l'attuale guerra non viene combattuta per la nostra casa, ma per gli insediamenti ebraici in Cisgiordania e Striscia di Gaza e per continuare l'oppressione di un altro popolo». Al momento, 41 tra soldati e ufficiali della riserva sono detenuti per aver aderito al movimento di protesta.


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