Credo possa essere una lettura interessante.

Europa, la sfida delle autonomie locali


Un saggio di Fabio Zucca ripercorre le origini e le tappe del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa: riflessioni politiche e ricostruzione storica. Prefazione di Giscard d'Estaing.
di Roberta Scorranese

MILANO - Se la moneta unica ha rafforzato la spinta centripeta verso una unica spina dorsale europea, la questione dell'allargamento dell'Unione e quella, forse più pressante, di un'unica governance , impongono riflessioni, dibattiti e soprattutto domande. Una su tutte: l'Europa unita vuol dire una federazione europea (quella, per intenderci, per cui si sono battuti Monnet, Spinelli, Delors) oppure un'associazione di Stati, ipotesi questa difesa dal neo presidente francese Chirac? E' questo uno dei punti cruciali affrontati da Fabio Zucca in Autonomie locali e federazione sovranazionale. La battaglia del Conseil des Communes e Régions, d'Europe per l'Unità europea (Il Mulino), un saggio dove si ricostruisce la storia, le tappe e gli obiettivi del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa.

Un saggio che passa in rassegna i movimenti per l'unità europea, che, dagli anni '50, hanno trovato una confluenza fra le due scelte: l'Europa diventa una federazione sovranazionale, uno Stato che garantisca da una parte la sicurezza e il benessere dei suoi cittadini, dall'altro l'autonomia della politica locale. Passando per gli enti decentrati, che hanno garantito una soluzione di continuità fra le due sponde di pensiero. E proprio da queste spinte localistiche si arrivò al gennaio del 1951, quando, a Ginevra, venne fondato il Conseil des Communes d'Europe, che poi divenne il Conseil des Communes e Régions, d'Europe o CCRE. Un organismo col duplice obiettivo di garantire, da una parte, il ruolo degli enti locali nella costruzione comunitaria, dall'altro gli interessi degli stessi organismi decentrati, anche quelli economici.

Il volume sottolinea come, in tutta la storia del CCRE, affiorano tre elementi su tutti: la dicotomia autonomia-unità su scala europea e mondiale, l'impegno per la realizzazione di una statualità europea democratica e il ruolo del CCRE per l'unità politica. Il volume di Zucca, dottore di ricerca in Storia del federalismo e dell'unità europea a Pavia, va a colmare una vistosa lacuna storiografica sugli enti decentrati, una ricerca che va dagli anni '30 fino all'Atto Unico Europeo. La bipolarità che ha contrassegnato gran parte dei movimenti del Novecento, viene presa in considerazione partendo dalle origini del Consiglio dei Comuni d'Europa, laddove riaffiora la tendenza, da parte di regioni, province e comuni, di opporre resistenze locali ai totalitarismi.

A metà fra il saggio politico e la ricostruzione storica, servendosi di una vastissima documentazione bibliografica, Zucca ridisegna il cammino del CCRE, uno degli organismi che "seppur con ricorrenti fasi di incertezza" ha lavorato alla costruzione europea. Perché, come sottolinea nella prefazione Valery Giscard d'Estaing (presidente del CCRE): " (il professor Zucca) evidenzia in una prospettiva storica l'ideale dei fondatori del CCRE: una Europa unita, fondata sul rispetto delle libertà locali e al servizio dei suoi cittadini, un'idea che rimane di grande attualità".

Fabio Zucca
Autonomie locali e federazione sovranazionale. La battaglia del Conseil des Communes e Régions, d'Europe per l'Unità europea
Il Mulino
377 pp, 25,50 €