Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 76/09 dell’8 settembre 2009, Natività della B.V. Maria

Rassegna stampa dell’8.09.2009

Bretagna: profanato il cenotafio del generale pontificio De Lamoricière
Nel mese di luglio il cenotafio del gen. De Lamoricière, voluto da Pio IX nella cattedrale di Nantes, è stato oggetto di un atto vandalico. Ignoti hanno gettato della vernice rossa sul monumento dell’ufficiale che fu comandante dell’esercito pontificio nella battaglia di Castelfidardo (1860). Notizia della profanazione in lingua francese:
Vandalisme à la cathédrale de Nantes (mais il ne faut pas le dire) :: Novopress.info France

Anniversari
29 luglio-30 luglio 2009: anniversario della distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme 70 dopo Cristo. Rimane solo una parte del muro di cinta muro occidentale, detto muro del pianto.

Festeggiamenti compassati per 100 anni di ateismo
GRANDE ORIENTE D ITALIA PALAZZO GIUSTINIANI
Il Gran Maestro - Roma, 20 aprile 2009 – Prot. GM. 1257
Prof.ssa Rita Levi—Montalcini Prot. GM. 1257
Presidente Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus
Via Catanzaro, 9 - 00161 Roma
Gentile Prof.ssa Levi-Montalcini,
desidero porgerLe i miei auguri più cari ed affettuosi per il Suo compleanno. Quante cose deve aver visto nell’arco della Sua vita! E sempre, ne sono certo, affrontate con quella infinita curiosità intellettuale che La contraddistingue. Nelle tante interviste che in questi giorni Le hanno rivolto, mi è sembrato di cogliere davvero la Sua indole battagliera, ma insieme serena, nella consapevolezza che solo continuando a studiare, solo cercando sempre di comprendere i misteri della vita riveliamo la nostra vera essenza di esseri umani. Certo, non dimenticherò mai il nostro incontro, al “Vascello”, in occasione delle celebrazioni del XX Settembre di qualche anno fa. Il Suo messaggio di impegno costante e, soprattutto, il Suo sorriso sereno rimarranno tra i miei ricordi più cari. Tanti auguri, gentile Professoressa, per questo giorno, e per i tanti progetti ai quali sta lavorando.
Gustavo Raffi Gran Maestro

FONDAZIONE ONLUS RITA LEVI – MONTALCINI
Un futuro alle donne africane – il futuro ai giovani
Roma, 2 maggio 2009
Egregio Dr. Gustavo Raffi Gran Maestro
Grande Oriente d’Italia
Via di San Pancrazio, 8 - 00152 ROMA
Egregio Dr. Raffi,
La ringrazio vivamente per le così generose espressioni al mio riguardo e per i così graditi auguri. Ricordo con piacere l'accoglienza ricevuta in occasione della mia venuta al ‘Vascello’. Desidero inoltre ringraziarLa per il generoso contributo a favore della Fondazione che porta il mio nome. Con infiniti auguri e i migliori saluti.
Rita Levi-Montalcini
(Segnalazione dell’Ass. La Torre, comunicato del 7.08.2009, associazione_torre@yahoo.it )

Non muoio neanche se mi ammazzano (Giovannino Guareschi)
Un bambino nato prematuro di 16 settimane è stato dichiarato morto dai medici in un ospedale del Paraguay, ma si è svegliato poco prima del suo funerale. Quando i familiari si sono allontanati con la scatola di cartone che fungeva da bara improvvisata, e il certificato di morte, è successo l’incredibile: "Ho aperto la scatola – racconta Liliana Alvarenga, una parente - e ho tirato fuori il bambino, e lui si è messo a piangere. Mi sono spaventata e ho detto 'il bambino sta piangendo' ... e poi ha iniziato a muovere le braccia le gambe e mi sono spaventata, ci siamo spaventati molto”. Il dottor Ernesto Weber, direttore di pediatria all'ospedale statale della capitale Asuncion, ha spiegato che il piccolo pesava solo 500 grammi alla nascita. "All'inizio il bambino non si muoveva, non aveva praticamente nessun riflesso respiratorio e non abbiamo sentito battito cardiaco, quindi lo abbiamo dichiarato un feto prematuro morto", ha detto Weber. L'ospedale ha avviato un'indagine, mentre il bambino è in condizioni stabili ed è stato messo in incubatrice.
(Da: Libero News - Neonato dichiarato morto si sveglia prima del funerale, 10.08.2009)

Il piombo degli sbirri napoleonici a difesa del Nuovo Ordine massonico
Duecento anni fa, il 19 agosto 1809 veniva fucilato a Vicenza dalla soldataglia napoleonica don Giuseppe Marini, giovane cappellano di Carrè. Ecco quanto scrive il Tornieri nelle sue Memorie: "1809, 19 agosto....Giorno infaustissimo per essersi, per la prima volta in Vicenza, veduto fucilare un sacerdote. Questo atroce spettacolo si è eseguito questa mattina in Campo Marzo, un'ora dopo terza (le dieci circa). Ritornata la formidabile Commissione Militare alle sue missioni ha condannato ieri, e perciò furono fucilati questa mattina per la solita accusa di sollevazione, i seguenti: Don Giuseppe Marini d'anni 29 di Carrè sacerdote e cappellano di Carrè, diocesi di Padova e Pietro Nicolati, d'anni 39, nativo dell'Ospedaletto di Valsugana di professione muratore." Di don Giuseppe Marini la storia non dice niente altro; resta l’estremo sacrificio di questo giovane veneto a cui è stata tolta la vita per la sua lotta per la libertà. Carlo Bullo, l'autorevole storico autore della più completa opera sui movimenti insurrezionali veneti nel 1809 scrive che: "Già nel 12 luglio, presso le sorgenti del Bacchiglione, aveano i militari fatto prigione assieme ad altri sollevati un parroco armato di pistole e di stili aveva indosso una bandiera di San Marco": chissà se siamo in presenza della stessa persona. Nel 1809 ci furono sollevazioni violentissime in tutto il Veneto e, in particolare, nell'alto vicentino. Intere vallate furono per diversi giorni in mano dei rivoltosi che, il più delle volte, innalzavano la bandiera di San Marco. Napoleone aveva portato la nostra regione in condizioni di miseria e disperazione come mai nella storia veneta calpestando altresì sistematicamente la Chiesa e provocando la vigorosa reazione del nostro popolo: i francesi, in nome della libertà, dell'eguaglianza e della fraternità, riportarono l'ordine con centinaia e centinaia di morti. Una pagina, quella del 1809, che meriterebbe di essere conosciuta dal popolo veneto; mancò una figura leggendaria come il tirolese Andreas Hofer che guidasse il nostro popolo, e mancò anche chi, come il grande pittore spagnolo Francisco Goya tramandasse ai posteri l'eroismo di chi lottava per la propria libertà e contro i crimini dell'occupante napoleonico. Per tutto questo, per ricordare l’eroico sacrificio di un giovane prete, nel secondo centenario dell’insorgenza veneta, auspico che i Comuni del Veneto vogliano intitolarGli una via come ha già fatto il Comune di Carrè.
(Comunicato del 18.09.2009 di Ettore Beggiato, Ettore Beggiato )

Stampa svedese: soldati d’Israele predatori di organi
L'articolo del principale giornale svedese, Aftonbladet, che accusa i soldati israeliani di rapire palestinesi per prelevarne gli organi, sta causando un terremoto diplomatico tra i due Paesi. L'ambasciata di Israele a Stoccolma prenderà 'provvedimenti' in queste ore, mentre è prevista la convocazione dell'ambasciatore svedese al ministero degli Esteri israeliano. Aftonbladet è uscito la settimana scorsa con una serie di racconti di palestinesi che denunciano come nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania giovani feriti o uccisi vengano 'prelevati' dalle Forze armate israeliane (Idf) e riconsegnati alle famiglie senza alcuni organi. (…) L'articolo include anche un collegamento a una recente inchiesta su un gruppo criminale nel New Jersey, che include diversi rabbini statunitensi, accusati di negoziare la compravendita di un rene umano per un trapianto. La critica alla pesante denuncia di Aftonbladet giunge dapprima da un altro giornale svedese, il liberale - e rivale - Sydsvenskan, che accusa apertamente Bostrom di antisemitismo (…). Oggi è arrivata la risposta di Donald Bostrom, l'autore dell''infamante' articolo: "Non sono antisemita - dice - e mi rattrista molto sentire persone che mi accusano di questo. Ora che la storia riemerge in superficie, la mia intenzione era di evidenziare il legame con la 'cosca' del New Jersey e il fatto che debba aprirsi un'inchiesta sul caso del prelevamento degli organi". (…)
(Fonte: it.peacereporter.net del 19.08.2009) PeaceReporter - Giornale svedese: esercito israeliano 'rapisce' palestinesi per prelevarne gli organi

Non farsi infinocchiare dai media
(…) Certo è che in un periodo come questo, in cui da un lato l'omofobia riempie i giornali, dall'altro circolano dossier sui gusti sessuali dei direttori di giornali, il tema omosessualità è tema che scotta. Non è un caso allora che, saggiamente, certe notizie vengano maneggiate con le pinze dalle istituzioni preposte. Ad esempio la storia di un ferimento avvenuto l'altra notte, sempre a Roma, in via Cipriano Facchinetti, dalle parti della Tiburtina. Qui un giovane di 23 anni, per “futili motivi”, a usare il freddo linguaggio delle questure, ha assalito un amico con un cacciavite ed è stato arrestato per tentato omicidio. Nessuno stavolta si è azzardato a dire che i due amici erano fidanzati. E che i futili motivi erano affari di cuore.
(Fonte: Il Tempo )

Razzismo: scuola (ebraica) rifiuta alunni negri (ebrei)
Tel Aviv (AsiaNews) - Un dramma razzista senza precedenti e del tutto inverosimile si sta svolgendo da qualche tempo in Israele, nella città ironicamente denominata, Petah Tikvah, Porta della Speranza, a suo tempo uno dei primi villaggi creati dal ritorno ebraico alla patria storica del tardo ottocento. Le scuole ebraiche religiose di quella città, in periferia di Tel Aviv, rifiutano l'iscrizione dei bambini e dei ragazzi di colore, degli ebrei di pelle nera, immigrati legali dall'Etiopia, circa 150. Essi sarebbero stati bene accolti invece nelle scuole pubbliche non-religiose, ma per motivi non ben compresi, le pubbliche autorità non lo permettono perché vi si oppone proprio la massima autorità clericale del Paese, il Gran Rabbino Shlomoh Ammar. Estenuanti trattative, che vedono coinvolti i vertici del governo ma anche la Corte Suprema non riescono finora a risolvere la situazione, mentre si è proprio alla vigilia dell'apertura dell'anno scolastico (oggi 1° settembre). La grande maggioranza degli israeliani reagisce con evidente fastidio al razzismo così apertamente manifestato proprio dagli ambienti osservanti della religione, e non capiscono neppure perché il governo si dimostra così ossequioso nei confronti del Gran Rabbino quando ci sono di mezzo i più fondamentali diritti dei cittadini. (…)
(AsiaNews del 1 settembre 2009)

Le notizie censurate dai media democratici: violenze anticattoliche in Vietnam
Hanoi (AsiaNews) - Lo scorso 20 luglio la polizia della provincia di Quang Binh ha lanciato un attacco a sorpresa contro un gruppo di indifesi parrocchiani di Tam Toa, una battagliera parrocchia della diocesi di Vinh nel Vietnam centrale. I cattolici stavano edificando una tenda da usare come temporanea cappella per i loro servizi liturgici. L’assalto ha prodotto centinaia di feriti; decine di persone sono state arrestate, portate via con camionette e detenute. Una settimana dopo la diocesi di Vinh ha reso noto che due preti cattolici sono stati picchiati in modo brutale da poliziotti in borghese e da teppisti al soldo del governo. P. Paul Nguyen è stato picchiato perché intervenuto a salvare tre donne dalle violenze dei teppisti. Mentre gli energumeni lo picchiavano, rompendogli costole e ferendolo alla testa, 30 poliziotti in uniforme guardavano immobili la scena. L’altro prete, p. Peter Nguyen The Binh, è stato picchiato da un gruppo armato e gettato giù dal secondo piano dell’ospedale, dove lui era andato per visitare p. Paul Nguyen. Poliziotti in borghese e teppisti pagati dal governo hanno anche attaccato molte persone nelle strade della città di Dong Hoi solo perché indossavano simboli cristiani. In particolare, Nguyen Thi Yen, una madre, e il suo bambino di 9 anni sono stati picchiati con calci e pugni senza pietà. Alcune famiglie cattoliche sono fuggite alla città per cercare sicurezza. In un altro caso, il 27 luglio, Peter Mai Van Truong, 48 anni e sua moglie Ky Anh, di Dong Yen, sono stati picchiati quasi a morte mentre erano in strada per andare a Tam Toa a trovare la loro famiglia. Truong e sua moglie sono caduti in un’imboscata dei teppisti. Avendoli riconosciuti come cattolici, li hanno picchiati e derubati della moto, della patente, dei soldi e di una macchina fotografica. Anche qui, il tutto è avvenuto in pieno giorno, sotto lo sguardo indifferente della polizia in uniforme. (…)
(AsiaNews del 5.09.2009)

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