Già ieri era apparso sul Corriere il pezzo che raccontava dell'incidente senza però fare il nome del parlamentare coinvolto.solo che nell'edizione del Corriere online non era presente, chissà come mai Maio mi chiedoom'è possibile che Fassino non si sia accorto di nulla?Com'è posibile che il giudatore della vettura di Fasisno non si sia accorto d nulla facendo zig-zag in autostrada e andando addosso ad un'altra vettura?Perchè se capitava al sig. Bianchi si trattava di pirateria stradale e siccome c'è coinvolto un ex ministro il magistrato de-classifica subito il reato??E' proprio un Paese di m*****


Lo scontro sull’A8 a Gallarate: gli uomini del segretario ds ammettono solo di «avere notato nel retrovisore una vettura in difficoltà»

Incidente, la scorta di Fassino non si ferma

Il racconto: «Un’auto con i lampeggianti ci è venuta addosso». L’ex ministro: non mi sono accorto di nulla


DAL NOSTRO INVIATO

VARESE - «A venirmi addosso è stata un’auto blu, con i lampeggianti accesi, che dopo avere scaraventato la mia vettura contro il guard rail ha continuato la corsa a tutta velocità. Non so ancora capacitarmi di come io e mio figlio ci siamo salvati, ma nessuno di loro si è fermato per vedere se eravamo morti o feriti», ha detto, tremando di terrore e di rabbia agli agenti della Polstrada chiamati con il 113.
E’ successo domenica sera, sull’A8 Varese-Milano, vicino all’uscita di Gallarate. Al termine di un zig-zag nel caos del traffico una vettura di scorta della polizia penitenziaria che precedeva la berlina bianca di un importante personaggio politico ha affiancato sulla destra la Toyota del malcapitato automobilista urtandola con grande violenza: impazzita, la Toyota si è prodotta in un pauroso testa-coda schiantandosi infine contro il guard rail mentre i lampeggianti - una terza auto blu chiudeva il corteo - sparivano in lontananza. Chi era lo scortato? Manca la conferma ufficiale ma dopo tanti sospetti le indagini sembrano chiuse: era il segretario diessino, ed ex ministro della Giustizia, Piero Fassino.
Un miracolo che nel traffico del rientro serale non si sia sparso sangue. Lui, Piero Bovetti, 47 anni, gestore di un centro ippico ad Alzate Brianza (Como), che tornava a casa con il figlio di 17 anni dopo una gara a Suno di Novara, se l’è cavata, a un primo controllo, con 6 giorni di prognosi: il colpo di frusta. Illeso il ragazzo. Ma ora, superato lo choc, vuol passare alle vie legali. Forse oggi il suo avvocato, Elena Pontello, presenterà querela: lesioni colpose e anche omissione di soccorso. Come se la scorta investitrice fosse un’auto pirata.
Fassino cade dalle nuvole. «Non mi sono accorto di nulla, altrimenti ci saremmo certamente fermati», dice confermando comunque che domenica sera viaggiava in autostrada. Neppure la polizia penitenziaria si sarebbe resa conto dell’urto. Però anche da loro è partita una chiamata alla Polstrada. Come mai? «La terza vettura - rispondono - ha notato dallo specchietto retrovisore che c’era stato un incidente e l’abbiamo segnalato». Nessuna pirateria dunque, secondo gli uomini di Fassino. Anzi, più tardi, sostiene sempre la Polstrada - il tempo per tornare indietro uscendo dal primo casello, oppure una volta completata la missione imbarcando lo scortato a Malpensa - la stessa auto blu era di nuovo sul posto per consentire agli agenti di completare il verbale. Al comando per ora risultano solo danni all’auto colpita, al massimo potrebbe scattare una misura amministrativa. «Il mio assistito è rimasto lì almeno fino alle 19,30 e non ha visto accorrere nessuno degli investitori - replica l’avvocato Pontello -. Poi ha dovuto raggiungere l’ospedale di Como dove gli è stato applicato il collare. Temo che a esami più approfonditi la prognosi diventerà molto più lunga».
C’è un testimone, l’avvocato milanese Carlo Gilli che, superato anche lui sulla destra dal convoglio, conferma in pieno il racconto di Piero Bovetti: «Ero dietro pochi metri con la moglie e i tre bambini. Ho frenato d’istinto e devo la vita all’Abs che mi ha evitato di sbandare. Con quel traffico sarebbe stato un massacro. Le scorte, senza precisi motivi di pericolo per il loro tutelato, non possono correre come disperati e fuggire dopo l’incidente».
A Varese il 26 si vota per Comune e Provincia, un continuo via-vai di leader politici. Domenica la puntata elettorale l’avevano fatta il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, e il suo predecessore Fassino, attuale segretario ds. Di chi era la scorta ci si è domandato quando Piero Bovetti ha raccontato ai giornali la sua avventura? Castelli si è premurato a tirarsi fuori, con un comunicato. Precisando però, in coda, che «la scorta è assegnata, oltre che ai ministri in carica, anche agli ex ministri».


Andrea Biglia