"Sulle impronte agli immigrati andremo avanti"
Mentre già è guerra in aula sul ddl Bossi-Fini, la relatrice Bertolini (Forza Italia) difende la norma più contestata: "Così salvaguardiamo gli onesti". E lo sponsor? "Idea sbagliata".
di Franco Chirico
ROMA - Forse non è proprio esaltante essere la relatrice alla Camera di un disegno di legge considerato cruciale per la maggioranza, e doversi però confrontare quasi ogni giorno sia con gli ostruzionismi dell'opposizione che con gli scontri sotterranei dentro lo stesso centrodestra. Forse non è molto gratificante sentirsi dire dai vertici della coalizione che la legge va approvata il prima possibile, e poi dover fronteggiare valanghe di emendamenti che ne rallentano spasmodicamente l'iter. Forse non è gradevole cominciare il dibattito parlamentare con i banchi dell'Aula di Montecitorio quasi deserti (perché il lunedì i deputati restano ancora nel loro collegio) già sapendo che l'obiettivo di varare la legge sull'immigrazione entro questa settimana è fallito in partenza.
Eppure Isabella Bertolini (Forza Italia) è questo che fa con imperturbabile serenità. Ma anche con rigorosa determinazione visto che è lei in prima persona ad aver presentato (difendendola tuttora strenuamente) la norma che impone di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari.
E lo fa nonostante un suo compagno di partito abbia proposto a sorpresa solo pochi giorni fa un emendamento che scardinava l'impianto del provvedimento sin qui faticosamente costruito. E nonostante su questioni come le badanti, l'asilo politico e i tempi di permanenza dei clandestini nei centri di accoglienza la maggioranza continui a litigare.
Onorevole Bertolini ma valeva la pena di andare così di fretta per poi dover comunque rallentare in modo tanto vistoso? La legge a questo punto sarà licenziata per lo meno a giugno...
La fretta è dovuta alla situazione difficile che si è creata a livello di sicurezza sociale sul problema immigrazione. Da un lato quindi il rallentamento procedurale dispiace, perché volevamo presentare la legge agli elettori per le amministrative. Ma da un altro punto di vista ci consente di riflettere e approfondire. Visto che le proposte di modifica interessanti non sono state poche nelle ultime settimane. Insomma non tutto il male viene per nuocere.
Ma non sarà che avevate assecondato un po' troppo le esigenze elettorali della Lega?
Inutile negare che la Lega ci aveva chiesto di rendere prioritaria la soluzione di questo problema (che del resto fa parte del programma di governo). Non ce l'abbiamo fatta per il voto del 26 maggio, ma ce la faremo sicuramente poche settimane dopo.
Non è che la sua esperienza di relatrice le lascia l'impressione di un eccesso di parlamentarismo nel nostro sistema politico?
No. Tempi e modi del confronto parlamentare sono efficaci e servono a focalizzare i problemi; e a risolverli con precisione e spirito collaborativo (anche se in questa circostanza l'opposizione ne ha mostrato poco o nulla). Sinceramente non me la sento di lamentarmi per delle lentezze che in fin dei conti sono anche garanzie istituzionali.
Neanche una settimana fa un suo collega di partito, Dario Rivolta, ha proposto un emendamento che ripristinava la figura dello sponsor. Proprio una di quelle norme che il centrodestra più contesta della vecchia Turco-Napolitano. Rivolta dice che è irrealistico ingaggiare lavoratori extracomunitari al buio, senza poterne verificare sul campo le capacità.
Rivolta sbaglia perché noi da un lato consentiamo l'ingresso solo al lavoratore straniero che ha già un contratto. Ma dall'altro potenziamo enormemente la possibilità di reperire nei paesi d'origine la mano d'opera, attraverso sinergie e collaborazioni fra l'Italia e gli Stati coinvolti".
E' sempre convinta della sua idea di prendere le impronte digitali a tutti gli extracomunitari? C'è chi ha parlato di schedatura illiberale.
Io stessa non avrei nessun problema a farmi prendere le impronte digitali se può servire alla sicurezza e alla legalità nel mio paese. Nella mia proposta non c'è nulla di illiberale, mi creda. C'è solo l'esigenza di salvaguardare gli interessi degli italiani e degli stranieri che vengono qui da noi per lavorare onestamente.
(13 MAGGIO 2002; ORE 207)
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Oggi inizia la manfrina di questa legge, sono proprio curiosa di vedere a che punto riusciranno a portarci i democristi....
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