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  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito LaListadelGiornale presenta: PANNUNZIO in mostra a Torino

    Il 15 maggio 2002, alle ore 17.30 a Palazzo Barolo di Torino (Via delle Orfane 7), il Presidente del Senato Marcello Pera inaugurerà la mostra <Dal “Risorgimento liberale” al Centro “Pannunzio” – Un liberalismo puro e duro>.
    La mostra si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
    La mostra è articolata in quattro sezioni.

    Per maggiori informazioni: pauler5@tin.it

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  2. #2
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Prima sezione dedicata a Mario Pannunzio:

    Nato a Lucca il 5 marzo 1910. Mario Pannunzio si era trasferito a Roma da ragazzo, seguendo il padre, un avvocato abruzzese costretto dai fascisti ad abbandonare la città toscana. La madre apparteneva ad una delle famiglie aristocratiche più antiche di Lucca.
    Aveva studiato a Roma e, fin dagli anni dell’università, dove si era laureato in legge, aveva svolto attività culturali e giornalistiche.
    Nel ’32 aveva fondato “Oggi”, passando poi a collaborare con Leo Longanesi alla redazione di “Omnibus”, il primo rotocalco italiano, presto soppresso dalla censura fascista. Stessa sorte ebbero altri due settimanali, “Tutto” ed “Oggi”, diretti insieme con Arrigo Benedetti.
    In quegli anni Pannunzio si dedicò anche alla pittura e al cinema, ma le sue vere passioni erano il giornalismo e la letteratura. Partecipò alla resistenza liberale, dando vita, insieme a Carandini, Libonati e Cattani al quotidiano clandestino “Risorgimento Liberale”.
    Fu rinchiuso per alcuni mesi a “Regina Coeli”, rischiando di finire alle Fosse Ardeatine, ma a chi gli ricordava quei mesi drammatici affrontati con coraggio, replicava accendendo una sigaretta, con un gesto vago, affrettandosi a cambiare discorso.
    Il capolavoro di Mario Pannunzio fu “Il Mondo”.
    Pannunzio scriveva pochissimo, ma era l’ispiratore diretto di molti articoli, era il regista di tutto il giornale.
    Esprimeva, di settimana in settimana, un gusto e una eleganza che hanno fatto scuola.
    “Amante delle piccole comodità di ogni giorno – ha scritto di lui Giovanni Ferrara – “Pannunzio fu praticante e teorico della grande scomodità della dissidenza di tutta la vita”. Da vero liberale senza ambiguità.
    Mario Pannunzio morì a Roma il 10 febbraio 1968.

  3. #3
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    Predefinito Seconda sezione dedicata al “Risorgimento Liberale”:

    Quotidiano liberale, pubblicato dal 1943 al 1948. Uscì, già dal periodo dell’occupazione fino ai primi mesi del ’48, diretto da Mario Pannunzio. Tra i collaboratori si trovano molti di coloro che costituiranno poi il gruppo de “Il Mondo” come Nicolò Carandini, Leone Cattani, Franco Libonati. All’inizio non fu organo del PLI. Successivamente lo divenne e tra i quotidiani di partito – scrive Paolo Murialdi – fu tra i più interessanti e diffusi a Roma subito dopo la liberazione nel 1944.
    A metà luglio del ’44 le tirature consentite dagli Alleati erano di 23.000 copie (esisteva il razionamento della carta), ma “Risorgimento Liberale” giunse a vendere più di 100.000 copie, mentre “L’Unità” ne vendeva 40.000 e “L’Avanti” 42.000.
    “Risorgimento Liberale” – osserva ancora Paolo Murialdi – fu il caso più nuovo e singolare: frutto un po’ inglese (tono pacato, scrittura pulita, caratteri bodoniani) di un gruppo di giornalisti di valore, alcuni dei quali avevano lavorato durante il fascismo in settimanali come “Omnibus” di Longanesi, dotati di finezza e di anticonformismo.

  4. #4
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    Predefinito Terza sezione dedicata al “Il Mondo”:

    “Il Mondo” fu un settimanale di politica e cultura pubblicato a Roma negli anni 1949-1966.
    Fondatore e direttore ne fu Mario Pannunzio che gli conferì una costante linea di impegno civile e di totale indipendenza rispetto al potere economico e politico.
    “Il Mondo” nacque dall’incontro della cultura crociana con quella salveminiana ed einaudiana ed ebbe tra i suoi collaboratori più importanti Ernesto Rossi, Carlo Antoni, Vittorio De Caprariis, Luigi Salvatorelli, Ugo La Malfa, Giovanni Spadolini. Fu la voce più autorevole della cultura liberaldemocratica che, come seppe opporsi al fascismo, non esitò a schierarsi nettamente contro il comunismo, in nome della libertà e della democrazia.
    I risultati delle battaglie de “Il Mondo”, anche se non apparvero subito, si videro molti anni dopo in quanto i temi impostati dal settimanale, volto a superare le vecchie frontiere delle contrapposizioni ideologiche, riemersero, dopo la chiusura del giornale, rivelandosi anticipatrici di una cultura senza certezze dogmatiche.
    Edito inizialmente da Gianni Mazzocchi, ebbe negli ultimi dieci anni di vita, come editori, l’industriale Arrigo Olivetti e l’ambasciatore Nicolò Carandini che parteciparono direttamente alla vicenda politica del giornale.
    Pannunzio non fu solo il direttore, ma il vero ispiratore del settimanale che curava con attenzione artigianale in tutti i suoi aspetti: leggeva ogni articolo, faceva i titoli e le didascalie, sceglieva le fotografie, impaginava personalmente.
    Soprattutto suggeriva i temi da trattare ai molti collaboratori in quanto egli non scrisse mai in prima persona un solo articolo firmato.
    Sotto il profilo grafico il giornale si presentava con una eleganza tutta longanesiana, ma c’erano anche un rigore ed uno stile che superavano il giornalismo di Longanesi, di cui pure Pannunzio aveva subìto il fascino.
    Sono da ricordare le vignette di Mino Maccari e di Amerigo Bartoli e le fotografie che, insieme con alcune vivaci rubriche, costituivano un animato ritratto dell’Italia di quel periodo e delle sue arretratezze sociali e culturali.

  5. #5
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    Predefinito Quarta sezione dedicata al “Centro Pannunzio”:

    Il Centro “Pannunzio” nasce nel 1967, inizialmente come gruppo piemontese degli amici del “Mondo”, l’unico sopravvissuto alla chiusura del giornale, avvenuta nel 1966. Nel 1968 prese l’attuale denominazione, volendo riprendere e recuperare l’intera esperienza pannunziana al di là dello stesso “Mondo”. Nove anni dopo Ignazio Silone scriveva: <Il vero continuatore del “Mondo” è il centro “Pannunzio”. Il centro è una tradizione che vive, una voce che conta, una associazione che cresce>. Artefice primo del Centro fu Arrigo Olivetti, affiancato, fin da allora, da Pier Franco Quaglieni. Il Centro ha promosso migliaia di incontri, di convegni, di conferenze e di mostre e svolge un’intensa attività editoriale. Pubblica gli “Annali del Centro Pannunzio” ed il bollettino “ Pannunzio flash”. Tra i suoi presidenti sono da ricordare Mario Bonfantini, Edoardo Ruffini, Mario Soldati, Alda Croce.
    Ha scritto Giovanni Spadolini: <Il Centro “Pannunzio” è qualcosa di più di un grande centro italiano di cultura, è il simbolo stesso della civiltà laica e democratica del nostro paese fondata sulla tolleranza>.
    Barbara Spinelli, riferendosi al Centro, ha sintetizzato lo spirito che lo anima, parlando di un “ragionare laico, di un ragionare solitario”.
    Nel 1978 il Presidente della Repubblica ha insignito il Centro della medaglia d’oro di prima classe di Benemerito della cultura, della scuola e dell’arte, riconoscimento che nel 1994 venne concesso al suo direttore.
    Il Centro “Pannunzio” ha avuto nel passato tra i suoi esponenti di maggiore spicco: Nicola Abbagnano, Sergio Abeatici, Emilio Bachi, Francesco Barone, Mario Berutti, Nicolò Carandini, Carlo Casalegno, Francesco Compagna, Renzo De Felice, Paolo Greco, Gustav Herling, Giovanni Macchia, Oscar Navarro, Alessandro Passerin d’Entrèves, Enrico Paulucci, Rosario Romeo, Armando Testa, Michele Torre, Aldo Viglione, Giacomo Volpini, Gaetano Zini Lamberti.


    La mostra espone, tra il resto, fotografie documentarie dell’esperienza della redazione de “Il Mondo”; numeri del “Risorgimento liberale” e della rivista “Il Mondo”; vignette e fotografie de “Il Mondo”; documenti inediti relativi al Centro “Pannunzio”, alla sua fondazione e alla sua attività; esposizione di fotografie e di documentazione varia sul Centro “Pannunzio” e i suoi 35 ani di vita; testimonianze sul “Risorgimento liberale”, su “Il Mondo”, su Mario Pannunzio e sull’attività del Centro “Pannunzio”.

  6. #6
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    Predefinito

    La mostra rimarrà aperta dal 15 maggio al 1° giugno con il seguente orario:
    dal Lunedì al Venerdì dalle 10,00 alle 13,00
    dalle 16,00 alle 20,00
    Sabato dalle 9,00 alle 12,00


    È stato pubblicato un catalogo illustrato della mostra che riporta testimonianze, tra gli altri, di Enzo Bettiza, Indro Montanelli, Leone Cattani, Francesco Forte, Roberto Bellato, Bruno Babando. Giorgio Forattini ha dedicato alla mostra una sua vignetta. Il catalogo ha un’introduzione di Pier Luigi Battista.


    La mostra è stata organizzata in occasione del XXXV anno di fondazione del Centro “Pannunzio” fondato da Arrigo Olivetti.
    La mostra intende far rivivere la storia di quei “liberali puri e duri”, come li definì Francesco Compagna, che dall’antifascismo e dalla resistenza (il quotidiano liberale “Risorgimento liberale” uscì prima clandestinamente e poi nelle edicole dal 1944 al 1948 diretto da Mario Pannunzio), all’esperienza esaltante del “Mondo” (durata dal 1949 al 1966) scrissero una pagina importante della vita culturale e civile italiana. Nel passato quel gruppo è stato banalizzato come un circolo di intellettuali un po’ snob, la solita storia delle “mosche cocchiere” e dei “visi pallidi” come con dileggio amava definirli Togliatti.
    Forse oggi ci sono condizioni migliori per tentare un giudizio più distaccato di quell’esperienza.
    Da quella vicenda di uomini ed idee, per iniziativa di Arrigo Olivetti, è nato il Centro “Pannunzio” che ha cercato in questi 35 anni di tramandare e rivivere la grande eredità morale, intellettuale e politica di quel gruppo.
    La mostra è idealmente dedicata a Mario Soldati che fu partecipe di quel gruppo e tra i fondatori del Centro “Pannunzio” di cui, dal 1980 al 1997, fu presidente.
    I curatori si sono limitati ad offrire il materiale per una riflessione ed una discussione senza preconcetti.

  7. #7
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    Predefinito Mario Pannunzio

    Giornalista e uomo di cultura (Lucca 1910 - Roma 1968). Si trasferì ancora ragazzo a Roma, seguendo il padre, un avvocato abruzzese, costretto dai fascisti ad abbandonare la città toscana. A Roma nel 1933 si laureò in legge, ma fin dagli anni giovanili si interessò all'attività giornalistica e culturale. Nel 1932 fondò una piccola rivista di cultura, "Oggi", che chiuse per ragioni politiche dopo pochissimi numeri; la stessa sorte ebbe "La Corrente", fondata l'anno dopo con Moravia e Delfini. P. collaborò più tardi alla sceneggiatura di alcuni film e si dedicò anche alla pittura, esponendo alla Quadriennale di arte nazionale di Roma. Con Arrigo Benedetti fu successivamente redattore capo del primo rotocalco italiano, il settimanale "Omnibus", fondato e diretto da Leo Longanesi. Anche questo giornale (su cui P. tenne dal 1937 al 1939 la rubrica di critica cinematografica) fu costretto dalla censura fascista a cessare le pubblicazioni. Nel 1939 P., insieme a Benedetti, creò il secondo settimanale a rotocalco del giornalismo italiano, "Oggi", che venne soppresso dal regime nel 1941, poiché aveva raccolto attorno a sé l'ambiente più vivo e dissidente della cultura italiana.
    Durante la Resistenza P. fu tra i fondatori del Partito liberale con Nicolò Carandini, Franco Libonati, Leone Cattani, Manlio Brosio ed altri. Insieme ad essi diede vita al quotidiano "Risorgimento liberale" che diresse per tutto il periodo clandestino. Nel dicembre 1943 fu arrestato e rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli da cui uscì nel febbraio dell'anno successivo. Tornò subito al suo posto di lavoro curando, fino alla liberazione di Roma, l'uscita del giornale e l'organizzazione del movimento liberale antifascista. P. continuò a dirigere il quotidiano liberale fino al 1947.
    Nel 1948 collaborò a "L'Europeo" di Arrigo Benedetti e nel febbraio 1949 fondò "Il Mondo" settimanale che diresse ininterrottamente fino alla chiusura, avvenuta nel marzo 1966. Su iniziativa di P. attorno al "Mondo" si formò un gruppo di pressione per l'impostazione e il dibattito dei maggiori problemi della società e della politica italiana che organizzò i "Convegni del Mondo".
    Uomo di raffinata formazione umanistica, P. fu uno degli esponenti di spicco della cultura crociana su cui innestò la lezione di Gaetano Salvemini e di Luigi Einaudi. In tal modo seppe superare vecchi steccati ideologici, rinvigorendo l'idea liberale con nuovi apporti. Sotto questo punto di vista, si può dire che P. abbia contribuito in modo decisivo a far nascere in Italia una cultura liberal-democratica in un senso completamente nuovo anche rispetto alle esperienze gobettiana e amendoliana del primo dopoguerra. Nei riguardi della cultura marxista e di quella cattolica P. esercitò una funzione critica di stimolo al dibattito e al progressivo superamento delle pregiudiziali ideologiche degli anni cinquanta.
    Rispetto all'intellettuale "organico" di matrice gramsciana seppe delineare una figura diversa di uomo di cultura, impegnato sul terreno civile, ma non subordinato a discipline di partito. P. ha partecipato attivamente alla vita politica e ha esercitato anche un magistero importante su molti giovani: "Il Mondo" fu una straordinaria scuola di cultura in cui si formarono alcuni dei migliori intellettuali e giornalisti italiani degli anni successivi alla chiusura del giornale.

    Dal "Grande Dizionario Enciclopedico", U.T.E.T.

  8. #8
    I Have a Dream
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    Ma tu ci vai?
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

  9. #9
    I Have a Dream
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    Osterreicher, ho unito le discussioni... fai più attenzione.

    Ciao.
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

  10. #10
    Le fondamenta di POL
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    Originally posted by Sir Demos
    Osterreicher, ho unito le discussioni... fai più attenzione.

    Ciao.
    Pardon.... in questi giorni faccio tutto di corsa....

    Ciao

 

 
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