Mi è arrivata la triste notizia che sabato scorso a Berkeley è morto a causa di un attacco di cuore il filosofo "analitico" Donald Davidson.
Donald Davidson è professore presso l'Università di California, a Berkeley. La vasta produzione che investe il campo dell'epistemologia, della filosofia del linguaggio e della filosofia della mente lo qualifica come uno dei maestri del pensiero analitico contemporaneo. I saggi principali di Davidson sono raccolti nei volumi Actions and Events (1980) e Inquiries into Truth and Interpretation (1984). L'edizione italiana dei due lavori è apparsa a cura di Eva Picardi presso Il Mulino. Il pensiero di Davidson, che risente dell'influsso di Quine suo maestro, ma anche di C. I. Lewis, di Frank Ramsey, di Kant e dell'ultimo Wittgenstein, mira ad un singolo approccio integrato dei problemi della conoscenza, dell'azione, del linguaggio e della mente. Il dibattito filosofico contemporaneo, da Quine a Putnam, da Dummett a McDowell, considera Davidson un punto di riferimento essenziale. Infatti un imponente numero di studi critici sul pensiero di Davidson è riunito nelle due antologie Actions and Events: Perspectives on the Philosophy of Donald Davidson (1985) e Truth and Interpretation: Perspectives on the Philosophy of Donald Davidson (1986) edite da Ernest Lepore e in The Philosophy of Donald Davidson (1999) edito da Lewis Edwin Hahn. Al pensiero davidsoniano sono dedicati i volumi di B. Ramberg, Donald Davidson's Philosophy of Language: An Introduction (1989), S. Evnine, Donald Davidson (1991), D. Sparti, Sopprimere la lontananza uccide. Donald Davidson e la teoria dell'interpretazione (1994), M. De caro, Dal punto di vista dell'interprete. La filosofia di Donald Davidson (1998), S. Levi, Soggetti sottintesi. Razionalità e comprensione in Donald Davidson (2001).




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