Attualmente la presidenza semestrale dell’Ue è ricoperta dalla Spagna, un paese con il quale il governo ha buoni rapporti e lei, ministro, nel vertice di Santiago de Compostela ha precisato i suoi timori. Reazioni?
"Quando noi ministri partecipiamo ai vertici del Consiglio d’Europa legiferiamo, scriviamo norme che, se accettate, hanno valore di legge. Legiferiamo senza Parlamento, in quanto siamo soltanto in quindici, e legiferiamo in maniera segreta, senza resoconto stenografico. Ebbene, posso tranquillamente affermare che le leggi che stiamo scrivendo, nonostante il mio intervento e le mie critiche, vanno proprio in direzione del Superstato europeo".
Non per nulla il ministro inglese per gli Affari europei, Peter Hain, ha paragonato il processo decisionale nell’Ue, per la sua mancanza di trasparenza, a quello della Corea del Nord.
"Sì, ho letto quanto dichiarato da Hain. E ho letto anche le critiche del cancelliere tedesco Schroeder alla commissione europea. Insomma, io chiedo, da parte degli alleati di governo, soltanto un po’ di coerenza. Siamo contro l’ipotesi di un Superstato? Sì. Allora battiamoci nelle sedi competenti per impedirne la nascita. Ma ciò, finora, non sta assolutamente accadendo".
(...) Ministro Castelli, qual è la sua posizione sulla legge europea che dovrebbe andare a perseguire i cosiddetti reati di razzismo e di xenofobia?
"La definizione del reato secondo la commissione europea riguarda anche il semplice "convincimento di essere superiori ad un’altra razza". Questo è un reato d’opinione bello e buono. Sono i fatti che devono essere perseguiti penalmente, non certo le opinioni o i convincimenti. La Lega si batte per eliminare il reato d’opinione dal codice penale italiano, figuriamoci se permetteremo l’estensione dello stesso reato a tutta l’Europa".
Gianluca Savoini, la Padania




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