Disconosciuta dalla famiglia per la storia con un nomade
Giustizia
I genitori della ragazza hanno perdonato al suo fidanzato di essere un ladro, non di essere un «sinto»


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Fuga d´amore per una ragazza di Garniga, nel riquadro Claudio Tasin

Sembrava un normale processo per un furto in appartamento, invece si è trasformato in una telenovela stile «Vivere». Sul banco degli imputati, l´altro ieri nella sezione distaccata del tribunale di Cavalese, c´erano tre nomadi residenti a Trento. Evans Zeni, 22 anni, suo padre Erich e suo zio Adolf erano accusati dal pm Claudio Tasin di essere penetrati di notte, il 13 gennaio 2001, in due abitazioni di Tesero portandosi via di tutto, dagli orologi da collezione alla playstation del bambino. I tre erano stati visti in faccia da uno dei derubati che li aveva inseguiti e li aveva visti salire su una Golf bianca. In breve arrivò una macchina dei carabinieri. Ne seguì un breve inseguimento al cui termine i ladri finirono contro un palo e poi riuscirono a fuggire a piedi, abbandonando strada facendo al refurtiva. I militari però non mollarono la presa. Andando a scartabellare nell´archivio fotografico riconobbero tre degli occupanti della Golf. Si trattava proprio degli imputati. Solo che uno di loro, Evans Zeni, disse di avere un alibi per quella sera. Questo nonostante che la Golf usata nella fuga fosse intestata proprio a lui. Si difese dicendo che quella sera non era a Tesero, ma da tutt´altra parte, a Garniga, a vedere la televisione in casa della famiglia della sua ragazza.
I carabinieri, pur non molto convinti, verificarono e la famiglia confermò. Quella sera, dissero il papà, la mamma e il fratello della giovane, era da loro. Non vennero creduti perché sia i militari che il proprietario di una delle abitazioni ripulite erano sicuri di averlo riconosciuto. Ma la storia non finì qui. Infatti i familiari della ragazza di Evans non sapevano che questi era un nomade, quando lo scoprirono, in seguito alle indagini sui furti di Tesero, andarono su tutte le furie. In breve i familiari imposero alla ragazza, che ha vent´anni, di scegliere tra loro e il suo fidanzato nomade. Questa non ha avuto nessuna esitazione ed ha lasciato la sua casa di Garniga per trasferirsi in casa degli Zeni, a Trento.
Per oltre un anno la sua famiglia non ha avuto nessuna notizia. Si sono tutti rivisti l´altro ieri in tribunale a Cavalese, dove i familiari della giovane erano stati chiamati a confermare che quella notte Evans era effettivamente a casa loro a guardare la televisione.
Quando la madre della giovane ha rivisto la figlia, è scoppiata in lacrime e l´ha abbracciata. Reazione opposta da parte del padre. L´uomo, interrogato dal giudice, ha detto di aver cancellato la figlia dicendo che da quando se ne è andata con il nomade per lui la ragazza non esiste più.
Nonostante questo odio, i familiari della ragazza hanno insistito nel dire che il giovane non poteva essere a Tesero quella sera di gennaio dell´anno scorso perché era con loro. Insomma avevano perdonato al giovane Evans di essere un ladro, non di essere un nomade.
Il giudice comunque ha rinviato l´udienza per studiare gli atti. Adesso vuol capire se nelle dichiarazioni dei familiari della giovane vi siano gli estremi della falsa testimonianza