…sicurezza.

Il tema della immigrazione legato a quello della sicurezza ha pesato fortemente sugli esiti elettorali francesi e olandesi; il Front national di Le Pen, il partito di Fortuyn hanno evidenziato il malumore crescente. Le ultime riunioni dei ministri degli Interni europei indicano che ormai il nervo è scoperto, inizia a far male.
Lo stesso capita a noi. Rutelli si è preso la sue lavate di testa per aver parlato di tolleranza zero; la Lega contesta con durezza la proposta di Tabacci, centrista, di stendere la sanatoria a tutti i lavoratori dipendenti extracomunitari.
Sorprende l’atteggiamento della Chiesa, solitamente improntato a criteri umanitari: l’arcivescovo di Lecce sostiene che identificare gli immigrati, rilevando le impronte digitali, può essere utile.
Ancora: l’articolo di fondo di Avvenire diceva che “l’ipotesi di una ennesima sanatoria che da mesi aleggia sul dibattito in materia di immigrazione (sarebbe la quinta dal 1986, record europeo) non porterebbe a governare meglio il problema”.
La richiesta, che viene da vari settori economici che impiegano lavoratori irregolari, va considerata. Ma non si può nascondere il rischio che un nuovo ricorso alla sanatoria funzioni da richiamo per nuove ondate migratorie clandestine. Il vantaggio “settoriale” non deve essere scaricato senza costi sulla società intera.
La materia deve essere regolata con misura, nell’ambito della riemersione del lavoro nero, possibilmente senza eccessi propagandistici o ideologici.

saluti