Immigrazione, attriti nel Polo
La legge Bossi-Fini continua a lacerare il centrodestra. Buttiglione rilancia la politica dell'accoglienza: "Non diamo vittime innocenti in pasto ai bar della Padania".


ROMA - L'immigrazione divide ancora la maggioranza. Stavolta è il ministro centrista Rocco Buttiglione a rilanciare il tema più scottante all'interno del centrodestra ribadendo che la politica del governo è "ispirata all'accoglienza".

"Bisogna capire la rabbia della gente, ma dare risposte razionali e soprattutto umane e cristiane ai problemi", ha detto Buttiglione intervenendo alla sessione inaugurale della giornata parlamentare Italia-Africa, a Montecitorio. Come dire, non abbiamo nessuna intenzione di cedere alle richieste eccessive della Lega, che della legge sull'immigrazione ha fatto la sua bandiera.

"Non crediamo di dover dare delle vittime innocenti in pasto alla sete di sangue che magari può affiorare quando il tasso alcolico è un po' elevato in certe riunioni nei bar della 'padania'". A buon intenditor poche parole.

La legge Fini - Bossi sull'immigrazione, che modificherà le disposizioni in materia della precedente Turco-Napolitano, è oggetto da un mese a questa parte, di una forte spaccatura nella Casa delle libertà. Da un lato Bossi spinge perchè vengano ristretti il più possibile i margini di ingresso per gli extracomunitari, dall'altro l'Udc, nel miglior spirito cattolico, cerca di allargare le maglie per quegli immigrati che in Italia svolgono già un lavoro, soprattutto per le famiglie.

Più volte gli emendamenti presentati dai centristi hanno fatto arrabbiare il Senatur, prima per permettere la regoralizzazione delle colf e delle badanti, poi per facilitare l'ottenimento del diritto d'asilo e da ultimo, la settimana scorsa, mentre la legge era in discussione alla Camera, è stato il Presidente della Commissione Attività produttive Antonio Tabacci, Udc, a far infuriare i leghisti, proponendo una sanatoria per tutti gli immigrati non regolari che già lavorano nel nostro paese.

Incidente diplomatico risolto nel corso di un consiglio dei Ministri nel quale è toccato al padre-Presidente del Consiglio mettere pace tra gli indisciplinati alleati- figli. L'ira di Bossi è stata placata infatti da un'abile gesto 'tecnico': la sanatoria viene rimandata ad altra legge, non entrerà nel testo della Bossi-Fini.

Buttiglione però oggi è stato esplicito: "Non capisco perché alcune persone che lavorano, che hanno o possono facilmente avere il contratto di lavoro, debbano essere rimandate indietro. Oltretutto mi sembra contro la filosofia di base della legge". A questo punto non sono escluse sorprese. Nonostante le ripetute rassicurazioni del premier al suo alleato padano, potrebbe non andare tutto liscio quando, dopo le elezioni amministrative, la Camera riprenderà ad esaminare il testo di legge.

(23 MAGGIO 2002, ORE 15:25)