anche l'operatrice sessuale cerca il sindacato
Anche una escort minaccia la libertà di stampa...
di Giuseppe De Bellis
Un girotondo intorno a Patrizia.
In piazza, tutti. Non si può restare silenziosi davanti a una cosa del genere.
Dov’è il sindacato?
Dove sono i difensori civici dei giornali?
Non c’è neanche un’agenzia, né una telefonata di solidarietà. Neanche la pietà.
È appena arrivata una querela grande così: duecentomila euro di risarcimento richiesto e soprattutto la voglia di zittire la libera stampa.
La D’Addario minaccia la libertà di informazione, stringe la morsa sui direttori dei quotidiani, sui loro redattori, sull’intera categoria. Il silenziatore sulle notizie.
Settantuno pagine di intimidazioni: una querela completa, puntigliosa, arrabbiata. Un attacco, anzi un attentato.
Il plico è arrivato ieri sui nostri tavoli e contemporaneamente su quelli di Libero, della Gazzetta del Mezzogiorno, di Radio Capital.
Dentro c’è il solito mezzo che i potenti hanno per zittire i giornali e quindi i loro lettori: la richiesta anticipata di danni, cosicché i quotidiani, i periodici, le radio e i tg, non parlino più male di nessuno. Patrizia D’Addario non accetta le critiche, né le domande.
E la Federazione nazionale della stampa che fa? Il Giornale, Libero, Radio Capital e La Gazzetta del Mezzogiorno fanno quasi mezzo milione di lettori e altrettanti ascoltatori.
Non potranno più essere informati perché questo non è un Paese normale, per dirla alla Massimo D’Alema: no, qui la signora D’Addario è una minaccia, una presenza che limita la libertà d’espressione, rende vuoto il ruolo dei giornali e dell’opinione pubblica. E lo fa col mezzo più odioso: la querela.
Qui ci vuole una reazione indignata, una mobilitazione di categoria.:sofico:
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lo sbarellamento prosegue>Anche una escort minaccia la libertà di stampa... - Interni - ilGiornale.it del 05-09-2009
per la cgil prevedo del lavoro, termino poco usuale per loro, molto lavoro..




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