ROMA (4 settembre) - Povero Cavaliere. Bisognerebbe fare in modo, grazie al generoso impegno di tutti, di evitargli la sofferenza che patì un suo celeberrimo predecessore, sia pure francese: Napoleone III. Quale sofferenza? Dopo che a causa dell’ostilità di quell’antico statista ottocentesco (Napoleone il Piccolo, lo chiamava Victor Hugo) si dimisero diversi direttori di giornale (proprio come ieri è capitato a Dino Boffo dell’Avvenire) e furono minacciate e censurate molte gazzette mentre in altre vennero piazzati amici dell’imperatore, Napoleone III cominciò giustamente a lamentarsi e a sentirsi tristemente ammorbato: «Non li leggo più i giornali, pubblicano solo quello che dico io...». Ecco, una noia così andrebbe risparmiata a qualsiasi statista.
Berlusconi, Napoleone III e i giornali: la storia si ripete - Il Messaggero




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