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  1. #1
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    Predefinito Un 25 maggio.......Sulle ali della libertà.

    Domenica, 25 maggio 1997. Una data che difficilmente il mio cuore riuscirà a dimenticare. Non so quanti hanno avuto la fortuna di vivere in prima persona quell’evento. Io comunque c’ero, con la mia faccia, con il mio orgoglio, con le mie speranze e anche con le mie trepidazioni.

    Il Venerdì’ che precedeva quell’evento, avevamo indetto un incontro pubblico con la cittadinanza per spiegare bene il messaggio che doveva arrivare. A dir la verità tutti eravamo convinti che non venisse nessuno oltre ai militanti e i sostenitori, perchè, soprattutto nei piccoli paesi, prevale molto spesso la paura, la diffidenza e anche un po’ di bigottismo strisciante. La Lega, è vero, veniva dal trionfo elettorale di un anno prima, in settembre c’era stata poi la catena umana sul Po’ e la proclamazione dell’indipendenza della Padania a Venezia. C'era il pericolo però che questa volta la gente non avrebbe capito, anche perché gli stavamo per chiedere qualcosa di troppo grande, qualcosa di "innominabile". Non era insomma come andare alla festa sul Po' o a una festa di Pontida. Questa volta protagonisti dovevano essere loro, il popolo, la nostra gente che abita i nostri comuni e le nostre valli.
    Fra di noi, come dicevo, non c’era molto ottimismo e qualcuno già pensava ad un flop clamoroso.
    Perdipiù alle 18,30 la polizia e i carabinieri erano già schierati in massa davanti alla discoteca che doveva ospitare l’incontro e a cui era stato chiamato a presenziare l’on. Rodighiero. In un paese di poco più di tremila anime, dove tutti si conoscono, più di centinaio di persone coraggiose passarono davanti alle forze dell’ordine italiane con la testa alta, per venire a sentire la Lega che chiamava il popolo al REFERENDUM PER L'AUTODETERMINAZIONE DELLA PADANIA. Fu un successo inaspettato per tutti i militanti della sezione quel venerdì. Quella sera andammo a cena rinfrancati e ripassammo tutte le consegne per la domenica successiva, il 25 maggio appunto.

    La domenica alle 9 i gazebo erano già montati sia nel centro del paese che nelle quattro frazioni. Dovevamo coprire anche due comuni limitrofi perché non avevano ancora la sezione. Tutto il territorio era coperto all’inverosimile con il Sole delle Alpi e il Leone di S.Marco che sventolavano. Non è stata, mi sembra di ricordare, una bella giornata dal punto di vista meteorologico. Credo che al mattino piovesse. Dal punto di vista politico è stata la giornata senza dubbio più importante in termini di consenso per tutta la Lega Nord e per tutta la Padania.
    Fin dai primi minuti la gente che usciva da messa si fermava a firmare. D’accordo non tutta. Ma mi stupì notevolmente vedere persone che conoscevo per avere altre idee politiche, avvicinarsi e apporre la firma sui moduli.
    - “Un documento per favore!”
    - "Ecco pronto!"
    - "Grazie di tutto ragazzi. Queste sono per Voi "(10.000 Lire).
    La giornata è continuata con un via vai sempre costante. Di tanto in tanto io assieme al mio segretario, facevamo il giro di tutte le frazioni per controllare che tutto filasse al meglio e per controllare il numero delle firme raccolte. Ad ogni gazebo c’era sempre la solita musica:
    “Lo sai, è venuto a firmare anche ………..
    Quale? - dicevo io
    Quello che abita………..
    Ma dai !
    Sì e vero, guarda tu stesso……
    E’ stata un giornata faticosa ed esaltante per tutti. Alla fine, verso le 19,00, chiudemmo le urne e iniziammo lo spoglio. 12 schede riportavano un NO. 1300 schede circa, dicevano SI all’indipendenza della Padania. Un trionfo! “Chissà come è andata negli altri comuni” – andavamo a ripetendo. Tutti i comuni della nostra circoscrizione ci comunicavano lo stesso messaggio: "Un trionfo!". C’era nell’aria, si sentiva, il profumo di una legittimazione storica. "Nessuno - dicevo - potrà più far finta di nulla".

    All’indomani i telegiornali riportavano i dati che il governo provvisorio della Padania presieduto da Maroni (sì proprio lui!) divulgava di ora in ora. Non mi ricordo la cifra esatta dei votanti e a dir il vero non era molto importante per me sapere se fossero stati 4 – 5 – 6 o 7 milioni. Politicamente continuavo a chiedermi che cosa sarebbe successo in un referendum “istituzionale” nel segreto dell’urna.
    Quel 25 maggio è stato a mio avviso il massimo del consenso politico che la Lega ebbe dalla sua nascita.
    Tutti eravamo convinti in quel frangente che quelle firme raccolte avrebbero pesato come macigni. Addirittura io ero convinto che l’unico ufficio in cui dovevano finire quelle schede fosse all’ONU. Non è stato così purtroppo. Nessuno anzi ci ha mai detto che fine hanno fatto quelle schede e le firme raccolte. Dettagli forse.
    Quel giorno è stato per me e per molti altri militanti, un giorno memorabile perché in tutti noi si era radicata la consapevolezza che da lì in avanti nessuno ci avrebbe più fermato.
    A distanza di cinque anni, faccio fatica a rendermi conto di come è stata tradita quella speranza e quella consapevolezza.

    Non so perché ma vedo sempre una persona che esce all’improvviso davanti a me e mi grida in faccia:
    "sorridi, sei su scherzi a parte!"

    Padania libera.

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  2. #2
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    Bravo Stefano e grazie per il tuo lucido ricordo.
    Noi avevamo piazzato tre gazebo, col permesso del Comune concesso al mio nome (e sul mio codice fiscale) per conto della Lega Nord.
    L'entusiasmo, che tu hai così ben descritto, era diffuso e contagioso. Al mio gazebo, in certi momenti, c'era letteralmente la coda, nonostante due persone sveglie e preparatissime prendessero nota dei dati dei votanti con notevole velocità.
    La gran parte della gente estraeva di tasca il documento senza che lo chiedessimo. E però ci colse, a sorpresa, un attimo di stupore e di meraviglia quando un signore porse una carta d'identità che recava una professione particolare: carabiniere.
    Era in borghese e una mia collega gli chiese: "Lei sa cosa si vota qua"? Lui rispose tranquillo: "Lo so, per questo sono venuto".
    L'episodio ci caricò ancor più di entusiasmo.
    Alla sera, smontati i gazebo, contati i voti (circa un migliaio con appena uno o due no), stanchi per il lungo lavoro, ce andammo tutti insieme a farci una pizza.
    In quei tempi ci volevamo veramente bene e ci sentivamo tutti padani, non solo ..... a parole.

    Ho purtroppo l'impressione che molti che scrivono in questo forum (forse a causa dell'età o di altro) non abbiano mai visto cose del genere e non abbiano vissuto in prima persona quei momenti epici.
    Non lo so. Vedremo i commenti, se ci saranno.

    Serenissimi padani saluti

  3. #3
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    Io c'ero, come semplice elettore, ma c'ero. La fila probabilmente non c'era come in veneto, ma è stato un segno importante per noi, peccato che poi quelle schede siano finite in uno sgabuzzino di via bellerio altro che all'ufficio dell'ONU.

  4. #4
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    Grazie a Stefano per aver ricordato quegli attimi magici. Io ero in un paesino "scoperto", nel senso che non c'erano altri disposti ad andarci perchè scomodo e privo di leghisti locali... Si trattava di un paesino di poche anime, credo un paio di centinaia, per lo più anziani. Nonostante tutto, abbiamo raccolto una novantina di voti--solo uno o due dei quali a favore dell'Italia, va da sè. La cosa più bella della giornata è stato un giovanotto, residente in una frazione, che mi ha presentato come documento di identità... la propria tessera di Forza Italia. Aveva capito lo spirito dell'iniziativa. Così come un altro, un anziano partigiano, che ha amesso di votare no: ma ha detto che lui voleva votare no, non nascondersi dietro un dito.

  5. #5
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    Originally posted by Shaytan
    Io c'ero, come semplice elettore, ma c'ero. La fila probabilmente non c'era come in veneto, ma è stato un segno importante per noi, peccato che poi quelle schede siano finite in uno sgabuzzino di via bellerio altro che all'ufficio dell'ONU.
    anche io votai, mi ricordo un entusiasmo inusuale per le zone dove vivo io...tanta gente come alle elezioni padane, eravamo sulla strada buona, dalla lombardia si stavano lentamente liberando anche le zone rosse più ostiche al cambiamento...quando penso a cosa stava per diventare la lega pure qua, alle sue potenzialità...lasciamo stare và...

  6. #6
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    Noi nel mio comune avevamo 5 gazebi piazzati, mi ricordo come fosse ora, la gente ci suonava quando passava con le macchine, di negativo ricordo il parroco di una parrocchia che ci voleva impedire di piazzare il gazebo dove avevamo il permesso del comune.
    Altra cosa negativa, la visita continua dei Carabinieri, per tutto il resto devo confermare quanto detto da Stefano, ed io se lo volete sapere....ho tutte le fotocopie delle firme di quel fantastico referendum.......chissà le originali dove saranno andate a finire........quanto sacrificio.......quanta buona volontà avevamo....quanta voglia di fare.....e purtroppo quanta illusione.....!!!!!!col senno di poi......
    Io cmq, ve lo dico sinceramente e con il cuore, non rimpiango nulla di ciò che ho fatto,...è stata un'esperienza fantastica in tutti i sensi.....e se ritornassi indietro malgrado le grandi delusioni che sto avendo ....non avrei dubbi....rifarei di nuovo quello che ho fatto..........
    PADANIA LIBERA
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  7. #7
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    Vista da fuori fu un vero schifo.
    Si,successo su tutta la linea ma,almeno nel deserto mentale dove vivo,senza il minimo orgoglio,senza la minima presa di posizione,forte,per affermare la propria legittimità ad essere ciò che si voleva essere:
    Ho votato poco dopo le dieci,nell'unico gazebo del paese,posto al centro della piazza che si affaccia sulla statale; la via più trafficata.
    C'ero solo io.
    quando me ne stavo andando è arrivata una ragazza.. da fuori.
    Intanto,col naso schiacciato da dietro le vetrine dei bar sul lato opposto della statale,decine di facce intente a scrutare,a parlare alle spalle,col bicchiere in mano,che quello riesce facile e,per quante stronzate si dicano,uno più fesso di te che ti da ragione lo trovi sempre e comunque..
    I miei hanno votato tutti.
    Tutti fuori porta.
    Come tutti quelli che giorni dopo,a risultati pubblicati,hanno trovato il "coraggio" di parlare: "Anch'io sono andato a votare,però mica qua,passavo per il tal paese e mi sono fermato.."
    Gloriosi giorni di merda..


    Se vedòm!
    Se vedòm!

  8. #8
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    Vero, Gatto, anche questo.
    Non tutti avevano il coraggio e quelli che non ce l'avevano non si potevano certo improvvisare coraggiosi.
    Però io ho notato coraggio in moltissimi, anzi sicurezza e serenità, come si si facesse una cosa normalissima, tipo una votazione istituzionale. Invece si trattava del referendum per l'indipendenza della Padania.
    La Lega ebbe un grande successo visibile da parte di tutti i cittadini, favorevoli o meno. La gente non aveva bisogno delle informazioni televisive: viveva la storia in diretta e come protagonista.
    Dopo quel grande successo, ci fu una seconda votazione in ottobre 1997: questa volta con tanto di partiti padani schierati per la conquista dei seggi del PARLAMENTO COSTITUENTE di Chignolo Po.
    Il parlamento di Chignolo fu subito costituito e, in sei mesi, produsse due proposte di costituzione, una federale ed una indipendentista, regolarmente pubblicate su LA PADANIA (devo averla ancora da qualche parte). Nel Maggio 1998 si doveva nuovamente votare sotto i gazebo per la scelta della costituzione.
    Poi l'itaglia entrò "in Europa", con Prodi al governo, e tutto il progetto della Lega si impantanò nelle sabbie mobili.
    Comencini (il più forte segretario dopo Bossi) iniziò a rompere le balle.
    All'inizio delle ferie 1998, Bossi riunì a Ponte di Legno tutti i dirigenti Leghisti per dire loro che, a seguito dell'entrata dell'itaglia in Europa, il progetto Padania era fallito.
    Comencini (anche per la protesta di molti militanti veneti, specie quelli jesolani e veneziani) uscì dalla Lega.
    Bossi non seppe mai ringraziare abbastanza questi leghisti padanisti tanto fedeli a lui.
    In ottobre si tenne a Bassano il congresso nazionale veneto per l'elezione del nuovo segretario.
    Dall'elezione del cavolo (su cui non mi soffermo) uscì il nome di Gobbo, perchè fortemente voluto da Bossi e da Stefani.

    Sono già andato fuori campo e mi fermo qui.
    Ho voluto ricordare questi fatti per spiegare come mai tonnellate di fogli pieni di firme, da noi raccolte con tanto entusiasmo sotto i gazebo, siano finite al macero.
    Firme peraltro raccolte con grandi sacrifici di tempo e di denaro, per pagare un procuratore del tribunale ( di solito un terrone che si faceva pagare in nero) per autenticare le firme raccolte.
    Dal 1996 al 1999 non avevamo rappresentanti in Consiglio Cominale e per l'autenticazione dipendavamo da altri che pagavamo di tasca nostra. Lavoravamo col freddo, col caldo, sotto la pioggia: nulla ci fermava.
    Nessuno avrebbe poi immaginato che la Lega, con il suo potenziale di voti (oltre 10%) ancora intatto, avrebbe avuto le prime deflagrazioni proprio all'interno del proprio gruppo dirigente.
    Non hanno saputo gestire la situazione cambiata con l'ingresso dell'itaglia in Europa. Poi Zirinowsky, poi Milosevich, poi nel 1999 Comino a Pontida: "Secessionisti fuori dai coglioni".
    Poi andò sempre peggio fino al patto di ferro col Polo.
    E oggi tutti sanno dove siamo arrivati.

    Serenissimi padani saluti

  9. #9
    R.i.P. quorthon
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    Al paesello riuscimmo a raccogliere 275 schede...un record per dio! Voleva dire che ben 275 persone si erano avvicinate al gazebo per votare e manifestare il proprio schifo verso questa itaglia che ci opprime.

    Ho un bel ricordo di quella giornata estenuante....i visi sinceri e divertiti delle signore che volentieri si mettevano in fila...gli sguardi dei caramba che "rondvano" ogni 15 minuti...la partecipazione trasversale all'iniziativa: la Padania era sentita da tutti...

    Bei giorni quelli, ma torneranno cristo santo...in un modo o nell'altro...

    Il numero dei no? Solo 4.
    --------------
    The Warrior

  10. #10
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    vi ricordate il servizio di Santoro? seguirono per tutto il giorno un comune di Vicenza, volevano dimostrare che era un fiasco: l'adesione fu del 43% degli aventi al diritto di voto!
    Io ero nel gazebo di un paese limitrofo al mio, vennero a votare tutti i consiglieri comunali di forza italia compreso il loro candidato sindaco: i rapporti con forza italia a quei tempi non erano certo buoni, ma votarono tutti e votarono SI.
    saluti padani

 

 
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