ROMA - «Era l´offerta migliore», ripete Agostino Saccà, direttore generale della Rai. «La gara è stata trasparente e rigorosa», assicura. E difende la commissione presieduta da Angela Buttiglione, che venerdì scorso ha scelto il consorzio Nexus (gruppo Hdc: Datamedia più Cirm) per le serate elettorali Rai dei prossimi tre anni, prorogabili a sei. Ma dai documenti ufficiali dell´affare emerge una realtà più complicata. Con una serie di «coincidenze» davvero curiose. Tutte concentrate nella «lettera di invito» spedita dall´Amministrazione Finanza Rai il 27 marzo scorso alle quattro società pretendenti. Fra i requisiti che costituiscono «titolo di merito», c´è quello di «aver realizzato serate elettorali negli ultimi 5 anni». Resta fuori, casualmente, il 1995: proprio l´annus horribilis di Datamedia, quello delle bandierine azzurre di Emilio Fede, il quale si fidò dei dati di Luigi Crespi e assegnò al Polo 11 regioni su 15. Invece erano soltanto 6. Di quella figuraccia, nei curricula richiesti dalla Rai, non si doveva proprio tenere conto. Al contrario dello scivolone (1.2%) di Abacus, che diede per raggiunto il quorum mancato nel referendum del 1999. Nessuno ha ricordato, invece, la gaffe storica del Cirm: la sera delle elezioni del ´96, ingaggiato da Funari per Odeon-Cinquestelle, Piepoli diede il Polo vincente al maggioritario. Poi vinse l´Ulivo.
Un altro «titolo di merito» è la capacità di «fornire il risultato degli exit o in house poll alla chiusura dei seggi». Occhio alle parole: l´in house poll, cioè l´intervista all´elettore appena tornato a casa, è un´invenzione di Datamedia in esclusiva per le reti Mediaset (sperimentata infelicemente proprio la sera delle bandierine). Lo stesso servizio è fornito da Directa, che però lo chiama int. poll. Escludendo casi di telepatia, è singolare che la Rai parli la lingua della concorrenza, prendendo a prestito un termine usato da uno solo dei partecipanti alla gara.
Ma la stima di Saccà per l´Hdc è di vecchia data. C´è chi è pronto a giurare di averlo visto a Saint Vincent, il 21 novembre 2001, alla convention della neonata holding di Crespi, Piepoli, Pilo e Pozzetto. Quel giorno fu annunciato l´ingresso di Efibanca, merchant bank della Popolare di Lodi, con l´11% delle azioni. Efibanca è rappresentata, nel consiglio d´amministrazione Hdc, da Ubaldo Livolsi, già direttore finanziario e amministratore delegato Fininvest. Ora Livolsi si è messo in proprio. Ma da Silvio Berlusconi continua a essere inseparabile, almeno in tribunale: è suo coimputato nei due processi milanesi per i falsi in bilancio della Fininvest.
ho voluto ripostare questo articolo gia' proposto da Mr Bojangles per vedere l'effetto che fa..




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