un altro capitolo per la lunga serie di "misteri" italiani...
cordialmente
haring
da "la Repubblica.it"
La svolta nell'inchiesta maturata negli ultimi giorni
Alla tesi del suicidio la famiglia non aveva mai creduto
Morte dell'esperto informatico
ora si indaga per omicidio
ROMA - Svolta nell'inchiesta sulla morte di Michele Landi, il tecnico informatico già perito nel caso D'Antona, trovato impiccato nella sua abitazione di Guidonia Montecelio il 4 aprile scorso. La procura di Tivoli procede ora per il reato di omicidio. Secondo quanto si è appreso, l'intestazione del fascicolo (in precedenza era "atti relativi a") è cambiata nei giorni scorsi.
Sarebbero state le ultime risultanze investigative a far cambiare direzione alle indagini del pm Salvatore Scalera su quello che sin dalle prime battute sembrava essere un suicidio. Tesi che aveva trovato conforto anche dai risultati dell'autopsia che parlava di morte provocata da asfissia per impiccagione, ma che non era, e continua a non essere, condivisa da familiari, amici e conoscenti dell'esperto informatico.
Gli esiti degli ultimi risultati di laboratorio, specie quelli tossicologici, hanno del resto destato qualche perplessità, come il fatto che Landi, al momento della morte, fosse completamente ubriaco. E tuttora rimane avvolta dal mistero la cancellazione, dopo la morte dell'informatico, di tutti i file contenuti in un sito segreto di cui solo Landi conosceva le password di accesso.
"Noi lo sapevamo già - ha commentato la madre della vittima -. Mio figlio non aveva ragione per uccidersi. Questa svolta nell'indagine ribadisce quello che noi abbiamo sempre detto: Michele è stato ucciso". "La giustizia fa le cose giuste - si limita a dire - . Non abbiamo mai smesso di pensarlo. Altro non vogliamo aggiungere".
Intanto, si è appreso che i carabinieri torneranno nell'abitazione del tecnico informatico in via Lucera, nel borgo medievale di Montecelio, a Guidonia, per fare ulteriori accertamenti. A partire dalla ricostruzione della posizione del corpo. I primi dubbi, infatti, erano apparsi proprio per la posizione anomala nel ritrovamento del corpo. Per impiccarsi con la corda legata alla rampa della scala interna Landi avrebbe dovuto prima sollevarsi con le braccia premendo solo con le mani e poi lasciarsi andare di scatto sollevando bene i piedi. Altrimenti avrebbe toccato a terra.
Al momento del ritrovamento, invece, l'informatico sfiorava il divano sottostante alla scala. Nella caviglia aveva ancora il tutore di sostegno per una lieve frattura al piede e nelle tasche il portafoglio con i soldi, mentre in casa circolavano le gatte alle quali era affezionatissimo. Landi, infine, qualche giorno prima aveva confidato ad alcuni amici di aver fatto una scoperta importante e che si sentiva spiato e pedinato.
(16 maggio 2002)




Rispondi Citando
