Congresso di FI: il duro attacco del ministro dell'Economia
«Romano Prodi? Un misto tra Zelig e un Visitor»
Per Giulio Tremonti, il presidente della Commissione Ue ha «tradito il giuramento fatto a Strasburgo»
ASSAGO - «Sabato passato alla convention dell’Ulivo ha fatto la sua apparizione uno strano personaggio: un misto tra Zelig e un Visitor.
Chi era? Romano Prodi». Inizia così, con un lungo e duro attacco al presidente della Commissione Europea, l’intervento del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al Congresso di Forza Italia. Un intervento la cui linea guida è ancora concentrata sulle critiche a Prodi colpevole, inoltre, di «aver tradito il giuramento fatto a Strasburgo».
«Prodi di sabato scorso - ha infatti sottolineato Tremonti - è lo stesso che giurò come presidente della Commissione assicurando che per tutto il mandato sarebbe stato completamente indipendente nell’esercizio dei suoi poteri e autonomo rispetto a questioni politiche interne.
Ha violato dunque il giuramento, ma io lo difendo perché quello era un falso giuramento grazie ad una postilla.
Prodi - ha ricordato Tremonti - aveva infatti detto che si sarebbe comportato come "amicus curiae". Tutto il rispetto alla curia, ma io diffido di chi si definisce amico di essa...». Secondo Tremonti, inoltre, la Commissione Ue guidata da Prodi «ha fatto chilometri di regole» ma non ha fatto niente per la crescita, «si èoccupata di passaporti per i furetti...avete presente un furetto? - ha detto ai congressisti - e un furetto con il passaporto?».
CONFINDUSTRIA - Giulio Tremonti, dal palco del congresso di Forza Italia, esprime «una riserva» al discorso di insediamento di Luca Montezemolo alla guida di Confindustria: «Non possiamo pensare di replicare le illusioni degli anni '90, che non sono stati l'età dell'oro, ma l'età in cui sono nate le crisi italiane. Siamo d'accordo sul fatto che bisogna fare sistema con uno spirito unitario, ma bisogna farlo con mezzi diversi: non più con l'assistenzialismo. Alitalia docet».
LA SINISTRA - «Alla sinistra non chiedo un mea culpa, ma che sia eno faziosa». Giulio Tremonti risponde, nel suo intervento, a tutte le accuse dell'opposizione sulla politica economica del governo. Il ministro dell'Economia comincia dalle accuse sui mancati controlli nel cambio lira-euro. «Solo bugie - dice - è mancata l'intelligenza e la prudenza» nell'organizzare il passaggio della moneta, anche se «gli operatori hanno fatto prezzi a modo loro»: «Il primo a porre la questione - continua - è stato proprio il presidente Berlusconi».
BILANCIO EUROPEO - Il ministro dell'Economia dopo un riferimento al bilancio europeo («Diremo no se penalizzerà il Meridione»), parla delle addizionali introdotte dai comuni e delle regioni «per far fronte ai tagli della sinistra o all'onda anomala della riforma Bindi»: «Noi le addizionali le abbiamo congelate» nota Tremonti. Poi un accenno alla concorrenza della Cina: «Chi vi parla è colui che per la prima volta ha posto la questione della Cina in termini critici e non euforici».
DETASSAZIONE - Un meccanismo di detassazione «sul tipo dell'otto per mille» anche per il terzo settore. È la proposta lanciata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti dal congresso di Forza Italia. «Ci sono quattro milioni di cittadini che lavorano nel terzo settore: evidentemente quello che lo Stato sociale concede in termini di orari e pensioni, i cittadini lo restituiscono come impegno liberamente scelto. Ed è questo impegno che noi vogliamo sostenere».
28 maggio 2004 - Corriere.it scusate se ho riportato per intero l'articolo, ma mi è piaciuto troppo!![]()




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