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ZORZI, IL GIAPPONE E IL CODICE PENALE ITALIANO
Il viceministro della Giustizia nipponica Shoumei Yakouchi ha spiegato al ministro della Giustizia italiano, Roberto Castelli, che il Giappone non concerà l'estradizione per Delfo Zorzi - condannato in primo grado all'ergastolo per la strage di piazza Fontana - perché dal 1989 lo stesso è diventato a tutti gli effetti cittadino nipponico e la legge giapponese non consente l'estradizione dei propri cittadini.
L'unica possibilità perché Zorzi venga estradato è la revoca della cittadinanza e questa può avvenire , ha scritto Yokouchi , solo se l'Italia fornirà la documentazione comprovante, al di là di ogni ragionevole dubbio, della colpevolezza di Zorzi.
La formula usata dal viceministro giapponese ("oltre ogni ragionevole dubbio") presente in molti altri codici, come quello anglosassone, non esiste nel nostro codice penale.
Il codice italiano afferma, infatti, (art.530) solo che il giudice ha il dovere di assolvere l'imputato, fra gli altri casi, quando la prova è "insufficiente e contraddittoria". Ma non afferma il contrario: e cioè che il giudice deve condannare sempre "oltre ogni ragionevole dubbio".
Il che - nello specifico - significa che Zorzi non sarà mai estradato in Italia.
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