Voglio saperlo, fuori i nomi e i numeri originali, non ci credo che nessuno quaggiù ne ha sentito parlare. E' nato il 27 settembre del 1986, con "L'alba dei morti viventi", copertina di Villa e storia ispirata all'incredibile film di Romero. L'ho scoperto in seconda liceo, che era già al numero 48, il bellissimo e lovercraftiano "Horror Paradise", con disegni inenarrabili di Castellini, e da lì è nato un amore di quelli impossibili e per questo reale e sincero. Ho amato sino allo spasmo il numero 39, "Il signore del silenzio", la storia di Uskebasi, dio del sonno eterno che a cavallo di una lepre puniva i presuntuosi che volevano sapere il segreto della vita e della morte. Ho amato Casertano e le sue chine, e gli incredibili personaggi che circondavano "Dylanbello" nella sua corsa contro la morte, per proteggere, come sempre qualcuno che ama o di cui si innamorerà.
Ho sognato sogni infami su "Mefistofele", il secondo speciale disegnato da Corrado Roy. Una trama su cui si potrebbe fare qualunque cosa e sempre goderne, da un libro a un quadro a un film a un sogno a occhi semiaperti sulla propria vita, senza alcun bisogno di citare Faust e Urfaust. E ho quasi pianto guardando i disegni di Angelo Stano in "Storia di nessuno". Uno Schiele a buon mercato per alcuni, un poeta della matita, per molti altri. E ancora "Golconda", storia di un demone cui è impazzito il centralino telefonico, di cui ho assorbito nel mio linguaggio comune la battuta fra due diavoli membri di un gruppo rock: "Ma che ti salta in testa?"_ "Microtrolls, naturalmente!".
Inutile dire, che i microtrolls saltavano davvero...
E ancora "Alfa e Omega", ripreso dallo splendido "Possession" con Isabelle Adjani, in cui un essere divino piovuto dallo spazio incarna i sogni e gli incubi quotidiani, rivelandosi poi uno spirito inerme e innocente, cui era stata data la facoltà di sognare...
E "Prima di mezzanotte", bellissimo esempio di trama ipertestuale, pieno di rimandi tra cui Ettore Petrolini rivisitato in chiave horror da un serial killer con la faccia di Mickey Rourke prima delle plastiche facciali:"L'ascia lascia la scia sull'uscio..."
Mio dio, sto ctando a memoria. La mia collezione è un ricordo materialmente lontano, l'unica cosa che ho lasciato in ordine, in quella che anni fa fu la mia stanza.
A lui pensavo ieri notte, mentre mi addormentavo, in un sogno lontano. Come qualcosa che si è amato tanto e che non è mai perso, immutabile, nel tempo, mentre noi passiamo.
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La smetto ora, ne parlerò ancora...




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