



L'unica cosa buona del discorso del papa è che "Giovanni Paolo II ha quindi esaltato la spiritualità ed il ruolo, storico ed attuale del monachesimo ortodosso, esemplare anche per resistere alle ''suggestioni malvage che il demonio cerca di insinuare'' persino nel cuore dei monaci, oltre che nei cristiani, nell'esistenza dei quali ''oggi più che mai gli idoli sono seducenti, le tentazioni pressanti''.
Forse si riferiva alla suggestione deminiaca di aderire a quella eresia relatiovistica che va sotto il nome di ecumenismo. Quando i papi erano ortodossi anch'essi resistevano alle eresie: quando i primi sventurati introdusseri il Filioque nel Credo il papa Leone III fece collocare ai lati della Confessione di San Pietro nella Basilica Costantiniana du scudi d'argento col testo inalterato , in latino ed in greco, e l'epigrafe: Haec ego Leo posui amore et cautela Orthodoxae Fidei (Questi li ho posti io, Leone, per amore e salvaguardia delle fede ortodossa). E Giovanni VIII scrisse a san Fozio, ed i suoi legati ribadirono nell'VIII Sinodo: Quelli che hanno fatto l'aggiunta li pongo nel posto di Giuda, perdchè hanno lacerato le membra di Cristo", Così come San Gregorio I Dialogo, il Grande, scriveva al Patriarca di Alessandria, nella polemica sul titolo di "ecumenico" al patriarca di Costrantinopoli: " non mi chiamare Vescovo universale, perchè se c'è un Vescovo universale allora tu non sei Vescovo; per la sede mi sei uguale, per dottrina più grande, per santità esempio".
Questo quando i papi erano ortodossi......
Ora sono i Patriarchi nostri a cedere su tutti i fronti non resistendo alle seduzioni del diavolo. La potente chiesa romana attira con la seduzione del mondo. Qualcuno resiste, e sull'Athos, al monastero di Esfigmenu, si è cessato di commemorare l'eretico patriarca di Costantinopoli, ecumenista, e una grande scritta troneggia sul monastero: ORTODOSSIA O MORTE.