Il Carroccio deposita la sua proposta: proporzionale quasi puro, 4 preferenze


TRENTO. Anche la Lega Nord ha presentato il suo disegno di legge elettorale provinciale. Il terzo, in ordine di tempo, dopo quelli di Leveghi e Benedetti (Trentino Domani) e quello della Uap, l'Unione autonomista trentina. La proposta della Lega Nord si caratterizza per essere la più simile al sistema elettorale regionale usato fino al 1998, la più distante dalla norma transitoria approvata dal Parlamento all'inizio del 2001, che entrerà in vigore (sempre che non sia approvata una legge dal consiglio provinciale) nel novembre dell'anno prossimo. Divina, Boso e Bertolini eliminano l'elezione diretta del presidente, recuperano il voto proporzionale di lista, quasi puro (previsto solo lo sbarramento del quoziente naturale, pari al 2,8 per cento). E mantengono le quattro preferenze, come nella vecchia legge elettorale. Quanto al seggio riservato a un ladino, c'è una modifica tecnica: l'eletto sarà il candidato più votato in assoluto in Val di Fassa, anche se appartenente a una lista che non arriva prima in quella specie di collegio uninominale.
Ma Divina non si accontenta di aver depositato la sua proposta. In qualità di presidente della prima commissione consiliare, deputata a esaminare queste materie, chiede a Roberto Pinter di consentire lo stop della sua proposta di riforma istituzionale perché si possa cominciare subito a discutere di riforma elettorale. «Sulla riforma Pinter rischiamo di impantanarci ancora a lungo mentre la legge elettorale dovrebbe essere pronta entro fine anno», spiega Divina. (e.p.)