A mio parere la classificazione di destra affibbiata a personaggi come Haider, Pym Fortuyn, Stoiber ( un po meno) e altri, sta un po stretta.
Essi infatti, si ispirano piu' a ad un senso liberale della politica, che di fatto stride con i principi nazionalistici statalisti di gente come Le Pen o Fini.
Dalla concezione del ruolo dello stato, passando per la visione molto pratica e realista, svincolata dal politicamente corretto, dell'immigrazione, fino alla concezione del diritto dei popoli ad esistere al di là degli stati centralisti.
Una posizione, la loro, che sembra riscuotere un crescente successo in tutti gli strati sociali europei.
Anche in quegli stati che piu' sembravano omologati all'europa centralista e buonista.
Tutto cio' diventa importante con l'avvicinarsi del rinnovo del parlamento europeo, e lo spostarsi del confronto politico tra vetero illumisti e neo libertari, potrebbe aprire uno spiraglio, ove la lotta per l'indipendenza dei popoli potrebbe inserirsi, essendo per essa fondamentali , gli stessi principi che ispirano i predetti nuovo attori politici post cortina di ferro.
Certo che la mancanza della Padania in questo nuovo scenario, di fatto la regione europea con più possibilità di identità socio-politica, e quindi con il maggior bacino di voti potenzialmente indirizzabile verso questo nuovo orientamento politico, causato dalla perdita di un movimento che ne rappresenti nei fatti le proprie rivendicazioni, può essere mortale per qualsiasi velleità di rinnovamento europeo.




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