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  1. #1
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Dopo i fatti di Napoli, cosa ci resta

    Oggi si vuole un potere mite e quasi imbelle. E si ha tendenza, soprattutto da sinistra, ad indebolire il potere repressivo dello Stato. Per quanto riguarda la magistratura, invece, bisogna invece essere ancor più chiari su alcuni punti.
    È certo vero che nel "momento in cui un giudice, aureolato dalla sua competenza giuridica e dal suo dovere di non guardare in faccia a nessuno, si mette ad accusare la polizia o un potente, ci sono molte persone felici". Ma l'errore non è nell'esserne felici. E non è neppure nel comportamento del giudice, se la polizia o un potente meritano d'essere accusati. L'errore è nel credere che la moralità d'un paese possa essere determinata o mantenuta dalla magistratura. Cioè nel credere che un paese possa essere democratico perché la magistratura pone un limite alle iniziative antidemocratiche e manda in galera chi non sta in riga politicamente. Questa funzione non è giudiziaria ma politica, e la funzione della magistratura non dev'essere politica. Mai. Fra l'altro perché, se il partito antidemocratico acquistasse sufficiente potere, e la magistratura non fosse allenata a non dare mai ascolto alla politica, esso la sottometterebbe a sé, piegandola ad una funzione politica in proprio favore.
    Per questo si può cogliere che nell'apprezzamento dell'azione politica della magistratura c'è una forma d'immaturità psicologica. Se si vuole por fine a quella che s'è chiamata Prima Repubblica non basta sperare che altri, magari dall'alto d'un Tribunale, metta fuori gioco un'intera classe politica. Questo è da immaturi. Le rivoluzioni si fanno in prima persona, impegnandosi e rischiando. E se non si è disposti a farle, non si chiede ad altri di farle per noi. Ecco perché scrivevo "Bisogna soltanto ricordare che la storia e la politica non si fanno nelle aule giudiziarie".
    I giudici devono mandare in galera i corrotti, i colpevoli di peculato e in genere le persone che commettono reati gravi. Ma che la magistratura potesse decidere, come è avvenuto una decina d'anni fa, con un semplice avviso di garanzia, se un politico potesse sì o no continuare a far politica, è stata una degenerazione. Qualcuno ricorda ancora che si parlò di un Parlamento degli inquisiti, che per altro fu poi mandato a casa? Molti politici hanno visto la loro carriera stroncata per poi essere assolti, con notevole ritardo, quando ormai molti non ricordavano neppure chi fossero stati.
    Si ripete dunque: bisogna essere a favore della magistratura nella sua specifica funzione, che è quanto di più nobile e necessario ci possa essere in un paese, ma assolutamente contro ogni sua forma di supplenza politica.
    Chi al contrario spera nella magistratura per tale supplenza politica merita l'accusa psicologica d'immaturità. Dimostra ignoranza storica e fa correre al paese un rischio politico di cui s'è avuto un indimenticabile esempio con i giacobini.

  2. #2
    Super Troll
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    Predefinito

    TUTTO CIò CHE DICI SONO SEMPLICI ILLAZIONI, E ACCUSE RIVOLTE DAI COLPEVOLI O DA SEMPLICI INDAGATI.
    LA MAGISTRATURA DEVE FARE IL SUO DOVERE SENZA GUARDARE IN FACCIA NESSUNO, LO DICI ANCHE TU.
    NON è COLPA DELLA MAGISTRATIRA SE LE LEGGI OBBligano il giudice ad iscirviere un indagato nel registro degli idagati e a dargliene notizia.
    Se poi queste misure vengono raccolte dalla stampa e ampliate,; Se per ogni notizia di indagati eccellenti o meno si fanno i processi in televisione, su internet e /o altrove, non vedo proprio l'attività politica die magistrati.
    L'unica attivita politica che noto è quando esprimono opinioni sulle leggi in gestazione, come un qualsiasi altro cittadino.
    IN questo caso la loro conoscenza del diritto, delle indagini, e dell'ambiente malavitoso ne fanno dei commemtatori degni di attenzione e perciò invisi da chi quelle leggi vorrebbe farle ad uso e consumo dei soliti noti.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
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    Predefinito

    E' da tempo che non leggevo un si fatto bel pezzo!
    Complimenti almeno stsera ho riso di gusto.

  4. #4
    Me, Myself, I
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    Predefinito

    Dopo Napoli resterebbero un sacco di filmati e testimonianze; come dopo Genova, per altro!

    Solo che NON li si fa vedere!!!
    Bisogna andare a Cannes per vedere un documentario su FATTI ITALIANI.

  5. #5
    estoy de puta madre aquì
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    Predefinito Re: Dopo i fatti di Napoli, cosa ci resta

    Originally posted by Österreicher
    Oggi si vuole un potere mite e quasi imbelle. E si ha tendenza, soprattutto da sinistra, ad indebolire il potere repressivo dello Stato. Per quanto riguarda la magistratura, invece, bisogna invece essere ancor più chiari su alcuni punti.
    È certo vero che nel "momento in cui un giudice, aureolato dalla sua competenza giuridica e dal suo dovere di non guardare in faccia a nessuno, si mette ad accusare la polizia o un potente, ci sono molte persone felici". Ma l'errore non è nell'esserne felici. E non è neppure nel comportamento del giudice, se la polizia o un potente meritano d'essere accusati. L'errore è nel credere che la moralità d'un paese possa essere determinata o mantenuta dalla magistratura. Cioè nel credere che un paese possa essere democratico perché la magistratura pone un limite alle iniziative antidemocratiche e manda in galera chi non sta in riga politicamente. Questa funzione non è giudiziaria ma politica, e la funzione della magistratura non dev'essere politica. Mai. Fra l'altro perché, se il partito antidemocratico acquistasse sufficiente potere, e la magistratura non fosse allenata a non dare mai ascolto alla politica, esso la sottometterebbe a sé, piegandola ad una funzione politica in proprio favore.
    Per questo si può cogliere che nell'apprezzamento dell'azione politica della magistratura c'è una forma d'immaturità psicologica. Se si vuole por fine a quella che s'è chiamata Prima Repubblica non basta sperare che altri, magari dall'alto d'un Tribunale, metta fuori gioco un'intera classe politica. Questo è da immaturi. Le rivoluzioni si fanno in prima persona, impegnandosi e rischiando. E se non si è disposti a farle, non si chiede ad altri di farle per noi. Ecco perché scrivevo "Bisogna soltanto ricordare che la storia e la politica non si fanno nelle aule giudiziarie".
    I giudici devono mandare in galera i corrotti, i colpevoli di peculato e in genere le persone che commettono reati gravi. Ma che la magistratura potesse decidere, come è avvenuto una decina d'anni fa, con un semplice avviso di garanzia, se un politico potesse sì o no continuare a far politica, è stata una degenerazione. Qualcuno ricorda ancora che si parlò di un Parlamento degli inquisiti, che per altro fu poi mandato a casa? Molti politici hanno visto la loro carriera stroncata per poi essere assolti, con notevole ritardo, quando ormai molti non ricordavano neppure chi fossero stati.
    Si ripete dunque: bisogna essere a favore della magistratura nella sua specifica funzione, che è quanto di più nobile e necessario ci possa essere in un paese, ma assolutamente contro ogni sua forma di supplenza politica.
    Chi al contrario spera nella magistratura per tale supplenza politica merita l'accusa psicologica d'immaturità. Dimostra ignoranza storica e fa correre al paese un rischio politico di cui s'è avuto un indimenticabile esempio con i giacobini.
    Quel che si vuole oggi, e ieri, è che la legge venga rispettata da tutti.

    I PM sono costretti dall'art. 112 della Costituzione a dar seguito a qualunque notizia di reato salvo archiviazione.
    E le condanne si basano sulla legge.
    Altro che politica, se non esiste una legge non esiste il reato.

    Molti Politici hanno avuto la carriera stroncata da un avviso di garanzia? Per molti non è bastata una condanna.

    Questo articolo è schifosamente fazioso. Da dove l'hai tratto? dal Giornale?

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Dopo i fatti di Napoli, cosa ci resta

    Originally posted by pillimo



    Questo articolo è schifosamente fazioso. Da dove l'hai tratto? dal Giornale?
    Non legge altro..........

  7. #7
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Re: Re: Dopo i fatti di Napoli, cosa ci resta

    Originally posted by pillimo


    Quel che si vuole oggi, e ieri, è che la legge venga rispettata da tutti.

    I PM sono costretti dall'art. 112 della Costituzione a dar seguito a qualunque notizia di reato salvo archiviazione.
    E le condanne si basano sulla legge.
    Altro che politica, se non esiste una legge non esiste il reato.

    Molti Politici hanno avuto la carriera stroncata da un avviso di garanzia? Per molti non è bastata una condanna.

    Questo articolo è schifosamente fazioso. Da dove l'hai tratto? dal Giornale?
    Peggio,, è mio e me lo hanno pubblicato pure su una rivista liberale!!!!

  8. #8
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    Predefinito Re: Re: Re: Dopo i fatti di Napoli, cosa ci resta

    Originally posted by Österreicher


    Peggio,, è mio e me lo hanno pubblicato pure su una rivista liberale!!!!
    Vedi a far cattive letture??

  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Dopo i fatti di Napoli, cosa ci resta

    Originally posted by Österreicher
    Oggi si vuole un potere mite e quasi imbelle. E si ha tendenza, soprattutto da sinistra, ad indebolire il potere repressivo dello Stato. Per quanto riguarda la magistratura, invece, bisogna invece essere ancor più chiari su alcuni punti.
    Della serie "i problemi del mondo dipendono dalla politica". Siete al governo o no? Fate le leggi, date i soldi che servono e non lamentatevi continuamente.

  10. #10
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Re: Re: Re: Dopo i fatti di Napoli, cosa ci resta

    Originally posted by Österreicher


    Peggio,, è mio e me lo hanno pubblicato pure su una rivista liberale!!!!
    Te l'hanno pubblicato perche' contiene la frase "soprattutto da sinistra"

 

 
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