«Le attività produttive sono state distrutte, siamo al collasso»
La denuncia dell'ong palestinese Parc
«Avevamo progetti di sviluppo. Avevamo organizzato corsi di formazione, preparato iniziative di sostegno al lavoro di gruppi di donne nelle aree rurali. Avevamo perché ora - dopo l'attacco israeliano - non abbiamo più niente. Ora tutta la nostra attività è concentrata sull'emergenza, abbiamo bisogno di pacchi viveri per dare aiuto alle famiglie che vivono nelle zone di campagna rimaste isolate». A parlare è Salim Abu Gazaleh, rappresentante di Parc - Palestinian Agricultural Relief Committees -, ieri a Roma per un incontro organizzato da Ctm Altromercato, Roma equa e solidale, e Ya Basta. Da vent'anni Parc è impegnata nel settore dello sviluppo rurale, della protezione ambientale e nel sostegno alle organizzazioni di donne.
Lo sviluppo dell'agricoltura, dunque, come parte integrante dello sviluppo di una società civile e democratica in Palestina. Un lavorio serio, costante, riconosciuto a livello internazionale, che è stato brutalmente interrotto dall'attacco dell'esercito di Tel Aviv. Il precipitare di una crisi comunque perenne cambia le priorità. Perché ora le risorse economiche sono state cancellate, i campi coltivati distrutti, le attività produttive gravemente danneggiate. E molte famiglie delle zone rurali sono rimaste senza alcuna forma di sostentamento, isolate e disperate.
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E la chiamano guerra al terrorismo...




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