Zanotelli lo dovrebbe incontrare domani: «Parla soltanto...»

g.t.

TRENTO. Domani sera ci dovrebbe essere l'atteso abbraccio tra padre Alex Zanotelli e Jovanotti. Lo vuole il copione di "Terre di confine" la manifestazione cultural-musicale che si sta svolgendo in città e che sull'incontro tra i due ha puntato i riflettori per il gran finale al palazzetto dello sport.
Ma padre Alex, che di certo non ha peli sulla lingua, ha già fatto sapere che, a lui, Jovanotti non piace. E non intendeva come cantante, ma proprio come sorta di sponsor di quel movimento no global a cui, viceversa, Alex guarda con simpatia: «Ho delle riserve sui tipi come Jovanotti. Dicono cose nobili, lanciano parole d'ordine. Ma dove erano poi a Napoli, a Genova? Penso che avrebbero dovuto essere lì in prima fila, dove c'erano i cordoni della polizia. E invece hanno parlato, e poi lasciato quei giovani da soli».
Insomma Zanotelli, in una lunga intervista rilasciata al Venerdì di Repubblica, ribadisce la sua preferenza per chi sceglie di fare, piuttosto che di dire. Anche se il comboniano, sempre in tema di movimento no global, tiene a sottolineare come vi sia anche modo e modo di fare: «Faccio obiezione anche sulla violenza che caratterizza parte del mondo no global. Se nessuno avesse alzato una mano o tirato una pietra credo che sarebbe andata diversamente. Come fai a picchiare e ad arrestare se non hai l'alibi di qualcuno, anche pochi, che fanno violenza? Guardate la Palestina, è un corto circuito. Trovo che Luca Casarini, o gli altri leader del movimento no global su questo punto siano ambigui. Gliel'ho anche detto». Insomma questa volta a cantare è padre Alex.

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