
Originariamente Scritto da
Giovineuropa
Ederarossa tocca più temi in un solo messaggio. Focalizziamone per ora soltanto uno: quello della politica linguistica europea.
I trattati impongono il multilinguismo, basato sulle lingue ufficiali degli stati-membri. Questo vale in particolar modo per il Parlamento Europeo, l'unico luogo dove si è ammessi (per volontà degli elettori) anche se non si conosce alcuna lingua straniera, e magari si è analfabeti nella propria (come è il caso di molti irlandesi e di molti lussemburghesi).
L'allargamento ai Paesi del Baltico e dell'Est ha reso ancora meno praticabile il multilinguismo basato sulla traduzione simultanea. Questo problema fu affrontato in commissione nella primavera del 2004, quasi alla scadenza del precedente mandato. Di fronte alla grave carenza di risorse interpretative, il partito radicale propose (attraverso il deputato Gianfranco Dell'Alba, anche se il vero capofila era il suo collega Marco Cappato) di usare l'esperanto come lingua pivot: ognuno sia tradotto in simultanea in esperanto e dall'esperanto ritradotto nelle varie lingue.
Si ebbe così il primo (e finora unico) pronunciamento del Parlamento Europeo in merito all'esperanto. In commissione il paragrafo Dell'Alba fu osteggiato dal gruppo popolare europeo, guidato dal democristiano tedesco Ingo Friedrich (che si era distinto per atteggiamenti anti-inglesi): i filoesperantisti persero per 13 a 12 (con un astenuto), nel voto del 17 marzo 2004 (rapporto 2003/2227 REG). Riproposto come emendamento in aula a Strasburgo, fu respinto il 1° aprile, per una manciata di voti di differenza.
La proposta di emendamento fu firmata massicciamente dai radicali italiani (che allora erano sei o sette), dai verdi e dai deputati EDD (etnisti). Un forte blocco, basato sul PSE, sostenne l'emendamento Dell'Alba. I gruppi di destra e moderati, in primo luogo il PPE, furono contrari. Franchi tiratori ci furono in entrambi gli schieramenti, comunque prevalsero le destre.
Secondo Dell'Alba, "gli oppositori all'emendamento non argomentarono il proprio voto negativo". Secondo Cappato, "esiste una reale forza, in un fronte politico sparso, che è contraria al modello disfunzionante del multilinguismo. E' necessario convincere questa forza della validità dell'esperanto. Il risultato della votazione prova che ci muoviamo su questa strada".
Al momento della seconda votazione era presente fra gli invitati anche il Console della Civitas Esperantica, prof. Walter Zelazny, poi rettore di università in Polonia e candidato al Parlamento Europeo nelle liste che elessero Geremek (quest'ultimo recentemente scomparso in un misterioso incidente automobilistico).
Una forza laica progressista ha dunque un naturale alleato nel Partito Radicale, su questa tematica.