
Originariamente Scritto da
Forzanovista
IL GOVERNO PRODI NON SI E’ ANCORA INSEDIATO E GIA’ LA PREFETTURA TENTA DI REPRIMERE FN IN PIAZZA A ROMA
Sabato 22 aprile, in Piazza Goldoni a Roma, come da anni ormai abitudine, i militanti forzanovisti manifestavano contro la non-festa del 25 aprile.
Tutto si svolgeva nella massima calma: ragazzi di passaggio si univano alla manifestazione, le forzanoviste distribuivano il giornale, i forzanovisti raccoglievano decine di firme per le prossime elezioni e facevano risuonare nell’architettura umbertina i bei canti della Patria.
Dopo circa un’ora, presente già un nutrito servizio d’ordine della polizia, arrivavano quattro blindati dei carabinieri che scendevano abbigliati in nuove tute “spaziali” e dotati di un sinistro strumento, a noi nuovo, simile a un cannoncino di circa un metro e largo quanto il doppio di un manganello; l’impressione è che fosse un congegno (di prassi israeliana) adatto a sparare lacrimogeni, proiettili di gomma ed eventualmente ad essere usato come sfollagente. I camerati, pensando fossero in arrivo forze avversarie per creare disordini, prontamente si inquadravano. Infatti, dopo solo tre minuti le forze del disordine arrivavano con stridio di sirene. Si trattava di 4/5 autoblù ministeriali dalle quali scendeva un alto funzionario con abito sartoriale accompagnato da tre guardie del corpo di proporzioni gorillesche e da un nugolo di funzionari in borghese della questura. Il “sartoriale” ordinava l’immediata identificazione dei circa cento giovani presenti in quanto colpevoli di sventolare il sacro simbolo cristiano della Croce Celtica. Molto rispettosamente il capo-attivista di FN rispondeva: “Voi non identificate un c….!” Mentre i carabinieri circondavano largo Goldoni, i forzanovisti si portavano sull’angolo di Via Tomacelli rimarcando, al megafono, come, col nuovo governo comunista, funzionari servili cercavano facili galloni schedando forzanovisti per poi passarli alle “cure” del prossimo ministro di grazia e giustizia (si parla di Diliberto antifascista superdoc).
Il fronteggiamento (condito di slogan pepati contro la gestione politica dell’ordine pubblico) durava circa dieci minuti. Il funzionario “sartoriale” in cerca di facili encomi non se la sentiva, però, di ordinare la carica in mezzo alla folla dello shopping a ai negozi, per la maggior parte di proprietà di famiglie non italiane da tempo stabilitesi a Roma.
I forzanovisti abbandonavano poi, con tutto comodo, la piazza. Nessun militante veniva identificato e in mano ai funzionari rimaneva solo uno striscione: “25 APRILE LUTTO NAZIONALE!”.
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