Il successo del Film IL SIGNORE DEGLI ANELLI ha dato luogo ad un nuovo interesse per gli scritti di Tolkien.
Abbiamo voluto,quindi, incontrare l'autore del recente LE RADICI NON GELANO. IL CONFLITTO FRA TRADIZIONE E MODERNITA' IN TOLKIEN, per conoscere il suo originale punto di vista.
D. Lei ha proposto una lettura innovativa del Signore degli anelli. Potrebbe illlustrarla?
R. Nel saggio ho cercato di porre in evidenza la centralità del TOPOS del viaggio oltremondano all'interno del Signore degli anelli. Esso si ritrova non solo nell'itinerario di Frodo verso Mordor, il regno di Sauron(le cui caratteristiche geografiche ed onomastiche sono quelle proprie della sede infera: desolazione, sterilità, tetre fortificazioni, presenza di esseri mostruosi, scarsità di flora e fauna, atmosfera angosciosa ed opprimente,ecc),ma -fatto interessante - anche nelle principali tappe del cammino dei protagonisti.
L'entrata nel Tumulo e il passaggio nelle profondità di Moria sono catabasi tipiche delle saghe nordico-germaniche; le soste nelle dolci terre elfiche di Imladris e Lothlòrien appartengono alla tradizione celtica dell'andata nell'Altro Mondo; l'attraversamento delle labirintiche selve dell'OLD FOREST e di Fangorn nonchè le discese nelle oscure caverne di Cirith Ungol e di Dwimorberg(i sentieri dei morti) si ritrovano universalment nei miti e nei riti iniziatici;infine, la traversata transmarina compiuta da Frodo,Gandalf e gli Elfi alla volta di Valinor, LA TERRA DEGLI IMMORTALI,è anch'essa un viaggio oltremondano sul genere degli IMMRAMA irlandesi.
La compresenza di tante immagini legate all'oltretomba può inquadrarsi nella cornice dell'itinerario iniziatico, ove il tema della discesa agli inferi, col suo corollario di morte e resurrezione, acquista senso e significato.
In estrema sintesi, si può dire che i viaggi dei personaggi principali rientrano tutti nell'alveo dei rituali d'iniziazione: il viaggio di Frodo è destinato all'iniziazione ascetica, quello di Sam all'iniziazione ascetico-guerriera, quelli di Merry e Pipino all'iniziazione guerriera(il primo entra al servizio di Rohan, il secondo di Gondor),quello di Aragorn all'iniziazione regale(Aragorn assurge a Re di Gondor) ed,infine,quello di Gandalf all'iniziazione sacrale (Gandalf diventa il Bianco).
D. Lei aggiunge che Mordor non è solo il Paese dei Morti del mito e del Folklore, ma anche un'efficace rappresentazione della modernità.
R. Sì e si tratta di un aspetto fondamentale. In Tolkien le due principali figure legate al male, Sauron e Saruman, presentano caratteristiche decisamente moderne.
Sauron, straordinariamente reso come un occhio che scruta e sorveglia dall'alto della propria torre - un'immagine forte ed emblematica che ricorda in maniera sorprendente il celebre PANOPTICON di Bentham -, delinea i tratti del tiranno il cui unico scopo è di sottomettere tutto e tutti alla propria volontà.
Saruman, a sua volta, riveste i panni dell'uomo di scienza(inventa la polvere pirica, è artefice di incroci biologici, ecc) il cui desiderio di conoscenza è indirizzato al controllo ed allo stravolgimento della Natura nell'illusione di migliorarla.
Tanto Mordor quanto Isengard, la residenza di Saruman, paiono, inoltre, rieccheggiare i più allucinanti paesaggi industriali contemporanei: cumuli di detriti e scorie, aria ed acqua inquinate, sterilità della terra, cielo oscurato da fumi e vapori, masse di lavoratori-schiavi, sfruttamento intensivo delle risorse e così via. Mi sembra di poter dire che l'accostamento tra Morte e Modernità sia estremamento significativo.
D. Come interpreta le figure di Gandalf ed Aragorn?
R. Nei due personaggi è possibile riscontrare la grande abilità di rielaborazione di Tolkien, ossia la sua grande capacità di riprendere i miti del passato per riscriverli e riproporli (è noto che le sue fonti principali furono il BEOWOLF, le due EDDA, le saghe islandesi, il KALE'VALA finnico, i romanzi cavallereschi medioevali, ecc).
In Gandalf, il cui nome deriva da una lista contenuta nell'EDDA di Snorri (GANNDA'LFR, ossia elfo con bastone o bacchetta magica), è possibile riscontrare assonanze ed analogie con Merlino ed Odino.
In comune col primo vi sono il potere profetico, le conoscenze magiche, la funzione di guida e consigliere del re, ecc.
In comune col secondo, la conoscenza delle RUNE e degli incantesimi, le abilità guerriere, l'aspetto esteriore(sia Gandalf che Odino sono descritti come vecchi con una lunga barba, il largo cappello calcato in testa, il mantello ed il bastone per appoggiarsi) e così via.
ARAGORN, il cui nome contiene la radice AR, ELEVATO,NOBILE,REGALE, denota alcuni tratti di ARTU' e SIGURDHR nonchè di Carlo Magno.
Le somiglianze tra Aragorn, il Re Bretone, l'eroe germanico-scandinavo e l'imperatore franco derivano dal particolare rapporto intrattenuto con figure spirituali(rispettivamente: Gandal,Merlino,Odino,Turpino); dal possesso di spade eccezionali (Anduril,Excalibur,Gramr,Joyuse) e di focosi destrieri (Roheryn,Passelande e Vair de Brevelet, Grani, Tencendur);ecc.
Il parallelismo con Carlo Magno nasce pure dalla riunificazione politica operata da entrambi (Il Regno Riunificato ed il Sacro Romano Impero) e, secondo quanto riportano le leggende carolinge, dalla conoscenza di piante mediche(l'Athelas e la cicerbita), nonchè dall'aver sposato donne elfiche(Arwen e Frastrada).
Resta da ricordare, in ultimo, che il personaggio di Aragorn si ricollega al ciclo delle leggende irlandesi relative al sovrano legittimo che torna alla propria terra per riportarvi pace e benessere.
D. Lei, nel suo libro, ha sottolineato la presenza nel LORD di una duplice e contrapposta concezione del potere. Può parlarcene brevemente?
R. L'anello può essere interpretato come metafora di un certo tipo di potere, e la storia della sua distruzione come rinuncia ad esso.
Sauron e Saruman, a loro volta, come ho detto prima, possono leggersi l'uno come espressione del potere ingiusto e tirannico, l'altro della conoscenza volta al controllo ed al dominio.
Nondimeno nel SIGNORE DEGLI ANELLI vi sono anche altre rilevanti raffigurazioni del potere.
Si pensi, ad esempio, alla restaurazione regale compiuta da Aragorn oppure all'autorità di cui sono simbolo Elrond,Celeborn,Galadriel.
Nel romanzo è possibile cogliere una contrapposizione piuttosto netta fra l'immagine di un potere oppressivo e corruttore, che trae il proprio fondamento unicamente dalla sopraffazione e dalla brutalità, e la figura di un potere positivo e risanatore, basato sull'armonia e sul diritto.
Per Tolkien, il potere non è, come taluni interpreti hanno un pò frettolosamente creduto, dannoso in sè e per sè: vi è una forma di potere equo perchè fedele ai Valori ed alle norme della Tradizione.




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