da www.ilnuovo.it
Il padre di Striscia replica al Carroccio che l'ha denunciato per violazione della par condicio. "Chi si credono di essere, i duca di Windsor?"
ROMA - "E' una cosa folle quella che ci stanno facendo". Si è morso per la lingua per un giorno intero, ma alla fine è sbottato. Poche battute, ma ficcanti e all'indirizzo della Lega che proprio ieri gli ha fatto recapitare una denuncia per grave violazione della par condicio . D'altronde se "Striscia" viene colpita, chi altri se non Antonio Ricci, che quel programma l'ha forgiato a sua immagine e somiglianza, può arrogarsi il diritto di replicare.
E in difesa della sua creatura, Ricci, come è costume dell'uomo, non le manda certo a dire. E prova innanzitutto a ricostruire la messa in onda di quel battibecco tra padani che ha fatto tanto arrabbiare gli uomini di Bossi fino al punto di decidere di portarlo in tribunale.
''Noi abbiamo ricevuto quelle immagini da Telelombardia e ad esse abbiamo semplicemente aggiunto una battuta sul fatto che 'i leghisti non legano'. Abbiamo detto leghisti -spiega Ricci- perché tali sono tant'è che lo stesso Boso rappresenta comunque una parte della storia della Lega".
"Per questo è scoppiato un vero e proprio pandemonio ma non ho capito quali siano i retroscena e non riesco a comprendere perché se dovevano intervenire contro Telelombardia non lo hanno fatto subito ma hanno aspettato che mandassimo in onda noi le immagini e poi -conclude Ricci- non è che abbiamo scambiato il duca di Windsor con uno scaricatore di porto''.
(24 MAGGIO 2002, ORE 14:45)
Chi ha da perderci?...
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