Le popolari navicelle utilizzano componenti elettronici vecchi
e, quando si guastano, li ricavano da pc ormai obsoleti
Allo Shuttle manca un ricambio?
La Nasa lo cerca in Rete
di RICCARDO STAGLIANO'


ROMA - Non ci sono più i chip di una volta. Questo almeno devono pensare alla Nasa che, per sovrintendere ad operazioni vitali delle loro navicelle spaziali, utilizzano ancora i vecchi Intel 8086 quelli, per intenderci, montati di serie nei Pc Ibm, i primi personal computer di massa prodotti nel 1981, quindi coetanei del primo Shuttle. E, come se non bastasse, dal momento che nessuno li produce più, sono costretti ad andare in Rete e nelle aste online alla ricerca di qualche vecchio rivenditore o grossista di anticaglie informatiche che ne abbia ancora qualche partita. E non si tratta affatto di una ricerca semplice.

Funzionari addetti all'approvvigionamento dell'Agenzia spaziale americana hanno ammesso di aver comprato di recente un'importanta quantità di elettronica medica ormai inservibile solo allo scopo di smontarla e ricavarne gli archeologici microprocessori di cui aveva bisogno per il sistema di controllo dei razzi propulsori dello Shuttle. Da tempo gli ingegneri spaziali stanno considerando l'idea di sostituire il vecchio sistema con uno nuovo da 20 milioni di dollari che utilizzi tecnologia moderna ma, sinché ciò non avverrà, se qualche chip si guasta c'è bisogno di sostituirlo con uno uguale e per farlo è consigliabile fare scorte pescando nelle sempre più scarse "miniere" in circolazione.

Anche il vostro vecchio pc potrebbe custodirli? Forse sì, ma la Nasa ha deciso di non comprare dai privati e rifornirsi da rivenditori che individua attraverso la consultazione dei normali motori di ricerca o con interrogazioni su siti d'aste come quelli di Yahoo! e di eBay. In quest'ultimo sito, ad esempio, una ricerca con "8086" restituisce 13 risultati con, al primo posto, l'offerta di 5 esemplari "mai usati" a partire da un prezzo base di 9 dollari e 99.

"Un singolo pezzo di hardware mancante - ammette al 'New York Times' Mike Renfroe, direttore della logistica alla United Space Alliance del Kennedy Space Center - può costituire per noi un grosso problema". E proprio via Internet il suo team è, di recente, riuscito a scovare una scheda madre obsoleta utilizzata per sincronizzare tutti i computer all'interno dello Shuttle. Sembrava introvabile ma alla fine, per 500 dollari, è saltata fuori: "Assumere un ingegnere in grado di riprodurla non sarebbe stato facile e soprattutto sarebbe costato molto, molto di più" commenta Renfroe.

Un tempo proprio la Nasa aveva giocato un ruolo importante nell'evoluzione tecnologica dei microprocessori. Negli anni '60 fu proprio l'uso intensivo che le navi spaziali ne fecero a finanziare l'industria dei chip. Ma poi le cose sono cambiate e l'elettronica di consumo è andata avanti molto più rapidamente di quella aerospaziale: gli Shuttle, di fatto, sono rimasti gli stessi di vent'anni fa mentre un apparecchio stereo di oggi assomiglia - dal punto di vista dei componenti - solo alla lontana a un modello di un anno fa. E gli Shuttle non andranno in pensione prestissimo: 2012, dicevano i piani originari, ma alla Nasa pensano addirittura di posticipare il congedo al 2020. In un caso o nell'altro sarà una bella sfida per gli addetti all'approvvigionamento che continueranno a setacciare il web in cerca delle vitali parti di ricambio d'antan.




<center>http://www.repubblica.it/online/scie...nasa/nasa.html