GRAN BRETAGNA / Anche l’Inghilterra potrà dotarsi di assemblee
regionali come Scozia e Galles
Devolution, nuovo passo in avanti

Via libera del governo Blair a un più esteso trasferimento di poteri
Dopo Scozia, Galles ed Irlanda del Nord anche l’Inghilterra potrà dotarsi di assemblee regionali alle quali il Governo centrale trasferirà competenze e fondi. Si tratta di un passo ulteriore del governo Blair verso un forte trasferimento di poteri effettivi a strutture periferiche in quelle aree dove la popolazione lo deciderà. Il vice Primo ministro John Prescott ha illustrato ieri ai Comuni il progetto dal titolo «La vostra regione, la vostra scelta» in base al quale prima della fine della legislatura si terranno referendum per definire le nuove strutture politico- amministrative. Queste, ha annunciato Prescott, avranno anche la possibilità di raccogliere tasse, prendere decisioni sulle spese e, se la gente lo vorrà, potranno sostituire gli attuali consigli di contea. Al centro del futuro trasferimento di competenze sono lo sviluppo economico del territorio, i trasporti, l’edilizia e la cultura. Altri compiti saranno inoltre assegnati alle attuali Agenzie regionali di sviluppo. Il vice primo ministro ha ricordato che il progetto del governo è una risposta «alla forte e crescente domanda in alcun aree di avere uno strumento democratico per esprimersi sul proprio futuro» e contemporaneamente è un’offerta alle popolazioni dell’Inghilterra per ripetere, se lo vogliono, esperienze ritenute valide in Scozia, nel Galles e nella regione di Londra. Anche se con diversi livelli di competenze la “devolution” voluta dal governo Blair è già operativa in queste aree, oltre che nell’Irlanda del Nord. Ogni singola area, i cui confini sono già definiti, potrà decidere se vuole adottare il nuovo meccanismo politico - amministrativo. Prescott ritiene che una volta che un’area avrà deciso di attivare la nuova assemblea, altre la seguiranno. Al momento sono il nord-est ed il nord-ovest ad essere le più sensibili ed è stato calcolato che, al livello di spesa attuale, le due zone amministrative potrebbero gestire oltre 1600 milioni di euro, con una «totale libertà» di investire all’interno degli obiettivi concordati con il governo. Il vice di Blair ha tenuto a sottolineare l’aspetto democratico, la rilevanza culturale dell’iniziativa, l’attenzione verso le singole identità economiche e sociali; ha evidenziato che si tratta della naturale evoluzione della scelta laburista della “devolution” perché non siano solo l’Amministrazione centrale e il Parlamento nazionale a decidere. I conservatori, naturalmente, sono nettamente contrari al progetto e lo ha detto ai Comuni il ministro ombra Theresa May secondo la quale la costituzione di assemblee regionali porterà alla scomparsa dei consigli di contea, nei quali tra l’altro il suo partito è tradizionalmente forte, allontanando la sede decisionale dai territori amministrati. Ma Prescott non si preoccupa e rilancia osservando che i Tories hanno detto all’inizio sempre no a tutte le forme di devolution, ma poi alla fine le hanno accettate.


In GB si fanno i FATTI,qui invece siamo molto bravi...a CHIACCHERE.