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    Stalinismo Berlusconiano
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    Predefinito POLITICA / La Sinistra, la Destra e il PdL

    DESTRA E SINISTRA NELLE DEMOCRAZIE DELL’OCCIDENTE

    Destra e sinistra sono due termini che, detti così, possono significare tutto e niente.
    Nelle democrazie occidentali, però, almeno fino all’esplosione dell’ubriacatura mercatista in seno alle destre dopo la caduta del muro di Berlino, sono due termini che vengono utilizzati per distinguere l’area liberal-progressista, antireligiosa, multiculturalista, statalista e relativista (la sinistra) dall’area liberal-conservatrice, riformista, liberale nelle materie economiche, legata alla tradizione e alla cultura cristiana, vicina ad un’idea di gestione dell’immigrazione molto rigida che rifugge la xenofobia e il razzismo proprio governando il fenomeno con rigore e tutelando gli usi e i costumi, l’identità, il sentire comune degli autoctoni.

    LA “NUOVA DESTRA”


    Di questi tempi, però, assistiamo all’ascesa di una “nuova Destra” che assomiglia in tutto e per tutto alla sinistra. E’ una “destra” che rifiuta qualsiasi identità religiosa e nazionale, che esercita pressioni per ottenere velocemente il voto per gli extracomunitari, che accoglie l’idea di concedere una tutela delle coppie di fatto equiparabile a quella delle coppie nate dal matrimonio, che vuole restringere la sfera spirituale ad una questione meramente individuale e che è a favore di una politica di tolleranza nei confronti del mondo islamico.
    Insomma una “destra” che rifiuta l’essenza stessa della Destra e che la dileggia, la liquida come antiquata e oscurantista e mira sostanzialmente ad omologare la destra al “pensiero unico” che vede come “progresso” positivo qualsiasi novità che la mente umana e la realtà che ci circonda partoriscono.
    In Italia, a raccogliere il testimone di questa “nuova destra” è stato il Presidente della Camera ed ex-Presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini.
    Proprio lui, che sino alla fine degli anni 80 parlava di “fascismo del 2000″ e festeggiava le ricorrenze della marcia su Roma, ora si presenta come leader della corrente laicista e progressista del PDL affiancato da ex-radicali come Benedetto Della Vedova e da liberalsocialisti come Caldoro.
    Il suo lavoro puntiglioso per fare del PDL una sorta di destra in stile “Conservatives” inglesi è iniziato ufficialmente al 1° congresso nazionale del partito: i richiami alla laicità dello Stato e le sue remore sulla Legge Calabrò in merito al testamento biologico sono il primo passo per lanciare una sfida culturale e politica al folto schieramento cattolico-conservatore a cui Berlusconi fino ad ora ha sempre affidato il testimone dell’elaborazione delle idee all’interno del centrodestra e ora del Popolo della Libertà.

    LA SFIDA TRA “NUOVA DESTRA” E CONSERVATORI ALL’INTERNO DEL POPOLO DELLA LIBERTA’

    La “battaglia” è iniziata. Il nostro PDL che basa il valore della dignità umana e della persona sulle robuste radici della cultura cristiana e che vuole affrontare la globalizzazione cercando di domarla e di gestirla e il loro PDL, che invece vorrebbe farsi governare dal progresso e dalla globalizzazione rinunciando all’identità, a quello che siamo e alla nostre radici.
    Il nostro centrodestra liberalconservatore non può essere tacciato di “oscurantismo” o marchiato a fuoco con l’accusa di voler instaurare un regime teocratico perchè il vero liberale di destra è colui che legifera seguendo il comune sentire della maggioranza del suo popolo, che adotta come guida i valori fondanti della nostra società e della nostra civiltà, che è consapevole del fatto che la nostra libertà, il nostro benessere, il nostro approccio liberale alle questioni deriva dalla nostra tradizione politica, culturale e religiosa e non è affatto vero che tutte le culture hanno lo stesso valore. Non dobbiamo aver timore di dire, come fece Silvio Berlusconi tempo fà, che la nostra civiltà è superiore proprio perchè ha nel suo DNA il rispetto dei diritti e delle libertà della persona!
    Se è vero che l’età moderna ha comportato una rottura rispetto alla tradizione, è altrettanto reale il bisogno di dare alle nostre istituzioni democratiche dei riferimenti chiari e netti, perchè il relativismo è la fine della nostra civiltà. Questo è il ruolo di un soggetto politico di Destra che si ispira ai valori del conservatorismo occidentale. Se la Destra viene meno al suo ruolo e ai suoi doveri e accetta supinamente la demagogia, il radicalismo, il progressismo, il laicismo di Stato tanto vale che si aggreghi direttamente alla sinistra.


    L'articolo su Falcodestro

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    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

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    Predefinito Riferimento: POLITICA / La Sinistra, la Destra e il PdL

    Sono in completo disaccordo con l'estensore di questo articolo, che ha utilizzato i termini "destra" e "conservatori" secondo una logica assai soggettiva e opinabile.

    Innanzitutto non esiste la "destra" quale categoria politica, esiste invece come luogo - mobile e talvolta persino provvisorio - per le forze liberali, moderate e conservatrici.

    In secondo luogo il conservatorismo non rappresenta un'ideologia, quindi rifiuta ogni fissità di pensiero a vantaggio del pragmatismo.

    I conservatori difendono la tradizione, ma non si confondono con i Tradizionalisti, a differenza dei quali non basano il loro pensiero su una Rivelazione, ma sulla Storia. Dunque, il conservatore non conserva ogni cosa del suo passato, ma solo ciò che può servire ad equilibrare e stabilizzare le novità del presente.

    Non esiste, infine, nessuna "nuova destra". Il termine, usato più volte dalla stampa italiana, è servito per identificare negli anni il reaganismo, quindi il pensiero di Alain De Benoist, ed oggi quindi la nuova "terza via" conservatrice di Sarkozy, Cameron e Fini.

    A contrastare, nel PDL, questa linea moderata non sono i "conservatori", come erroneamente riportato nell'articolo, ma un gruppo di cattolici liberali organizzati attorno alla fondazione Magna Carta, a cui si aggiungono Baget Bozzo e Giuliano Ferrara. Il tentativo di costoro è di importare in Italia il "neoconservatorismo" americano nella sua specifica accezione "teo". A seguire questo arcipelago di testate e fondazioni ci sono movimenti cattolici quali Comunione e liberazione, Alleanza Cattolica e l'Opus Dei, che supportano le battaglie culturali della "christian right" USA.

    C'è da rimarcare inoltre come in nessuna nazione europea esista un "conservatorismo" dei Valori, e che in America gli evangelicals, i fondamentalisti e i cattolici di destra solo per convenzione giornalistica vengono fatti rientrare nei "social conservatives", i cui rappresentanti più autentici sono laici.

    L'idea che un conservatorismo non basato sul tradizionalismo religioso sia un progressismo, che rappresenti una sinistra mascherata, è la vecchia e perdurante accusa mossa dalla reazione al liberalismo moderato, indicato quale cavallo di troia dei movimenti radicali e socialisti. In realtà il conservatorismo a differenza dei reazionari d'ogni sorta non ha una visione orrorifica della modernità in quanto nasce propriamente con essa. L'atteggiamento tipico dei conservatori sarà sempre quello di proteggere la modernità dai suoi aspetti degenerativi ed infini autodistruttivi.

    Infine, il conservatorismo, se non accetta il relativismo delle sinistre, rifiuta altresì l'assolutismo degli integralisti religiosi facendo propria una scelta di libertà. In quanto forza pragmatica e realista tiene conto dei mutamenti sociali e ne prende atto. Oggi la società europea vive una fase storica che a buon titolo si può ritenere post-cristiana. Le chiese sono sempre più vuote di fedeli e la religione è comunemente apprezzata solo quando è fonte di solidarietà sociale.

    In questo l'elettorato di centrodestra non diverge particolarmente da quello di sinistra, come i sondaggi puntualmente segnalano. La sterzata "integralista" del PDL sulle questioni etiche non va incontro all'espresso volere dei suoi elettori, ma conta sul disinteresse o la rassegnazione di molti di essi, per omaggiare le potenti gerarchie vaticane e di impedire ad una terza forza, quale l'UDC, di fare il pieno del voto cattolico.

    In questo agire, assai più machiavellico che fondamentalista, il PDL conferma di essere, al pari degli altri partiti del popolarismo europeo, una forza politica che si fa guidare dalla ragione e dall'interesse. Forza conservatrice, appunto.
    SADNESS IS REBELLION

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    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Sono in completo disaccordo con l'estensore di questo articolo, che ha utilizzato i termini "destra" e "conservatori" secondo una logica assai soggettiva e opinabile.

    Innanzitutto non esiste la "destra" quale categoria politica, esiste invece come luogo - mobile e talvolta persino provvisorio - per le forze liberali, moderate e conservatrici.

    In secondo luogo il conservatorismo non rappresenta un'ideologia, quindi rifiuta ogni fissità di pensiero a vantaggio del pragmatismo.

    I conservatori difendono la tradizione, ma non si confondono con i Tradizionalisti, a differenza dei quali non basano il loro pensiero su una Rivelazione, ma sulla Storia. Dunque, il conservatore non conserva ogni cosa del suo passato, ma solo ciò che può servire ad equilibrare e stabilizzare le novità del presente.

    Non esiste, infine, nessuna "nuova destra". Il termine, usato più volte dalla stampa italiana, è servito per identificare negli anni il reaganismo, quindi il pensiero di Alain De Benoist, ed oggi quindi la nuova "terza via" conservatrice di Sarkozy, Cameron e Fini.

    A contrastare, nel PDL, questa linea moderata non sono i "conservatori", come erroneamente riportato nell'articolo, ma un gruppo di cattolici liberali organizzati attorno alla fondazione Magna Carta, a cui si aggiungono Baget Bozzo e Giuliano Ferrara. Il tentativo di costoro è di importare in Italia il "neoconservatorismo" americano nella sua specifica accezione "teo". A seguire questo arcipelago di testate e fondazioni ci sono movimenti cattolici quali Comunione e liberazione, Alleanza Cattolica e l'Opus Dei, che supportano le battaglie culturali della "christian right" USA.

    C'è da rimarcare inoltre come in nessuna nazione europea esista un "conservatorismo" dei Valori, e che in America gli evangelicals, i fondamentalisti e i cattolici di destra solo per convenzione giornalistica vengono fatti rientrare nei "social conservatives", i cui rappresentanti più autentici sono laici.

    L'idea che un conservatorismo non basato sul tradizionalismo religioso sia un progressismo, che rappresenti una sinistra mascherata, è la vecchia e perdurante accusa mossa dalla reazione al liberalismo moderato, indicato quale cavallo di troia dei movimenti radicali e socialisti. In realtà il conservatorismo a differenza dei reazionari d'ogni sorta non ha una visione orrorifica della modernità in quanto nasce propriamente con essa. L'atteggiamento tipico dei conservatori sarà sempre quello di proteggere la modernità dai suoi aspetti degenerativi ed infini autodistruttivi.

    Infine, il conservatorismo, se non accetta il relativismo delle sinistre, rifiuta altresì l'assolutismo degli integralisti religiosi facendo propria una scelta di libertà. In quanto forza pragmatica e realista tiene conto dei mutamenti sociali e ne prende atto. Oggi la società europea vive una fase storica che a buon titolo si può ritenere post-cristiana. Le chiese sono sempre più vuote di fedeli e la religione è comunemente apprezzata solo quando è fonte di solidarietà sociale.

    In questo l'elettorato di centrodestra non diverge particolarmente da quello di sinistra, come i sondaggi puntualmente segnalano. La sterzata "integralista" del PDL sulle questioni etiche non va incontro all'espresso volere dei suoi elettori, ma conta sul disinteresse o la rassegnazione di molti di essi, per omaggiare le potenti gerarchie vaticane e di impedire ad una terza forza, quale l'UDC, di fare il pieno del voto cattolico.

    In questo agire, assai più machiavellico che fondamentalista, il PDL conferma di essere, al pari degli altri partiti del popolarismo europeo, una forza politica che si fa guidare dalla ragione e dall'interesse. Forza conservatrice, appunto.




    Il neoconservatorismo è l'unica via per vincere le sfide della modernità nel solco della tradizione.
    Il termine "destra" l'ho volutamente declinato nel significato a cui io ritengo che debba corrispondere, in un bipolarismo occidentale la destra è quella parte politica che è consapevole che il valore della vita, della libertà e dei diritti dell'individuo sono parte integrante della nostra vita grazie alla nostra tradizione, alla nostra storia, alle nostre radici e non per puro caso.
    A me interessa gran poco di fregiarmi di etichette e titoletti come ben sai, a me interessa una politica che difenda la mia libertà, i miei valori, le mie radici, le mie tradizioni e che non accetti di far passare l'idea che se siamo civili è semplicemente grazie al progresso.
    La Cina è un esempio lampante di tutto ciò, la Cina è una nazione progredita ma incivile. Per questo è sbagliato riconoscere eguale valore ad altre culture e concedere loro parità di diritti sul nostro territorio.
    L'idea che un conservatorismo che accetti il relativismo e l'idea che il progresso sia l'unica bussola che ci deve guidare e che rinneghi il ruolo fondamentale del cristianesimo nella nostra società non sia un conservatorismo è semplicemente basata sui fatti. Questo "conservatorismo" è la negazione di se stesso, propone le stesse cose che propongono i radicali e i progressisti....è una destra che depone le armi e la dimostrazione di questo è proprio la riluttanza (che mostri anche te caro Mr. Right) ad accettare il termine "Destra".
    Vecchia, e storicamente sventolata dai progressisti, dai radicali e dai comunisti è la bandiera dell'anticlericalismo e dell'antipatia per il Vaticano e vecchissima è anche l'accusa di oscurantismo e di talebanismo (di pannelliana memoria).
    Alfredo Mantovano non è un fautore della teocrazia, è un liberalconservatore che vive il suo tempo.

    Se è vero che la Chiesa è in crisi in una società secolarizzata, questo non ci autorizza a rinnegare la cultura cristiana e a venir meno a quelle coordinate che dovrebbero guidare ogni conservatore italiano nell'azione politica.
    Se rinneghiamo le nostre radici cristiane la società che ci attende non sarà post-cristiana caro Mr. Right ma islamizzata.
    O pensi che l'Islam accetti di buon grado la vostra idea di società nichilista e relativista?
    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Dimitri Oblomov Visualizza Messaggio
    Il neoconservatorismo è l'unica via per vincere le sfide della modernità nel solco della tradizione.
    Il termine "destra" l'ho volutamente declinato nel significato a cui io ritengo che debba corrispondere, in un bipolarismo occidentale la destra è quella parte politica che è consapevole che il valore della vita, della libertà e dei diritti dell'individuo sono parte integrante della nostra vita grazie alla nostra tradizione, alla nostra storia, alle nostre radici e non per puro caso.
    A me interessa gran poco di fregiarmi di etichette e titoletti come ben sai, a me interessa una politica che difenda la mia libertà, i miei valori, le mie radici, le mie tradizioni e che non accetti di far passare l'idea che se siamo civili è semplicemente grazie al progresso.
    La Cina è un esempio lampante di tutto ciò, la Cina è una nazione progredita ma incivile. Per questo è sbagliato riconoscere eguale valore ad altre culture e concedere loro parità di diritti sul nostro territorio.
    L'idea che un conservatorismo che accetti il relativismo e l'idea che il progresso sia l'unica bussola che ci deve guidare e che rinneghi il ruolo fondamentale del cristianesimo nella nostra società non sia un conservatorismo è semplicemente basata sui fatti. Questo "conservatorismo" è la negazione di se stesso, propone le stesse cose che propongono i radicali e i progressisti....è una destra che depone le armi e la dimostrazione di questo è proprio la riluttanza (che mostri anche te caro Mr. Right) ad accettare il termine "Destra".
    Vecchia, e storicamente sventolata dai progressisti, dai radicali e dai comunisti è la bandiera dell'anticlericalismo e dell'antipatia per il Vaticano e vecchissima è anche l'accusa di oscurantismo e di talebanismo (di pannelliana memoria).
    Alfredo Mantovano non è un fautore della teocrazia, è un liberalconservatore che vive il suo tempo.

    Se è vero che la Chiesa è in crisi in una società secolarizzata, questo non ci autorizza a rinnegare la cultura cristiana e a venir meno a quelle coordinate che dovrebbero guidare ogni conservatore italiano nell'azione politica.
    Se rinneghiamo le nostre radici cristiane la società che ci attende non sarà post-cristiana caro Mr. Right ma islamizzata.
    O pensi che l'Islam accetti di buon grado la vostra idea di società nichilista e relativista?
    Penso di poterti rispondere adeguatamente perchè ciò che hai scritto tu oggi l'avrei potuto sottoscrivere anch'io appena un anno fa. Gli ultimi mesi hanno dimostrato invece, se ce n'era bisogno - ed io, lo ammetto, ci ho messo del tempo per farmene una ragione - che il neoconservatorismo, oltre ad essere un fenomeno tipicamente americano che non ha eguali in Europa, ha fallito tutti i suoi obiettivi: diffondere all'estero la democrazia americana e combattere in patria l'individualismo liberale.

    L'elezione di Obama è stata il frutto della supponenza neocon di guardare al mondo come se fosse una provincia dell'America. Il risultato è stato che, più della crisi economica, ha pagato la volonta radicale della destra USA di mutare gli equilibri della società contemporanea.

    Dopo gli europei, anche gli americani hanno respinto l'idea neoconservatrice di un patriottismo esaltato a suon di bombe & preghiere. Per molti questa politica non era troppo dissimile da quella talebana. Bush e Bin Laden volevano entrambi la guerra, volevano entrambi un mondo ordinato secondo logiche religiose e militari.

    La verità è che gli occidentali di oggi non ne vogliono più sapere nè delle bombe nè delle preghiere. Sono individualisti a cui interessa solo il proprio lavoro, il sesso e svagarsi per quel che possono. Il resto non interessa.

    Certo, in momenti particolari come l'11 settembre o il terremoto in Abruzzo si riaccende in noi la fiammella comunitaria, si riscopre lo spirito di sacrificio e la dedizione verso il prossimo; ma questi atteggiamenti solidaristici sono destinati ad affievolirsi in breve tempo.

    In una società secolarizzata chi crede incute paura. Perchè chi crede è disposto a morire per la propria Fede. E chi è disposto a morire, spesso, è disposto pure ad uccidere. L'uomo occidentale non crede più e alle istituzioni chiede espressamente di non invadere il suo privato. Cerca, per quanto è possibile, di lenire le proprie sofferenze su questa vita. All'altra non pensa. Se ci sarà bene, altrimenti pazienza.

    Questo atteggiamento di chi è portato a vivere giorno per giorno, senza grandi progetti per il futuro, spiega il grande successo di filosofie e terapie buddistiche che demoliscono tutti i miti tradizionali e sviluppano il senso dell'autostima. Ecco perchè Il Codice da Vinci ha sbancato in libreria e al botteghino presso un pubblico, almeno in Europa, assolutamente trasversale sul piano delle scelte politiche.

    In questa società è inutile continuare a discutere in termini di destra e sinistra, una divisione che è frutto di vecchie ideologie ritenute desuete da un numero sempre più crescente di persone.

    Permane ancora una sinistra fondamentalista che grida contro il libero mercato, una sinistra sempre più reazionaria che si ispira a Rousseau ed è intrisa di ecologismo, animalismo, pacifismo, terzomondismo... E poi c'è il popolo del Dio cristiano, anch'esso di dimensioni piuttosto ridotte ed egualmente battagliero.

    Nel mezzo c'è il grande maelstrom dei liberali moderati: alcuni guardano ancora di riflesso a destra e altri a sinistra; altri ancora si identificano in tizio o in caio. Ma sulle questioni fondamentali, gratta gratta, si è tutti d'accordo su un capitalismo regolato, su di uno Stato che combatta il crimine, sulla sicurezza del posto di lavoro, sul rispetto dei diritti individuali.

    Se destra e sinistra si dissolvono, la società torna a dividersi in radicali (marxisti, ecologisti, populisti, nazionalisti, fondamentalisti religiosi) e moderati (liberali, conservatori, riformisti). I primi vorrebbero cambiare questo mondo di cui pensano tutto il male possibile, pur con accenti diversi. I secondi, invece cercano di assecondarne i processi - con animo prudente e guardingo oppure più fiducioso e risoluto.

    Questa, mi pare, sia la situazione al giorno d'oggi. Chi vuole davvero conservare deve fare i conti con questa società, con questo mondo, e non inventarsene uno a propria somiglianza.
    SADNESS IS REBELLION

  5. #5
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    Secondo me l'errore che fate un pò tutti è quello di voler categorizzare il PDL in una singola ideologia politica. Mi dispiace ma è una battaglia persa in partenza già in FI e AN esistevano diverse linee di pensiero che si ripresentano con qualche aggiunta nel grande contenitore che è il PDL. Tanto per ricordarvene qualcuna sono presenti radicali, socialisti, liberali, cattolici, repubblicani ... e potrei continuare. Oltretutto il partito non è nato come da programma (se ne doveva occupare Adornato) con una vera identià, ma da un "colpo di testa" di Berlusconi.
    Quello che sta avvenendo adesso è uno scambio di idee tra le diverse anime e credo che sia impossibile arrivare ad una sintesi unitaria, a maggior ragione se si parla di un partito che punta al 51 %.

  6. #6
    Stalinismo Berlusconiano
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    Citazione Originariamente Scritto da SaToSHi80 Visualizza Messaggio
    Secondo me l'errore che fate un pò tutti è quello di voler categorizzare il PDL in una singola ideologia politica. Mi dispiace ma è una battaglia persa in partenza già in FI e AN esistevano diverse linee di pensiero che si ripresentano con qualche aggiunta nel grande contenitore che è il PDL. Tanto per ricordarvene qualcuna sono presenti radicali, socialisti, liberali, cattolici, repubblicani ... e potrei continuare. Oltretutto il partito non è nato come da programma (se ne doveva occupare Adornato) con una vera identià, ma da un "colpo di testa" di Berlusconi.
    Quello che sta avvenendo adesso è uno scambio di idee tra le diverse anime e credo che sia impossibile arrivare ad una sintesi unitaria, a maggior ragione se si parla di un partito che punta al 51 %.



    Sono d'accordo.
    Ma, se per ora, prevale il berlusconismo che su certe questioni premia la linea che prediligo io...quando non ci sarà più lui bisognerà decidere quale strada intraprendere pena fratture interne che ora non si verificano proprio perchè la presenza di Berlusconi è un collante che tiene uniti tutti.
    Lo scambio di idee direi che è un buon punto di partenza comunque.
    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

  7. #7
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    E' presto per iniziare a parlare di dopo Belursconi ci sono troppe variabili da definire che potrebbero creare scenari politici agli antipodi. Penso al futuro del PD se dovesse scogliersi cambierebbe un pò tutto, penso a Casini, penso al referendum di cui pochi parlano ma che a mio parere è il cardine su cui tutto ruota.

  8. #8
    Stalinismo Berlusconiano
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    D'altronde mi pare di capire che io e Mr Right siamo su due posizioni inconciliabili, che rappresentano poi i due filoni che si daranno battaglia nel PdL.
    Trovo comunque piuttosto ingiusto e scorretto sostenere che i cristiani siano una minoranza battagliera in Italia ed etichettarli come fondamentalisti. Questo si che è un atteggiamento "radicale".
    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

  9. #9
    Stalinismo Berlusconiano
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    Citazione Originariamente Scritto da SaToSHi80 Visualizza Messaggio
    E' presto per iniziare a parlare di dopo Belursconi ci sono troppe variabili da definire che potrebbero creare scenari politici agli antipodi. Penso al futuro del PD se dovesse scogliersi cambierebbe un pò tutto, penso a Casini, penso al referendum di cui pochi parlano ma che a mio parere è il cardine su cui tutto ruota.


    Può darsi. Ma non capisco cosa proponi in alternativa al dibattito che stiamo portando avanti io e florian.
    Non penso che sia un male scambiarsi delle idee, sopratutto alla luce del fatto che nel PDL sono presenti due filoni culturali così differenti tra loro.
    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Dimitri Oblomov Visualizza Messaggio
    DESTRA E SINISTRA NELLE DEMOCRAZIE DELL’OCCIDENTE


    Altri articoli di Eugenio Vanoli
    allora sei tu Eugenio...
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

 

 
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